La nuova edizione di quella, di ampio successo, originariamente pubblicata nel 1999, contiene una raccolta degli spartiti dei canti secondo il canone gregoriano dei canti per la messa (secondo i riti di introduzione, liturgia, eucarestia, comunione, conclusione) e dei canti vari di lode (dal te deum al maginficat al laudate ecc.).
A 14 anni Alexandrina, cresciuta nel villaggio portoghese di Balasar, salta da una finestra pur di sfuggire alla violenza di tre uomini. Una caduta di quattro metri che avrà gravi ripercussioni sul suo fisico, per tutta la vita: paralizzata a letto per oltre trent'anni, senza poter ingerire quasi nulla, si nutrì per gli ultimi tredici della sola eucaristia quotidiana. Rivisse per 182 volte, ogni venerdì, la Passione di Cristo, soffrendo i dolori delle stimmate, della coronazione di spine e della flagellazione. In questa biografia si ripercorre la sua vita di mistica e beata, da ragazza coraggiosa a donna devota, per scoprire il dono del sorriso con cui Alexandrina intendeva difendere la pace nel cuore di ognuno.
Questo libro si rivolge a chi è incamminato verso il matrimonio e a chi è già sposato, offrendo un'ipotesi già avanzata da papa Francesco: un cammino sullo stile del "catecumenato". Con quali aiuti? Proponendo, anzitutto, la lettura dell'esortazione post-sinodale di papa Francesco "Amoris laetitia" insieme a esperienze e testimonianze di famiglie che confidano con semplicità le loro gioie e le loro sofferenze; ma anche riflessioni autorevoli, per prendere sempre più coscienza di che cos'è quella misteriosa energia che fa innamorare e decidere di costruire una vita insieme.
Scrivere la vita di un santo di cui s'è scritto già molto, può essere paragonato all'interpretazione che dà il direttore d'orchestra di una sinfonia famosa, notissima. L'opera musicale è la stessa, l'esecuzione può essere originale. Quella che hai tra le mani non è la solita biografia, spesso noiosa e scontata, ma un "botta e risposta" veloce e incalzante tra un giovane curioso di sapere e un monaco saggio. La giovinezza è il tempo delle scelte decisive della vita; è bene perciò che i giovani abbiano, come esempio, dei testimoni credibili per santità di vita. Ecco quindi uno scritto rivolto a tutti, ma soprattutto ai giovani, affinché possano trovare in san Benedetto un punto di riferimento per superare le varie difficoltà della vita e una guida per crescere nell'amore verso Cristo Gesù, modello supremo di amore.
Una proposta di canti liturgici adatti a essere utilizzati nella messa con i bambini. Ci sono brani per i vari momenti della celebrazione, con melodie belle e coinvolgenti e un linguaggio dei testi adeguatamente semplificato, per facilitarne la comprensione. I temi sono ispirati a testi biblici, in particolare ai salmi che invitano alla lode, al rendimento di grazie, al pentimento e alla fiducia. È un'occasione per rinnovare il repertorio liturgico nelle parrocchie con un'opera ricca di contenuti e di qualità, da valorizzare nel tempo ordinario e nelle celebrazioni per la Prima Comunione.
Gli interventi - per la maggior parte inediti - che il cardinale Carlo Maria Martini ha rivolto all'Ordine delle vergini documentano la notevole attenzione che egli ha riservato all'Ordo virginum negli anni in cui è stato arcivescovo di Milano.Quando ancora in molte diocesi italiane si muovevano i primi passi per iniziare questa nuova esperienza vocazionale, il suo pensiero e la sua pratica pastorale hanno costituito un prezioso punto di riferimento per tanti vescovi.Le riflessioni di Martini tracciano un itinerario orientato a una totale consacrazione, inserita pienamente nel vivere sociale ed ecclesiale, secondo una specificità femminile che dispiega e descrive la vocazione verginale. Essa è patrimonio della Chiesa, e della Chiesa locale, secondo l'ecclesiologia dei primi secoli della cristianità - in cui questa vocazione è nata - felicemente ripresa dal Concilio Vaticano II e valorizzata dal magistero e dalla prassi di papa Francesco.
«:Mai un Sinodo aveva con così: tanta ampiezza e libertà: lasciato la parola ai soggetti di cui si sta parlando!... L’:Instrumentum laboris ci deve aiutare a riconoscere, interpretare e scegliere. Ci deve spronare a camminare come si deve, a far luce sui problemi e trovare vie per risolverli. Soprattutto, in un mondo che non ci aiuta più: a sognare, questo Sinodo deve permettere di ricominciare a desiderare l’:impossibile, a sognare per e con i giovani cose grandi»: (dall’:Invito alla lettura di don Rossano Sala, segretario speciale del Sinodo dei Vescovi). Il volumetto contiene l’:Instrumentum laboris (“:strumento di lavoro”:) per il Sinodo sui giovani dell’:ottobre 2018. Il testo raccoglie in sintesi la ":parola ascoltata": da cinque fonti diverse: le risposte delle Conferenze episcopali al Questionario del Documento preparatorio al Sinodo, un Seminario internazionale sulla condizione giovanile, un Questionario online per i giovani (con oltre 200 mila accessi e più: di 100 mila risposte complete), la Riunione pre-sinodale del marzo 2018 e infine alcune osservazioni giunte direttamente alla Segreteria sinodale.Tre le parti del documento: la prima legata al verbo “:riconoscere”:, la seconda orientata dal verbo “:interpretare”: e la terza con l’:obiettivo di arrivare a “:scegliere”:.
