Il volume, il primo di una trilogia, parla dell'esperienza del male e del peccato, a partire dal testo biblico di Genesi, ma calato nella condizione della modernità. Noi tutti viviamo non solo nel peccato, ma nella condizione di coloro che devono "scusarsi" per averlo commesso: il senso di colpa attanaglia le donne e gli uomini religiosi. E il nostro peccato si declina in forme che sconvolgono le nostre vite: ci sentiamo soli, inadeguati, cancellati; siamo insofferenti, infedeli, idolatri; ma viviamo anche nel dolore (siamo muti, ciechi, fuggiaschi) e, forse, è proprio Dio l'unico che ci guarda nella certezza che, a volere tutto questo, non siamo stati noi. Dio, paradossalmente, è l'unico che può condurci fuori dal senso di colpa, restituendoci la vista, la parola e un sentiero da camminare insieme.
Portachiavi cm 3,2 argentato con logo Giubileo 2025 e immagine piazza San Pietro
Questo libro è un po’ diario di viaggio e un po’ guida alla scoperta del chassidismo, un libro fatto di narrazioni e incontri, di volti e di nomi, di atti e di parole; è una dichiarazione d’amore per degli uomini che hanno aperto strade che altri non potevano aprire. L’hanno fatto in un mondo, quello dello shtetl dell’Europa orientale, oggi scomparso, ma che altrove e con nuove modalità continua a esprimersi vivacemente. Un mondo ancora da raccontare, tornando a visitare luoghi che chiamano alla meditazione, alla preghiera e alla conversione. Per provare a salire un gradino dopo l’altro, sostenuti dalla mano di coloro che in quei luoghi hanno vissuto e sono sepolti, la scala che ci porta là - in alto o forse solo nel nostro cuore - dove il Signore ci attende.
Il mistero della SS.ma Trinità fin dai primi tempi del cristianesimo è stato oggetto di riflessioni, sulle quali la Chiesa ha sempre vigilato a tutela della fede. Il Concilio di Nicea del 325 d.C. intervenne per salvaguardare la divinità del Verbo, il Figlio di Dio fatto uomo in Gesù Cristo, divinità messa in dubbio dall'Arianesimo, definendo che il Figlio è omoousios (consostanziale) al Padre, formula che ancora oggi recitiamo nel Credo durante la Liturgia. Questo volume spiega la storia di questa definizione nella ricorrenza dei 1700 anni dal Concilio di Nicea. Analoghe osservazioni si possono fare circa l'appendice annessa al volume riguardante il matrimonio al Concilio di Trento.
Soprattutto nel secolo scorso sono state elaborate diverse sinossi dei vangeli. Tale strumento permette agli studiosi di cogliere immediatamente analogie e differenze contenutistiche, narrative e lessicali fra i racconti evangelici grazie alla disposizione del testo su colonne parallele. A differenza delle sinossi precedenti, questo strumento non intende focalizzare le diverse trame narrative dei racconti canonici su Gesù, né porre l'attenzione sulle scelte lessicali peculiari di ciascun autore. Piuttosto, la prospettiva dalla quale sarà operato il confronto sinottico è quella offerta dalla retorica, con le sue figure e i suoi tropi. In virtù dell'inscindibile connessione tra contenuto e forma, il confronto sinottico, condotto in chiave retorica, non intende soltanto arricchire la conoscenza del bagaglio letterario di ciascun evangelista. Piuttosto, le scelte, analoghe o differenti, dei singoli evangelisti contribuiranno a illuminarne ulteriormente le prospettive redazionali ed evidenziarne i principali contenuti teologici. Dopo la Sinossi paolina bilingue (San Paolo 2013) e L'officina del Nuovo Testamento (San Paolo 2024), gli autori offrono un altro strumento innovativo e completo, indispensabile per conoscere il valore delle parole al servizio della Parola.
Seconda parte di un sussidio attivo per accompagnare i bambini nel cammino di fede e nell'amicizia con Gesù. Si rivolge ai bambini del secondo anno di catechismo e fa riferimento al testo Cei "Io sono con voi". Oltre a questo quaderno delle attività per il fanciullo, è disponibile la guida per il catechista, con materiali integrativi e spunti originali.
"La Società Italiana di Psichiatria (SIP) presenta in questo volume l'approfondimento di quattro temi molto rilevanti nel settore della salute mentale: il suicidio, il comportamento violento, i comportamenti rivendicativi e la perizia psichiatrica in tema di capacità di intendere e di volere. L'intento principale degli Autori è fornire sia uno strumento di approfondimento e aggiornamento per gli operatori della salute mentale che un testo di riferimento per la magistratura e l'avvocatura. Il contenuto dei vari capitoli è l'espressione finale di un lavoro di consenso tra psichiatri coinvolti nella pratica forense e nella ricerca. La nascita dei vari documenti di lavoro, poi confluiti nel testo, si deve all'impegno della Scuola di Psichiatria Forense di Sassari nelle persone di Giancarlo Nivoli, Liliana Lorettu, Paolo Milia, Alessandra Nivoli, che hanno profuso un grandissimo impegno nel promuovere e stimolare il dibattito sui temi trattati all'interno della Società Italiana di Psichiatria Forense (SIPF) e più in generale della SIP".
