Sacerdoti e scienziati: chissà perché, all'orecchio dell'uomo contemporaneo, questa accoppiata suona male. Il punto è che i dogmi del positivismo, sposati sia da molti ambienti liberali sia dalle dittature novecentesche, detti e ripetuti infinite volte, hanno fatto breccia nell'immaginario collettivo, nutrito da una versione banale, zoppa e antistorica dell'affare Galilei. La realtà, però, è facilmente verificabile: all'origine della scienza sperimentale moderna vi sono essenzialmente uomini religiosi, profondamente religiosi; uomini per i quali studiare la natura altro non è che cercare di leggere il libro scritto dal Creatore, andare alla ricerca delle sue tracce, delle sue orme. Senza nessuna presunzione di possedere ogni verità, di ridurre la causa prima alle cause seconde, di trasformare la scienza sperimentale in una fede, di farne una metafisica onnicomprensiva... Così è stato per Keplero, Newton, Maxwell, Volta, Galvani, Planck, e per tantissimi altri giganti del pensiero scientifico. Così è stato anche per numerosi sacerdoti che hanno contribuito con il loro lavoro alla nascita della citologia, della biologia, della genetica, della cristallografia, della geologia, dell'astronomia... Nomi a tutti noti, come quello di Gregor Mendel, e meno noti, come quello di Georges Lemaître, padre del Big Bang, o del tutto dimenticati come quelli dell'Abbé Haüy, di padre Corti, padre Venturi, padre Bertelli, padre Secchi, padre Guglielmini.
Siamo in piena crisi ambientale, il mondo è a un bivio, la terra soffre e la natura è depredata e violentata. È giunto il tempo di ripensare un sistema economico sostenibile e più rispettoso dell'ambiente e delle persone. Il grande disordine che l'uomo ha creato nella nostra terra si ripercuote anche nelle nostre anime. Si può parlare di spiritualità della natura o del cosmo? Può la natura essere una guida per orientarci nella vita spirituale? Può indicarci un nuovo itinerario per l'evangelizzazione nel mondo moderno? Bene, in questo libro affronteremo un fantastico viaggio tra le rivelazioni profetiche di Santa Ildegarda di Bingen (1098-1179) e le sue sempre attuali acquisizioni scientifiche: dalla fisica alla farmacologia, alla medicina. Santa Ildegarda ha rivelato per mezzo di visioni quale stupendo e affascinante mondo si trova ordinato al di là della nostra terra, nelle mille sfaccettature del cosmo. Il lettore sarà rapito come da magico stupore nel ripercorrere con lei le immense distese del cielo e le misteriose impronte divine nella natura. Sulle orme della Mistica anche noi saremo trasportati nel mondo soprannaturale, a partire dalla nostra madre terra.
San Giuseppe, l’uomo del nascondimento e dell’obbedienza a volte cieca a Dio, risveglia in noi l’immagine della Sacra Famiglia. Meditando le sue virtù troviamo un tesoro di vita quotidiana. Lo dichiarano i santi, le cui testimonianze su San Giuseppe ricorrono nel libro, lo affermano i Papi che indicano in San Giuseppe l’esempio che la Chiesa dovrebbe perseguire. Lo sottolinea Papa Francesco nella lettera apostolica Pater Cordis, incentrata proprio sull’eccezionalità di una vita apparentemente normale, ma ispirata dai suggerimenti dello Spirito Santo che indirizzano un uomo comune, ma profondamente onesto, a compiere grandi imprese e a realizzare il destino dell’umanità.
San Giuseppe è soprattutto il padre che con tenerezza accompagna il Figlio al suo destino, ma è anche l’uomo che, in ogni circostanza della vita, anche in quella difficoltosa dell’esilio, lavora per il sostentamento della propria famiglia. È colui a cui ricorriamo per chiedere che il nostro lavoro non venga mai meno, che la nostra dignità di uomini sia rispettata nell’esercizio dell’operosità attiva, è colui a cui ispirarsi per risolvere e superare con ingegno e laboriosità le difficoltà quotidiane che attanagliano la vita di tutti i giorni.
San Giuseppe è colui che ama Maria Santissima senza alcuna riserva e che, una volta accettato il suo «Ecco l’Ancella del Signore, avvenga di me secondo la tua parola», ne affronta le conseguenze con coraggio.
Angelo Figurelli vive a Milano. Opera d molti anni nel campo pubblicitario. Da 33 anni è anche conduttore di Radio Maria. La militanza all’interno della Radio cattolica ha plasmato e rafforzato la sua fede e l’impegno a divulgare il messaggio evangelico attraverso trasmissioni incentrate sulle virtù eroiche di uomini e donne di Dio canonizzati dalla Chiesa. Svolge un’intensa attività di volontariato.
Attualmente l’impegno maggiore è proprio all’interno di Radio Maria, dove non solo cura i rapporti con il volontariato, ma rivolge il suo intervento anche ad altre aree operative collegate alla stessa emittente.