Il volume contiene le riflessioni sulla preghiera: conoscere e amare Dio, farlo conoscere e farlo amare sono gli intenti dell'Autrice. I temi affrontati: la preghiera, pregare, Dio, l'adorazione, la contrizione, la supplica, il ringraziamento a Dio, i metodi di pregare, la meditazione, il rapporto tra la preghiera e le Sacre Scritture, la contemplazione. È presente una selezione di brani biblici.
Da buon 007, Tosatti ama le sfide, e con Stilum Curiae gioca a tutto campo. Che si tratti di un’enciclica o di una nomina vescovile, di un viaggio papale o di un pettegolezzo curiale, di uno scandalo da svelare o di una grande questione culturale da sviscerare, lui è lì, impavido, e fornisce al lettore, assetato di informazioni non asservite, tutte le chiavi di lettura di cui dispone. Mettendoci la faccia.
Una volta, in un’intervista, Marco ha detto: “Un vaticanista è prima di ogni altra cosa un giornalista. Vale a dire che il suo compito è quello di informare, nel modo più veritiero e corretto possibile”. Sembra quasi un’ovvietà, ma oggi non è mica tanto ovvio. Come nella politica, anche nella “vaticanistica” ormai ci si muove in bande e si ragiona in termini partitici: pro o conto il papa, pro o contro una certa linea. Sempre con l’attenzione rivolta al palazzo, al referente di turno. Cercare semplicemente di utilizzare il cervello, per mettersi al servizio del lettore, è diventata quasi una bizzarria.
Pochi mesi prima della sua morte il cardinale Carlo Caffarra ha detto francamente che “bisogna essere ciechi per non vedere la confusione nella Chiesa”. La confusione, disorientamento, smarrimento dell’uomo d’oggi non è solo il contesto in cui vive la Chiesa, ma qualcosa la sta penetrando. Le varie crisi d’oggi (esistenziale, economica, culturale, politica, etica) contagiano anche la Chiesa. Essa le vive e subisce sul piano della fede, dei sacramenti e della pastorale. Dove sta la causa di tutto ciò? Nel distogliersi dalla verità: nel tremendo e voluto accecamento dell’uomo che lo allontana dalla verità. Questo accade quando l’uomo stesso pretende di essere padrone della verità fino a voler annichilirla, il che inevitabilmente lo conduce all’auto-distruzione. La Veritatis Splendor (1993) è l’enciclica di Giovanni Paolo II in cui il santo papa, già 25 anni fa aveva precisamente diagnosticato la malattia dell’attuale civiltà, anche quella cattolica, che si chiama la “menzogna” ed assume le forme di relativismo, individualismo, agnosticismo ecc. Giovanni Paolo II, come Giovanni Battista nel Vangelo, indica la Verità rivelatasi nella Persona di Cristo. Pertanto papa Wojtyła riprende e ribadisce l’esistenza della Verità Unica, Universale, Non negoziabile, accessibile a tutti, la Quale di persona è venuta incontro all’uomo nell’evento dell’Incarnazione. Lo splendore di Cristo-Verità, nell’oscuro labirinto delle migliaia delle più raffinate forme retoriche offerte dall’odierna civiltà, si presenta come l’unica Luce che illumina all’uomo il suo mistero, la sua altissima dignità, la verità da conoscere, la via da percorrere, i comandamenti da osservare e i valori inviolabili da rispettare.
Il testo di padre De Ascaniis, curato dal padre Sergio Ticozzi suo confratello e autore di numerosi saggi storici sulla storia del PIME, ci rende edotti sulle difficoltà che questi missionari dovettero affrontare in terra cinese, in un periodo in cui la lotta fra comunisti, nazionalisti e giapponesi travagliava le popolazioni e le esponeva a grandi rischi per la propria vita. Ma anche in quelle temperie, padre De Ascaniis seppe tener fede alla sua missione, come quando (lo leggerete nel libro) dovette mettere in guardia alcuni suoi fedeli dai rischi del comunismo, pur sapendo che stava rischiando di essere denunciato ed incarcerato. La verità va annunziata interamente, per come è, non abbandonando una sana prudenza che non deve mai divenire codardia. Il missionario è colui che abbandona tutto per qualcosa di più grande, quindi la sua prospettiva non può mai essere quella che si esaurisce a viste umane.