Il manuale di Diritto Internazionale Pubblico offre un quadro esaustivo e aggiornato delle principali tematiche internazionalistiche: la classificazione delle fonti, l'individuazione dei soggetti e dei requisiti necessari al riconoscimento, la definizione della responsabilità, le modalità di risoluzione delle controversie, i principi che disciplinano l'uso della forza nelle relazioni interstatuali, l'adattamento del diritto interno al diritto internazionale e al diritto dell'Unione europea, le norme vigenti in materia di tutela dei diritti umani e dell'ambiente, la navigazione marittima e aerea, la repressione dei crimini internazionali, la regolamentazione delle relazioni economiche e dei conflitti armati. Questa XII edizione approfondisce altresì il tema della cooperazione allo sviluppo, nella sua dimensione storica, politica ed economica, che ormai rientra a pieno titolo nell'ambito dei diritti umani. Il volume, pertanto, conservando la sua chiarezza espositiva, costituisce un valido supporto per la preparazione di esami universitari e concorsi, ma si presenta di particolare utilità anche per quanti intendano conoscere i più importanti avvenimenti che hanno recentemente interessato la Comunità Internazionale.
Un'analisi chiara e puntuale della Legislazione sociale e degli istituti previdenziali, alla luce degli orientamenti dottrinali e della prassi amministrativa, arricchita di numerosi schemi esemplificativi ed esplicativi, nonché di tavole sinottiche. I contenuti di carattere tecnico-pratico sono evidenziati in appositi riquadri e tabelle, per selezionare agevolmente il tipo d'informazione di interesse del lettore. La trattazione è aggiornata alle numerose e significative novità intervenute in materia, tra cui si segnalano: i decreti di attuazione del Jobs Act (L. 183/2014), che hanno disciplinato il contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti (CATUC) (D.Lgs. 4-3-2015, n. 23) e la Nuova prestazione dell'assicurazione sociale per l'impiego (NASPI) (D.Lgs. 4-3-2015, n. 22); la legge di stabilità 2015 (L. 23-12-2014, n. 190) che prevede, tra l'altro, la facoltà di percepire la quota maturanda del trattamento di fine rapporto come parte integrativa della retribuzione; il nuovo ISEE in vigore dal 1-1-2015; il cd. decreto Milleproroghe 2015 (L. 27-2-2015, n. 11 di conv. del DI. 192/2014), relativamente alle aliquote contributive dei lavoratori autonomi titolari di partita IVA e ai contratti di solidarietà. II testo, inoltre, tiene conto della perequazione automatica 2015 (circ. INPS 1/2015), con aggiornamento web dei principali parametri adeguati in corso d'anno. Per le sue caratteristiche, il volume costituisce un manuale di riferimento per i corsi universitari e per la formazione specialistica.
Il volume esamina anzitutto i compiti, gli strumenti di azione, gli aspetti organizzativi, le forme di legittimazione, dell'amministrazione dello spazio comune. In seguito si sofferma sulle forme di esecuzione delle norme europee, sulle tecniche di collaborazione e sul sistema integrato di giustizia amministrativa. Sono infine proposte alcune riflessioni sui caratteri del diritto amministrativo europeo, sull'europeizzazione del diritto amministrativo italiano, sul ruolo della scienza giuridica in questo ambito e sulle prospettive di riforma.
"Politics" è un'antologia dell'opera principale, in tre volumi, di Roberto Mangabeira Unger "Politics, a Work in Constructive Theory", pubblicata nel 1997. Alla radice della teoria sociale di Unger c'è l'idea di "società come creazione umana". Al contrario delle maggiori teorie sociali moderne, soprattutto quelle marxiste, che hanno sviluppato una "scienza della storia", Unger ci insegna che "la società è concepita e creata dall'uomo, piuttosto che l'espressione di un fondamentale ordine naturale". Per molti aspetti, l'unico suo grande predecessore è il filosofo napoletano Giambattista Vico, che già nel Settecento sosteneva che nel mezzo dell'"immenso oceano del dubbio" c'è un "singolo pezzetto di terra" su cui possiamo reggerci solidamente: il mondo della società civile creata dagli esseri umani. Ma l'elemento che più sorprende in questo libro è che, come ricorda nell'introduzione Zhiyuan Cui, professore dell'Università di Pechino, il pensiero di Unger si basa sulla nozione della "Negative Capability", ovvero la "capacità negativa", del poeta inglese John Keats.
Apriamo il nostro manuale per prepararci all’esame …
Cominciamo a leggere…
Poi … continuiamo … Nelle pagine che si susseguono incontriamo righi e righi da cui estrapolare nozioni e concetti da capire, selezionare e memorizzare.
Sentiamo subito il bisogno, per entrare nel vivo della materia, di sottolineare le parole più importanti e di segnare brevi annotazioni a margine per imprimere nella nostra mente le parole cardine e la sequenza logica di quanto stiamo apprendendo.