Canti, musiche e silenzi, nei giorni santi del Triduo pasquale sono una "presenza-assenza" determinante che complementano efficacemente la funzione mistagogica dei segni liturgici.
Non vi sono, infatti, all'interno del ciclo dell'anno liturgico, azioni rituali tanto suggestive e affascinanti come quelle del Triduo che, nell'evoluzione dei riti, contengono momenti di intensa e delicata eloquenza, anche nella loro genuina sobrietà.
Per riproporre questi aspetti (a volte trascurati) si pensato di dedicarvi alcune pagine con l'intento di offrire al lettore (dal liturgista al musicista, dal presidente celebrante al cantore, dai ministranti ai fedeli) uno strumento utile a comprendere "segni" del canto, della musica e del silenzio nel sacro Triduo per avvantaggiarsi della loro unica e ricca espressività.
Pertanto, immagini, schede di approfondimento, indicazioni bibliografiche, spartiti di nova composizione, contraddistinguono in maniera originale questo sussidio liturgico-musicale.
Un aspetto del dinamismo in "uscita" che caratterizza la Chiesa nel pontificato di papa Francesco, è stato quello riguardante la riforma della Curia romana presente fin dall'inizio del suo ministero petrino. Il volume desidera affrontare alcune tematiche di particolare rilievo concernenti la riforma operata dalla costituzione apostolica Praedicate evangelium, partendo dai suoi principi ispiratori, fino all'esame di problematiche che nascono dal nuovo assetto che ha assunto questo organismo.
La Parola che risana ci accompagna a vivere l'Anno Liturgico, facendoci illuminare dalla ricchezza delle Scritture e dalla sapienza dei Padri della Chiesa. Attraverso profonde e attuali riflessioni, i testi della Scrittura ci vengono incontro come un balsamo, aiutandoci a riscoprire il valore risanante e sempre sconvolgente della Parola di Dio.
Il racconto dell'agonia di Gesù a Getsemani allude ad un evento sempre contemporaneo ai suoi ascoltatori. Come aveva capito Pascal ("Cristo è in agonia, nell'orto degli ulivi fino alla fine del mondo"), esso si prolunga nella nostra storia in ogni grido umano piantato nell'abbandono da parte del Padre, in ogni silenzio di Dio di fronte al dolore e alla morte. In questo senso Getsemani è davvero un accadimento rivolto verso la fine del mondo, dove si dimora come compagni del soffrire di tutti e si spera che il mondo dell'ingiustizia e del sopruso finisca. Ma ciò può accadere solo là dove si è amato fino all'estremo dell'amore ("li amerò fino alla fine") e ci si è affidati nel silenzio ad un tu inafferrabile e presente.
Il corpo della letteratura noto come midrash è generalmente diviso in midrash aggadico (narrativo) e halakhico (legale). Le raccolte che contengono principalmente storie, parabole e omelie sono classificate come midrash aggadah, mentre le raccolte incentrate principalmente sullo sviluppo della legge sono chiamate midrash halakhah. I maggiori volumi di midrash aggadah sono spesso indicati collettivamente come Midrash Rabbah. Questo gruppo di testi comprende dieci raccolte compilate nel corso di otto o più secoli. Ogni volume commenta uno dei cinque libri della Torah (Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio) o delle cinque Megillot (Cantico dei Cantici, Rut, Lamentazioni, Qoèlet ed Ester). Shir ha-Shirim Rabbah è un midrash del settimo secolo sul Cantico dei Cantici compilato in terra d'Israele. L'opera interpreta il Cantico dei Cantici in maniera allegorica, supponendo che la relazione tra gli amanti descritta nel libro biblico sia una metafora del rapporto di Dio (lo sposo) con Israele (la sposa). Fuggi, amato mio, simile a gazzella o a cerbiatto sopra i monti dei balsami! Gli anziani dell'Assemblea di Israele diranno allora: «Mio Diletto, Padrone del mondo, fuggi da questa terra impura e poni la tua Šekinah nel più alto dei cieli, ma quando ti rivolgeremo le nostre preghiere, sii simile al daino che dorme con un occhio aperto e l'altro chiuso, o come un cerbiatto che, fuggendo, guarda dietro di sé. Così ci terrai in considerazione e guarderai la nostra tribolazione e la nostra afflizione dall'alto dei cieli fino al momento in cui vorrai liberarci e condurci sulle montagne di Gerusalemme dove i sacerdoti ti offriranno l'incenso degli aromi (Targum di Ct 8,14).