Il Liber Pontificalis è la fonte indispensabile e quasi unica per conoscere la storia della Chiesa di Roma tra Tardoantico e Medioevo, attraverso la successione dei suoi vescovi, con una miniera di notizie che coprono i più diversi campi, dall’arte, all’organizzazione ecclesiastica, alla liturgia. Le fasi di composizione dell’opera, gli autori e le loro motivazioni, rappresentano uno degli enigmi più intriganti nella storia della ricerca. Per la prima volta in Italia, con un’impresa in più volumi (qui il tomo iniziale da Pietro a Silvestro), si presenta la traduzione italiana con testo latino a fronte criticamente rivisto e con un puntuale commento storico e storico artistico.
"Le glorie di Maria" è il più grande capolavoro mariano di sant'Alfonso Maria de Liguori, che ancora oggi con forza irresistibile continua ad alimentare la pietà popolare. Esso è composto da varie meditazioni sulle parti che costituiscono la Salve Regina, le sette principali feste di Maria, i sette dolori di Maria, le virtù di Maria santissima, ossequi di devozione e quasi 100 esempi dell'azione di Maria santissima. Come quasi tutte le opere di sant'Alfonso si tratta di un testo non tanto da leggere, ma che costituisce la materia per pregare: prendi, caro lettore, queste pagine che comunicano luce e calore; leggile in tutti i sabati dell'anno o almeno nelle principali festività mariane.
Comunemente conosciuta come "Adversos haereses", ma il cui titolo completo è "Smascheramento e confutazione della falsa gnosi", l'opera di Ireneo di Lione era stata originariamente concepita in due libri. Il primo doveva esporre la dottrina degli gnostici e il secondo confutarla. La stesura definiva fu invece in cinque libri. Ireneo la compose intorno al III secolo in greco, ma l'originale è andato in buona parte perduto già in età antica ed è giunta a noi in traduzione latina e, per alcuni frammenti, in armeno e siriano. Anche se mossa da un intento polemico e non meramente scientifico, l'opera è una delle fonti più antiche e autorevoli sullo gnosticismo, di cui Ireneo si presenta come un fine conoscitore e - come Tertulliano lo definì - "un esploratore curiosissimo di tutte le dottrine". Il secondo tomo completa l'opera.
Omelie predicate da Beda ai monaci del suo monastero durante la celebrazione della Messa.
Questo volume raccoglie 24 omelie di Cirillo di Gerusalemme. Le prime 19 sono indirizzate ai catecumeni e sono state pronunciate nei giorni immediatamente precedenti il loro battesimo, che era celebrato nella grande veglia di Pasqua. Mentre le ultime 5, quelle mistagogiche, sono rivolte ai neofiti nei giorni immediatamente successivi al battesimo. Rispecchiano il tono dell’immediatezza e della familiarità con cui furono pronunciate. Sembra che furono improvvisate e trascritte subito dagli stenografi. Grazie a una prodigiosa memoria mediante ricorrenti citazioni della rivelazione divina Cirillo spiega il battesimo e il simbolo della fede nelle prime 19 e illustra l’infinito valore e gli effetti divini dei sacramenti appena ricevuti, cioè battesimo, cresima e eucaristia. Sono meditazioni radicate nella Parola di Dio, che testimoniano la piena ortodossia di Cirillo. Sono di capitale importanza per l’aspetto liturgico e storico archeologico, perché furono pronunciate, intorno al 350, in prossimità del Golgota e Cirillo fa continui riferimenti a ciò che allora si poteva ammirare a Gerusalemme. È la prima edizione italiana con testo greco a fronte curato da Antoine Augustin Touttée. Introduzione, traduzione e note di Maria Benedetta Artioli.
Traduzione revisione e note di T. Mariucci e V. Tarulli.
Lo scopo primario dell'azione della Chiesa è la diffusione della verità divina e il compimento della carità, non la soddisfazione della curiosità erudita; e quando la Chiesa si rivolge alla scienza alla cultura lo fa in funzione della difesa di tale sua missione essenziale. Fin dalla scuola alessandrina, per indicare il primo esempio di grandi proporzioni, la Chiesa ha accostato la cultura e ha mostrato che le aspirazioni dell'uomo trovano in Cristo l'unico pieno compimento e che a Cristo portano tutti movimenti religiosi, sociali, filosofici e perfino artistici della coscienza umana nei secoli. Qui c'è il nucleo di quel che tra la fine del secolo XVIII e gli inizi del secolo XIX verrà detto "Enciclopedia" o educazione completa dello spirito umano. Tale educazione, rivendicata dal laicismo illuminista rivoluzionario, prometteva all'uomo lo svincolamento totale dalla trascendenza, la pretesa liberazione dalla morale positiva e dalle promesse come dalle sanzioni della vita futura: nella filosofia l'ambizione della "Enciclopedia" spingeva un pensatore della potenza di Hegel a stendere una "Somma delle scienze filosofiche" che alimentasse la vana pretesa di chiudere nell' immanenza il ritmo completo della storia dell'umanità. Ma il pensiero moderno non ha mantenuto le sue promesse; È di fronte a questa constatazione e al pericolo che il fumo di una cultura, orientata sulla finitezza all'immanenza, presenta per l'uomo, che, anche nel campo cattolico, si è fatta strada l'idea dell'Enciclopedia
Nei libri VIII e IX della Storia ecclesiastica, Eusebio di Cesarea tratta dell'ultima persecuzione contro i cristiani e dunque dei rapporti fra l'Impero Romano e il cristianesimo. Muovendo dal commento di questi due libri, l'autore si sofferma sull'elaborazione storiografica, compiuta da Eusebio, delle informazioni e della documentazione in suo possesso e del loro adattamento agli scopi dell'opera. La narrazione della persecuzione, come, in generale, quella di tutta la sua storia della Chiesa fanno infatti parte di un genere che può essere certamente definito "storiografia apologetica". Eusebio non intende fornire un quadro relativamente equilibrato e chiaroscurato del fenomeno della persecuzione contemporanea, ma individuarne e dimostrarne la direttrice essenziale nella vittoria del cristianesimo dei martiri nella definitiva guerra fra l'impero pagano ed il cristianesimo, in un complicato rapporto fra verità storica ed elaborazione ideologica.
Tutto il nucleo della speculazione teologica del Nisseno si trova nelle Omelie al Cantico dei Cantici, il culmine a cui e giunta la sua produzione omiletica, con il pregio dell'immediatezza.
I commenti qui raccolti -disseminati in trattati dottrinali, omelie, lettere e scritti pastorali - costituiscono tutto cio che dalle attuali conoscenze i Padri ebbero da dire riguardo agli ultimi quattro libri del Pentateuco.
Ricchissimo di spunti teologici e riferimenti patristici, similitudini tra la preghiera del cuore e le pratiche di altre religioni; un utilissimo ausilio per chi voglia studiare in modo approfondito il “classico” della letteratura religiosa russa.
“Signore Gesù Cristo, abbi pietà di me!”