Fiaba è la narrazione di fatti meravigliosi: fate, maghi, animali che parlano, uomini come animali, streghe, nani e orchi. Il gusto dell’abnorme e del difforme, il senso del mistero, il superamento dello spazio e del tempo, l’ abbandono ai sogni e agli incantesimi racchiusi nelle tenebre della notte, la natura come rappresentazione simbolica di stati d’ animo, tutto questo è presente ne “Le Novelle della Nonna” di Emma Perodi con una carica innovativa assolutamente originale. Ognuna diversa dalle altre, si svolgono prevalentemente tra il ‘200 e il ‘400 in Casentino, vallata attraversata dall’Arno ricca di paesi antichi e di castelli. Erano queste contrade frequentate da Dante e furono scenario di scontri fra guelfi e ghibellini che culminarono nella famosa battaglia di Campaldino nella pianura sotto Poppi (Ar). Queste storie fanno pensare a certi antichi affreschi dove spiccano in un tripudio di linee e di colori figure di santi, fraticelli e diavoli, condottieri e feudatari, dame e giullari di corte, menestrelli, cavalli “balzani” e cani sapienti. Il mondo immaginario popolare della Perodi è immensamente ricco di elementi gotici, fantasy, storici e noir e può reggere il confronto con le più celebri fiabe dei Paesi germanici, nordici e slavi considerati origine della fiaba in occidente.
Nel mondo intorno a noi è in corso una lotta, senza esclusione di colpi, della quale non riusciamo facilmente a cogliere la portata. Tutti ne siamo coinvolti dovendo scegliere con chi schierarci. Da una parte Lucifero che cerca di sedurre l’uomo per condurlo ad una vita eterna di dolore e sofferenza. I suoi metodi sono sotterranei ed insidiosi e per questo molto pericolosi. Dall’altra San Michele Arcangelo, capo dell’esercito celeste, che, con i suoi angeli, combatte per la salvezza dell’uomo opponendosi con tutte le sue forze a Lucifero. In mezzo c’è Gianni, che rappresenta l’uomo comune, sempre in bilico tra le suggestioni del male ed il richiamo del bene. Il lettore, attraverso le interviste a questi tre personaggi, viene coinvolto in un susseguirsi serrato di domande e risposte che stimolano la riflessione aprendo nuovi orizzonti di speranza.
Preparami la colazione. Storia di Lucia che dà del tu a Dio: Può una malattia trasformarsi in un canto d'amore per la vita? È successo a Lucia Roncareggi, una ventenne che, all'improvviso, si è trovata a fare i conti con un tumore. Questo libro è il racconto della sua storia. Ma è soprattutto un viaggio nelle poesie che prima e durante quel periodo lei ha scritto. Due voci per una stessa musica: quella di chi, nella sofferenza, non rinuncia a cercare la sua felicità. È la cronaca di una lunga preghiera a un Dio che non può rimanere lontano: deve mostrare ora tutta la sua tenerezza. Una "danza sui carboni ardenti del dolore" che, alla fine, avrà un esito sorprendente. Come questa malattia che ha detto molto anche a chi malato non è.
Attraverso la sua profonda umanità e la storicità della sua composizione, attraverso le sue stesse vicissitudini, il Libro attesta le nozze di Dio con noi. È un Libro libero in cui possiamo circolare e che vive solo nella misura in cui circola tra noi.
Accanto a Teresa, “la più grande santa dei tempi moderni”, e ai suoi genitori Luigi e Zelia, prima coppia canonizzata dalla Chiesa, Leonia Martin potrebbe essere vista come il brutto anatroccolo. Bambina sempre ammalata, di spirito poco sveglio e dal carattere difficile, accumula insuccessi su insuccessi. Rimandata dalla scuola e uscita poi ben tre volte dai monasteri in cui era entrata, riesce a entrare definitivamente alla Visitazione di Caen solo all’età di trentasei anni. Ma sono proprio le sue fragilità e i suoi insuccessi che condurranno Leonia, in religione suor Francesca Teresa, sulla via di una santità umile e gioiosa.
Questo racconto, vivace e ben documentato, arricchito da numerose note e appendici, ci mette in relazione con l’anima di Leonia Martin, tanto affascinante quanto modesta, la cui influenza spirituale cresce sempre più in tutto il mondo.
Leonia Martin è oggi un segno di speranza per migliaia di persone in difficoltà e per i genitori che si trovano ad affrontare situazioni drammatiche e che, attraverso di lei, scoprono l’infinita misericordia e la tenerezza provvidente di Dio.
Un modesto e timido funzionario di mezza età e una graziosa fanciulla, orfana e malata, si scrivono, si raccontano le loro piccole vicende, le loro disavventure, i loro sogni. Sullo sfondo di questo romanzo epistolare c’è la San Pietroburgo della miseria, con i disperati tentativi di chi la anima di sfuggire l’estrema povertà e l’umiliante degradazione. In una narrazione piana e misurata, eppure eccezionale, ogni pagina ispira pietà e commozione tracciando, nella distanza tra realtà e aspirazioni, la divaricazione tra i grandi e semplici afflati ideali dei personaggi e le sciagurate e schiaccianti preoccupazioni del loro quotidiano. Povera gente è il primo romanzo di Dostoevskij, pubblicato quando l’autore aveva soltanto 24 anni, ed è uno dei più formidabili esordi della letteratura, capace sbalordire i contemporanei e introdurre ai motivi fondamentali di quella che sarà l’opera matura del suo autore.
