Prima di tutto ascoltare, perché il coraggio viene dall’ascolto. Poi, avere come bussola l’amare poiché amore e unità sono le due dimensioni della missione affidata da Gesù a Pietro, il primo papa. Con questi e molti altri insegnamenti, che Leone XIV attinge dal faro spirituale del suo Ordine, Agostino di Ippona, si apre il pontificato di uno dei papi più imprevisti della storia della Chiesa: uomo riflessivo e pieno di spirito di servizio, religioso agostiniano convocato dal Perù a Roma per volere di Bergoglio, Robert Francis Prevost non si aspettava di essere chiamato a guidare la cristianità, eppure ha trovato da subito le parole più giuste per trasmettere a tutti speranza, spirito di dialogo e impegno universale. In queste pagine sono condensati i punti principali che hanno segnato l’avvio del cammino pastorale di Leone XIV. Discorsi, messaggi e omelie si alternano a citazioni tratte dalle opere del maestro Agostino, ma anche alle parole dei due papi precedenti, in una continuità d’ispirazione ricca di spunti originali: dalla centralità dell’amore all’appello per una pace disarmata e disarmante, dalla visione del futuro all’attenzione ai giovani, fino ad arrivare alle sfide vecchie e nuove che la Chiesa, ma anche l’umanità tutta, si trova ad affrontare.
Il volume è dedicato al mondo delle confraternite, associazioni laicali attestate sin dal VII secolo, diffuse estesamente a partire dal Medioevo e ancora molto attive ai giorni nostri. Viene indagata in particolare la tradizione dell’abito confraternale, che offre una chiave d’accesso privilegiata per comprendere la natura, gli scopi e le attività di confratelli e consorelle. L’abito sottolinea la comunità fraterna dei membri, li accompagna nella penitenza, nello svolgimento delle opere di misericordia e nella celebrazione del culto pubblico, spesso tramite processioni che ancora oggi attraggono un pubblico molto numeroso di fedeli, curiosi e turisti.
"La fragilità del mondo" è un invito ad abbandonare l’ossessione per la perfezione da cui siamo attanagliati da secoli e ad abbracciare, al contrario, la nostra essenza di creature vulnerabili, gettate in una realtà con cui non siamo più in grado di entrare in contatto. Secondo Joan-Carles Mèlich è successo qualcosa a un certo punto della nostra storia: ci siamo scordati quanto claudicante e carente sia la natura umana. L’universo attorno a noi è stravagante, ricco di stimoli e, nonostante tutti i nostri sforzi, in sostanza inconoscibile; eppure ci illudiamo in qualche modo di sapere tutto. L’imprevedibilità ci spaventa, per questo abbiamo messo in piedi una disciplina di sistemi simbolici di regolazione e colonizzazione (teologici, politici, economici) e una nuova metafisica della tecnologia, alla quale ci siamo affidati ciecamente. Nel frattempo, però, abbiamo dimenticato che siamo governati dal caos e dall’inaccessibilità. Accompagnati dalle idee di pensatori e scrittori quali Rilke, Nietzsche, Kafka e Woolf, apprendiamo allora in queste pagine come, per tornare a vedere davvero il mondo, dobbiamo abbandonare le nostre pretese di controllo e accettare invece la finitezza, l’assenza di senso e la possibilità del male, che sono al centro dell’essenza umana. Dobbiamo imparare, cioè, a sostituire alla logica di un progresso cieco una «ragione inerme», inoffensiva e pacifica perché aperta alla possibilità dell’errore e della vergogna. In questo libro Mèlich traccia una strada per tornare ad abitare il mondo. Non con presunzione, bensì consapevoli della possibilità di perdervisi come in un labirinto. Solo così ne riscopriremo l’autenticità e sapremo accettarci nella fragilità, rifiutando la violenza delle facili certezze e l’insensibilità di fronte alla sofferenza.
Mons. Italo Ruffino offre una ricerca che scava nelle vicende di sette secoli di storia dei Canonici Regolari di sant’Antonio del Viennese.
Egli infatti parte dall’Ospedale di Sant’Antonio di Ranverso (To), descrivendone la fondazione e lo sviluppo, per passare ad esaminare tutti gli Ospizi ospedalieri dell’Alta Val di Susa. Descrive poi la diffusione dell’Ordine ospedaliero di Sant’Antonio di Vienne in Francia, per illustrare in seguito le prime fondazioni ospedaliere Antoniane in Alta Italia. Torna sui Canonici Regolari di Sant’Agostino di Vienne, per passare sull’antico Ospedale di S. Antonio di Roma.