Il testo che abbiamo di fronte non è un romanzo che si divora in poco tempo, ma un testo universitario che ci costringe ad un continuo sforzo di concettualizzazione, consapevoli che dalla nostra capacità di preparazione dipenderanno l’esito dell’esame e, conseguentemente, gli umori dei giorni a venire …
Quali argomenti prediligere?
Quali approfondire con più attenzione?
Solo il dopo-esame ci potrà confermare se abbiamo centrato i cardini della materia e soddisfatto esaurientemente le aspettative dell’esaminatore!
Perché fermarsi al solo testo di adozione e non cambiare sistema?
E come?
Oltre al prezioso elenco delle «domande» d’esame diligentemente raccolte prima di affrontare la prova, cos’altro può venirci incontro?
Gli ipercompendi, strumenti didattici di ultima generazione, costituiscono pratiche guide che, affiancate al manuale adottato, consentono di ripercorrere in forma sintetica e sistematica le linee espositive del programma.
L’ipercompendio è una stimolante opportunità per sfuggire dalla monotonia di pagine tutte uguali: il colore, il neretto, le schede, le mappe concettuali permettono di ottimizzare la preparazione, «navigare» nella materia, tenere viva la curiosità di apprendere e, soprattutto, migliorare, attraverso l’ausilio della memoria visiva, la memorizzazione.
L’ipercompendio presenta in appendice un glossario di particolare utilità per il ripasso finale, momento nel quale occorre concentrarsi sugli argomenti più ostici, sulle domande più «gettonate» per avere un quadro finale sintetico e completo della disciplina.
L’ipercompendio ha così compiuto la sua missione …
Un quadro completo del Diritto Sindacale per conseguire una conoscenza esaustiva della materia. La trattazione è aggiornata a tutte le più significative novità intervenute in ambito negoziale e legislativo, con particolare riguardo alla riforma della contrattazione collettiva e della rappresentanza (accordo interconfederale 10-1-2014, cd. Testo Unico della rappresentanza) e al contratto a tempo indeterminato a tutele crescenti (D.Lgs. 4-3-2015, n. 23), con cui di fatto si realizza il superamento del regime protettivo e garantista contenuto nell'art. 18 dello Statuto dei Lavoratori. La trattazione si avvale di un linguaggio semplice e chiaro; diversi corpi e caratteri di stampa consentono di graduare la preparazione e facilitare la memorizzazione. Allo scopo di permettere una corretta impostazione delle questioni giuridiche più importanti ed attuali, il testo riporta, in appositi riquadri, gli orientamenti dottrinali e giurisprudenziali più autorevoli e consolidati. Ogni capitolo è corredato di un questionario riepilogativo sugli argomenti più ricorrenti in sede di esame. Il testo, mirato alle esigenze dei corsi universitari, costituisce al contempo un sussidio per la formazione e la pratica sindacale (RSA/RSU, dirigenti sindacali, associazioni di categoria, enti bilaterali etc), politica, giornalistica e, in genere, giuslavoristica.
Una crescente complessità caratterizza il diritto del contratto, non più frutto semplicemente dell'autonomia contrattuale intesa come libera estrinsecazione del volere: il difficile equilibrio tra fonti eteronome (imperative e dispositivo/integrative); la necessità di guardare a una molteplicità di fonti, da quelle europee alla produzione di regole da parte del ceto imprenditoriale; la difficoltà di individuare uno o più paradigmi; il tema della solidarietà e, più in generale, dei diritti fondamentali; il contratto nel contesto del mercato. Il volume si propone di cogliere le metamorfosi del fenomeno contrattuale e di darne una lettura coerente.
Di fronte ai grandi soggetti economici che sempre più governano il mondo, l'appello ai diritti individuali e collettivi è la via da seguire per impedire che tutto sia soggetto alla legge "naturale" del mercato. Nel 2000 l'Unione Europea si è data una Carta dei diritti fondamentali, la prima del nuovo millennio. Ma non bisogna fermarsi soltanto alle dichiarazioni formali. I fatti ci dicono altro: le donne e gli uomini dei paesi dell'Africa mediterranea e del Vicino Oriente si mobilitano attraverso le reti sociali, occupano le piazze, si rivoltano in nome di libertà e diritti, scardinano regimi politici oppressivi; lo studente iraniano e il monaco birmano, con il loro telefono cellulare, lanciano nell'universo di internet le immagini della repressione di libere manifestazioni, anche rischiando feroci punizioni; i dissidenti cinesi chiedono l'anonimato in rete come garanzia della libertà politica; le donne africane sfidano le frustate in nome del diritto di decidere liberamente come vestirsi; i lavoratori asiatici rifiutano la logica patriarcale e gerarchica dell'organizzazione dell'impresa e scioperano; gli abitanti del pianeta Facebook si rivoltano quando si pretende di espropriarli del diritto di gestire i loro dati personali. L'elenco potrebbe continuare a lungo perché la "rivoluzione dell'eguaglianza", mai davvero compiuta, è oggi accompagnata dalla "rivoluzione della dignità" e sta dando vita a una nuova antropologia, che mette al centro l'autodeterminazione delle persone...