La dimensione del silenzio appare sempre più lontana dalla nostra frenetica realtà eppure può diventare un aiuto, uno strumento importante per ritrovare nuove energie e nuovo slancio e affrontare le sfide di ogni giorno. Questo libretto fa ricorso al Vangelo e alla tradizione della spiritualità cristiana e fornisce ai lettori spunti e consigli utili in un percorso di crescita e di miglioramento personale.
Il perdono ha un ruolo essenziale nella vita di ogni cristiano, eppure sembra molto distante dalla realtà che viviamo tutti i giorni. Imparare a praticare il perdono può diventare un modo per ritrovare nuove energie e nuovo slancio e affrontare le sfide di ogni giorno. Questo libretto fa ricorso al Vangelo e alla tradizione della spiritualità cristiana e fornisce ai lettori spunti e consigli utili in un percorso di crescita e di miglioramento personale.
«Lo Spirito Santo è invisibile ed è dappertutto, pervade ogni cosa ed è al di là di ogni cosa. Tutto ciò che di bello e di positivo avviene nel mondo è opera sua». Dove si trovano nel nostro tempo autentiche esperienze dello Spirito, simili a quelle dei primi cristiani? Dove e come e quando esistono le condizioni perché un uomo o una donna, pur contagiati dal secolarismo, arrivino a esclamare: «Veramente Dio è in mezzo a voi!»? In altre parole: come lo Spirito Santo, sempre all’opera nel mondo, risponde oggi alle sfi de dell’immanentismo, dell’indifferenza religiosa, del consumismo, e vi risponde non con ragionamenti ma con fatti convincenti del Vangelo? Ecco alcuni degli interrogativi a cui il cardinal Martini risponde in queste intense meditazioni.
Olanda 1938. Strane cose accadono sulla strada che passa accanto alla casa della famiglia Boon, al confine con la Germania. Un'auto arriva silenziosa e poi scompare. Fantasmi appaiono all'improvviso e subito si dissolvono. Ma sono davvero fantasmi? E cosa c'entra tutto questo con Liesl, la bambina tedesca appena arrivata alla villa dell'Imperatore dei sigari? Intanto gli aerei sorvolano la città e i carri armati avanzano sulla strada fangosa. La speranza di Pap che l'Olanda sia troppo piccola per interessare ai nazisti si rivela infondata, e l'avvenire dorato atteso da Fing sembra svanire, per cedere il passo all'incertezza e alla paura. Ma nonna Mei, con il suo occhio di civetta, continua a vegliare sulla casa. Un racconto coinvolgente dove i sogni sul futuro e il primo amore, antiche tradizioni e ambigue presenze si mescolano al dramma della guerra. Età di lettura: da 12 anni.
La domanda, che dà il titolo al volume, non vuole essere provocatoria. Semmai, è un segnale di disagio, quasi di frustrazione davanti agli esiti di una scelta conciliare che prometteva ben altri risultati. Ripristinato dal Vaticano II come «grado proprio e permanente della gerarchia ecclesiastica» (Lumen gentium, 29), il diaconato ha vissuto in questo periodo una vicenda complessa e di non facile decodifica. Da una parte si è assistito a una crescita continua degli ordinati; dall’altra, però, si avverte una debolezza nell’impianto teoretico che sostiene il ministero diaconale, configurato nel suo profilo più dalla pratica ecclesiale che da una comprensione teologica e sacramentale che la sostiene e la alimenta. Partendo da questa considerazione, il volume presenta una chiara e lucida riflessione sul diaconato. L’autore analizza dapprima cosa il Nuovo Testamento e i Padri della Chiesa dicono su questo ministero, offre poi una interpretazione teologica adeguata del diaconato e formula infine delle originali e interessanti proposte pastorali per il futuro di questo ministero.
In tempi in cui si fa più acuto il bisogno di capire, di confrontarsi e di dialogare con genti e culture anche molto lontane, appare esemplare il cammino di Giancarlo Bregantini, uomo del Nord trapiantato al Sud, che ha amato il Sud fino a comprenderlo ed è riuscito a mettere in comunicazione viva i due poli, spesso così distanti, del nostro Paese.
Un itinerario che, negli anni, diventa stima e passione per la terra e per la gente.
La terra, e cioè il mare e il sole della Calabria, ma anche i suoi ripidi sentieri di montagna, i paesetti arroccati e quasi irraggiungibili, le case, le scuole, le fabbriche e le chiese.
E la gente, spesso sfiduciata e convinta che nulla possa cambiare, ma anche animata da giovani e donne pronti a lottare e a pagare di persona per un futuro più giusto.
L’autore si fa testimone, davanti alla chiesa e alla società, di una nuova speranza fatta di reciprocità e non solo di solidarietà: saggezza antica che il Sud regala al Nord e che diventa uno stile, anche politico, di interrelazione con ogni Sud del mondo.