Cresce ogni giorno di più la richiesta di conoscenza sulle nuove forme del lavoro connesse all'evoluzione tecnologica, alla globalizzazione, alle competenze che individui e organizzazioni dovrebbero avere per essere efficaci e competitivi. Questa nuova edizione del volume fornisce un quadro aggiornato degli studi di psicologia del lavoro e delle relative pratiche professionali. Nella prospettiva presentata, lavorare significa gestire relazioni con il contenuto del lavoro, con la tecnologia, con le persone e i ruoli con i quali si interagisce, con il mercato e con la società civile. Scritto con un linguaggio semplice e ricco di esempi, il libro si rivolge a dirigenti, consulenti, lavoratori, studenti che vogliono affrontare la complessità dell'esperienza lavorativa nel nuovo scenario economico e organizzativo. Nella parte conclusiva si riflette sull'esigenza di una nuova cultura del lavoro, fondata su una ridefinizione di luoghi e tempi del lavoro, sulla condivisione, sulle pratiche che consentono di superare il rischio di dissipazione e declino.
Un uomo vero sta a fronte alta davanti alla Necessità, e perfino a Dio: tutto questo è, e sempre sarà, Zorba il greco, mani e gambe che diventano ali nella danza leggendaria sulla spiaggia, sullo sfondo di una Creta pietrosa senza tempo.
15 Trekking urbani a piedi e in bici per vagabondare nei parchi, nelle periferie, nella street art, nei borghetti della capitale.
Con sguardo alla disgregazione che mina tanti settori della vita sociale, e in particolare le coppie e le famiglie, il cardinale Carlo Caffarra asseriva che «la progressiva identificazione del diritto con il desiderio è la vera metastasi delle nostre società occidentali ». Questa affermazione, apparentemente cruda, che mette in contrasto l'autodeterminazione e la legge trova riscontro nelle 12 storie di crisi qui raccolte. I titoli dei capitoli rimandano a precise immagini archetipiche della psicologia analitica - l'Innocente, l'Orfano, il Guerriero, il Saggio, il Mago, il Folle - che l'Autore, avvocato familiarista, ha studiato nei suoi fondamenti. L'intento è di aiutare i singoli e le coppie a ritrovare attraverso le difficoltà anzitutto sé stessi, senza arrendersi agli oceani di sofferenza e di ingiustizia che il divorzio «facile» illude di non causare. Si trovano perciò qui dolorose vicende di separazione e divorzio, aspre lotte con l'altro e con sé stessi e però anche percorsi di rinascita. Una particolare attenzione è concessa agli uomini, che spesso, soprattutto quando sono padri, diventano la parte più punita nella ricomposizione del conflitto. I racconti sono stati trasfigurati nel rispetto del segreto professionale e per far emergere dalla realtà condizionata dagli schemi del divorzismo i princìpi della psicoanalisi di Jung e di successivi interpreti come l'americano James Hillman e l'italiano Claudio Risé, che firma anche l'incisiva Presentazione.
Questo libro si prefigge di spiegare con esempi pratici e attingendo da esperienze personali quanto sia importante la lettura per tutti, a tutte le età e in tutti gli stadi della vita. È un testo stimolante su come, perché e cosa leggere. È adatto a chiunque desideri scoprire il bene che può offrire la grande letteratura.
Prefazione Carla Rossi Espagnet.
È il 1942: da quando abbiamo salutato i Cazalet per l’ultima volta è trascorso un anno. I raid aerei e il razionamento del cibo sono sempre all’ordine del giorno, eppure qualcosa comincia a smuoversi: per le giovani Cazalet la lunga attesa è finita e finalmente Louise, Polly e Clary fanno il loro ingresso nel mondo. Quella che le aspetta è una vita nuova, più moderna e con libertà inedite, soprattutto per le donne. Le cugine si avviano su strade disparate, tutte sospese tra la vecchia morale vittoriana del sacrificio e un costume nuovo, più disinvolto, in cui le donne lavorano e vivono la loro vita amorosa e sessuale senza troppe complicazioni. Mentre Louise si imbarca in un matrimonio prestigioso ma claustrofobico, sul quale incombe l’ingombrante presenza della suocera, Polly e Clary lasciano finalmente le mura di Home Place per trasferirsi a Londra e fare i loro primi passi nell’agognata età adulta, che si rivela ingarbugliata ma appagante. Per quanto riguarda il resto del clan, fra nascite, perdite, matrimoni che vanno in frantumi e relazioni clandestine che si moltiplicano, i Cazalet vanno avanti a testa alta e labbra serrate, sognando, insieme ai loro amici e ai loro amanti, la fine della guerra: «il momento in cui sarebbe iniziata una vita nuova, le famiglie si sarebbero ricongiunte, la democrazia avrebbe prevalso e le ingiustizie sociali sarebbero state sanate in blocco».