In questo saggio esemplare, Yan Thomas, uno dei massimi conoscitori del diritto romano, mette in questione il primato giuridico della proprietà definita come rapporto inderogabile tra pochi uomini proprietari e una immensa distesa di cose appropriabili - e propone una nuova e sorprendente archeologia delle "cose". Perché qualcosa come un mercato, uno spazio in cui le cose sono scambiate contro un valore commerciale, potesse costituirsi, un gesto giuridico e istituzionale originario doveva essersi già prodotto: si tratta della santuarizzazione di un certo numero di cose qualificate come indisponibili. Le cose che non appartengono ad alcuno, sottratte al gioco dello scambio, inibite a diventare merci, identificano un'area dell'indisponibilità (al commercio, alla proprietà e all'appropriazione) e sono perciò destinate all'uso comune degli uomini. Parenti non troppo lontane degli oggi dibattutissimi "beni comuni", le cose indisponibili che Yan Thomas isola, offrono una nuova genealogia della proprietà e dello scambio, fornendo una lezione sull'istituzione giuridica del valore e su tutte quelle operazioni capaci di fare - o di non fare - di una cosa una merce. Con un saggio di Giorgio Agamben.
Sulle cause e sugli effetti che scaturiscono dall'incontrollata espansione della proprietà intellettuale è concentrata una parte significativa della recente letteratura giuridica ed economica. Il crescente ricorso all'esclusiva in chiave strategico-opportunistica, sotto forma di ostacolo all'innovazione sequenziale (anticommons e thicket) piuttosto che di leva finanziaria da azionare nelle contrattazioni (trolls), incrina il legame fra appropriazione, innovazione e diffusione della conoscenza minando le ragioni stesse della proprietà intellettuale e rendendo ineludibile una riflessione critica sulla tradizionale giustificazione economica che accompagna i diritti di proprietà intellettuale.
Esiste un diritto muto che nessuno ha mai verbalizzato, cui ci assoggettiamo in modo inconsapevole. L'uomo dei primordi, privo di linguaggio articolato, non poteva avere altro sistema giuridico che questo. E oggi? Secondo la tesi esposta nel libro, quel diritto inarticolato ha fatto posto a un diritto autoritativo e a un diritto spontaneo ma cosciente; tuttavia non è mai scomparso e svolge un ruolo di rilievo nella nostra cultura e nella nostra società. Per illustrare questo tema nella sua complessità, l'autore ha interpellato non solo la storia, la filosofia, il cognitivismo, ma anche l'etologia, le neuroscienze, la biologia, secondo un approccio che si basa tanto sulla speculazione teorica quanto sui dati sperimentali.
La classica immagine legata alla giustizia è quella della bilancia, che rimanda al concetto di corrispettività dei comportamenti. Il libro Una giustizia diversa, curato da Luciano Eusebi, critica proprio questo approccio per far emergere il concetto di giustizia riparativa (restorative justice), una giustizia diversa appunto: «che scelga di rimanere fedele all'agire secondo il bene di tutti anche quando si tratta, e proprio perché si tratta, di opporsi al male. Una giustizia, dunque, che sappia fare progetti di bene dinnanzi al male; che si orienti, anche nell'affrontare il male, non a dividere, ferire, distruggere, ma a ristabilire relazioni buone quando non lo siano state e, pertanto, a rendere nuovamente giusti rapporti segnati dalla prevaricazione o dall'odio» (dalla Prefazione). La questione viene affrontata con uno sguardo specifico alla questione penale, secondo una visione della giustizia che alle ritorsioni preferisce progetti, umanamente impegnativi, tesi a ricostruire secondo ciò che è altro dal male e creando i presupposti per una prevenzione stabile. Le buone ragioni di questa scelta vengono tuttavia approfondite attraverso apporti multidisciplinari - diritto, teologia, filosofia, pedagogia, scienze letterarie, psicologia - in un inedito disegno organico che guarda anche oltre alle esigenze di riforma dei sistemi sanzionatòri penali e del dibattito sulla riforma penitenziaria e le carceri. Ne emerge quanto il tema affrontato rappresenti un nodo culturale cardine della nostra civiltà, che investe le questioni della guerra e della pace, dei rapporti politici, delle relazioni intersoggettive. Il volume raccoglie contributi di: Virgilio Balducchi, Monica Bisi, Francesco Botturi, Luciano Eusebi, Antonio Iaccarino, Ivo Lizzola, Luciano Monari, Maria Rosaria Parruti, Giancarlo Tamanza.