È un panorama molto vasto, che il lettore percorre con estremo interesse, perché l’autore giustifica ogni sua affermazione e descrizione con riferimenti storici tratti da altrettanti innumerevoli documenti. Si giunge all’ultima pagina del volume con una profonda meraviglia per quanto è stato realizzato dalla Chiesa, dagli Ordini Religiosi, da semplici cristiani per venire in aiuto agli ammalati ed ai bisognosi.
Si tocca con mano che la motivazione di fondo di tante benefiche iniziative risiedeva nella profonda fede di chi si privava anche dei propri beni per aiutare quanti soffrivano per malattia o per povertà. Le pagine che l’Autore ha scritto non sono quindi solo uno studio storico, ma rappresentano un invito interiore a seguire l’esempio di chi ci ha preceduto con tanto impegno e con tanta fede concreta.
Italo Ruffino, archivista del Capitolo Metropolitano di Torino. Dopo il servizio di cappellano militare sul fronte occidentale e in Russia (1941-43), ha unito alla cura d’anime (1944-1984) l’insegnamento in più Istituti e la ricerca di storia ospedaliera sulla Precettoria di S. Antonio di Ranverso (Torino) e su tutto l’Ordine Antoniano. Ampliato l’interesse alla storia diocesana e monastica, ora dirige con Marisa Reviglio della Venaria una Collana sull’Abbazia di S. Michele della Chiusa.
Qui presenta ai lettori la raccolta di quanto già pubblicato di storia ospedaliera con l’aggiunta delle prospettive offerte da numerosi documenti e testi sui canonici regolari di S. Antonio.
Il dibattito sul tema del fine vita e le implicazioni di carattere religioso ed etico morale sono da lungo tempo al centro dell'attenzione dell'opinione pubblica. A tale riguardo la Pontificia Accademia per la Vita propone ai lettori un "Piccolo lessico del fine vita" che, attraverso una serie di voci esplicative e di approfondimento, per esempio dalle "cure palliative" e all' "eutanasia" ? rigorose concettualmente e che si avvalgono dei più recenti dati scientifici ? intende contribuire con un linguaggio comprensibile anche ai non addetti ai lavori, a chiarire e a saper utilizzare nel modo corretto i termini aiutando chi cerca di districarsi in queste tematiche. «In modo tale ? si sottolinea ? da ridurre almeno quella componente di disaccordo che dipende da un uso impreciso delle nozioni implicate nel discorso». Introduzione di Vincenzo Paglia.
Rispetto a pochi anni fa, il numero degli aspiranti sceneggiatori tra gli studenti del DAMS è aumentato fino quasi a pareggiare quello dei registi. Questa svolta è dovuta in buona misura alla popolarità delle serie televisive, che sono opera innanzi tutto dello showrunner, una specie di super sceneggiatore-produttore che imprime la propria visione alla serie. È un profondo cambiamento di paradigma, che inevitabilmente ha influenzato anche il panorama degli studi universitari, dove si riscontra un crescente interesse verso la scrittura per lo schermo (grande o piccolo). Il libro presenta lo stato dell'arte in Italia, attraverso contributi dei principali studiosi del settore, che riflettono a tutto tondo su cinema, serialità televisiva, videogiochi e sulla produzione, tanto italiana quanto americana, di ieri e di oggi, a comporre un ampio affresco di uno degli ambiti più vivaci della cultura audiovisiva contemporanea.
Con l'entrata in guerra dell'Italia nel 1940, la Sicilia divenne un punto strategico nel Mediterraneo, sia servendo come base per le operazioni in Africa sia, dal 1943, essendo un obiettivo dei bombardamenti alleati. Gli abitanti dell'isola sperimentarono la violenza della guerra totale. Fu un passaggio fondamentale. Il fascismo aveva, infatti, attribuito alla postura bellica un'assoluta centralità all'interno del proprio programma ideologico. La guerra era stata agognata come creatrice della dimensione imperiale e razziale; invece, mise in luce i limiti del progetto mussoliniano di militarizzare la società italiana. Con lo sbarco alleato del 10 luglio 1943, prima del 25 luglio e ben prima dell'8 settembre, la vicenda siciliana accelerò la crisi della dittatura e prefigurò quello che sarebbe avvenuto nel resto della penisola. Valorizzando le più recenti riflessioni della storiografia sulla Seconda guerra mondiale, il volume analizza le questioni che emergono dallo snodo del 1943, dalla guerra globale del Mediterraneo alla complessa transizione democratica nell'isola.
Il libro presenta una storia del cinema americano, dal periodo del muto sino alla Hollywood contemporanea, non seguendo una scansione temporale, ma partendo dall'America di oggi per poi tornare, con un flashback, alle origini. Ne risulta un testo fruibile dagli studenti, ma anche da un pubblico non specialista, interessato a conoscere un fenomeno centrale della cultura e dell'immaginario collettivo. Dalla fondazione di Hollywood al "cinema classico", dalla New alla New-New Hollywood, dal cinema "post-moderno" a quello "neobarocco", il volume è un'occasione per approfondire i modi di produzione, i temi e le dinamiche autoriali del "mito" Hollywood.
Attivista cattolico nell'Impero asburgico, ultimo segretario del Partito popolare italiano, vittima della repressione fascista, leader della ricostruzione italiana ed europea. Alcide De Gasperi attraversò stagioni molto diverse, entusiasmanti e tragiche, seguendo il tempo accelerato del Novecento. Il libro ricostruisce per la prima volta i contorni della sua cultura, mettendo in relazione l'attività politica che lo ha reso celebre con le idee che ne orientarono l'impegno. Ripercorrendo le tracce pubbliche e private della sua riflessione, individua e analizza i grandi temi con cui si confrontò dagli anni della formazione fino all'apice della sua carriera, come la libertà e la democrazia, la nazione e la comunità internazionale, la giustizia sociale. Soprattutto, questa biografia intellettuale mostra in che modo un politico cattolico cercò di tradurre la propria fede religiosa nell'attività politica e sociale, conciliando l'autonomia decisionale con la fedeltà agli insegnamenti della Chiesa. In tale percorso, non di rado travagliato, si definì il profilo politico e intellettuale di uno dei protagonisti del Novecento italiano ed europeo.
"Le prime volte che venivo a trovare Alda, son passati diversi anni, mi guardavo intorno nella stanza di ricevimento tinello libreria deposito di quadri, col televisore e il riscaldamento perennemente accesi e sorridevo del disordine, dell'affastellamento; poi via via ho capito che quella stanza è come la poesia di Alda: vive di accumulo, aggiungendo immagine ad immagine, oggetto ad oggetto, con una semplicità ed una innocenza che riscattano e sublimano qualunque esperienza come qualunque disordine. La stanza si costituisce anche per sottrazione: Alda è generosa, non ti lascia andar via senza donarti qualcosa: un libro, una fotografia, un cappello ecuadoregno, oppure una poesia o una esecuzione al pianoforte." (Piero Manni) La vita di Alda Merini raccontata dalla poetessa in un viaggio tra versi e prosa.
Il dominio occidentale sul mondo, che si è affermato con il colonialismo, poi con la rivoluzione industriale e, negli ultimi decenni, con l'imposizione di un ordine mondiale basato sul mercato, è in profondissima crisi. Alla crisi interna delle economie capitalistiche, che non riescono più a garantire il benessere della popolazione, si aggiungono la crisi ambientale e quella dei rapporti internazionali. La consapevolezza della fine di un'epoca è diffusa, ma ciò che sorprende non è tanto la sua conclusione, quanto l'apparente assenza di alternative. In Occidente, infatti, si continua a interpretare il mondo con le stesse categorie mentali che hanno determinato e sostenuto il suo dominio. La convinzione degli autori del volume è che pensieri e ideologie costituiscano le vere strutture di ogni realtà sociale, e che la mancanza di alternative sia dovuta al fatto che conservazione, reazione e spinte al cambiamento condividano schemi culturali affini, cosicché ogni superamento dello stato attuale delle cose è ostacolato. Questi schemi culturali riguardano, in sostanza, il modo di concepire l'essere umano, la formazione del pensiero, il ruolo degli affetti per l'identità di ciascuno e le fondamenta stesse della nostra natura sociale. A partire dalla teoria e dall'esperienza dello psichiatra Massimo Fagioli, gli autori tracciano alcuni percorsi di ricerca per una trasformazione possibile. Le loro proposte muovono dalla teoria della nascita, che consente di dare un senso nuovo a concetti quali uguaglianza, libertà e nonviolenza, rinnovando le basi dell'agire collettivo e della prassi politica.