Da quando gli esseri umani hanno cominciato a colonizzare i continenti, 60.000 anni fa, la mobilità è sempre stata una caratteristica della civiltà umana, nella costante ricerca di risorse e stabilità. La Storia è ricca di eventi globali sismici: pandemie e pestilenze, guerre e genocidi. Ogni volta, dopo una grande catastrofe, il nostro istinto ci spinge a muoverci in cerca di sicurezza fisica. La mappa dell'umanità non è stabile, né ora né mai. Di fronte a un clima sempre più imprevedibile, all'arrivo di nuove pandemie e a un'economia altalenante, quali saranno le aree da cui le persone fuggiranno e verso quali aree migreranno? Quali paesi le accetteranno e quali no? Quale sarà la mappa futura della geografia umana che tracceranno i miliardi di persone in vita oggi e i miliardi in arrivo? In questo libro autorevole e chiarificatore, il consulente di strategia globale Parag Khanna risponde a queste e ad altre domande sulla civiltà del futuro. Mostrando come le prime due rivoluzioni dell'umanità - quella agricola e quella industriale - ci abbiano condotto sulla soglia della terza rivoluzione: quella della mobilità e della sostenibilità. La sfida che abbiamo di fronte è quella di spostare le persone nei luoghi in cui si trovano le risorse e le tecnologie nei luoghi in cui le persone ne hanno bisogno. Alla radice di questa accelerazione della mobilità vi sono cinque fattori in particolare: gli squilibri demografici; la dislocazione economica; gli sconvolgimenti tecnologici; le crisi politiche e il cambiamento climatico. "Il movimento del mondo" è un'analisi affascinante sul futuro delle migrazioni: un testo che mette in luce tendenze profonde che plasmeranno l'economia e la società di domani, ma che soprattutto ci permette di identificare la nostra posizione sulla mappa in continua evoluzione dell'umanità.
Cinco vía crucis para rezar en silencio. ¿Por qué cinco? ¿Por qué en silencio? Cinco, o cincuenta, o quinientos. Y es que siempre podemos acompañar de modo nuevo a Jesús cuando camina hacia el Calvario. Y en silencio, porque así se nos facilita sintonizar con el Corazón de Quien revela un Amor particular en cada estación. La práctica del Vía Crucis, de antigua raigambre cristiana, encontrará en estas páginas luces y fuegos que iluminen y enciendan la vía dolorosa de un Dios que muere por salvarnos.
Espero que este catependio se divulgue ampliamente y esté disponible para muchas personas alrededor del mundo. Sobre todo, espero y ruego que su contenido mueva muchos corazones a responder a los impulsos del Espíritu Santo y que abra nuestros corazones a las necesidades de nuestros hermanos y hermanas y a las necesidades de la Tierra, nuestra casa común. Cardenal Peter K.A. Turkson En el Juicio Final el Señor nos preguntará qué hemos hecho por los pobres, los hambrientos, los enfermos y los que no tienen ropa, los prisioneros y los sin casa. Lo que el lector tiene en sus manos no es solamente un manual académico, sino un manual para su vida en este mundo. Los cristianos a lo largo de los siglos, han buscado poner en práctica el mandamiento de Cristo de amar al prójimo y con el paso del tiempo, la Iglesia ha formulado una enseñanza social para ayudarnos en esta gran tarea. Sin embargo, esta enseñanza no puede quedarse sólo en la teoría. Quisiera retar a los lectores a considerar este libro como un examen de conciencia, meditando su contenido y lo que éste significa para sus vidas: ¿cómo puedo vivir activamente el mensaje de la caridad de Cristo? ¿Qué haría Jesús si estuviera en mi lugar? Del Prefacio de Martin Schlag
«Lo esencial es invisible a los ojos», se lee en El Principito. El cultivo del ser humano no se percibe a la vista, ni se encuentra en las enciclopedias. La amistad, la lectura de los grandes libros y el sentido del humor, la elegancia y el buen gusto, el arte de gobernar o de ser buen ciudadano, la formación de la inteligencia y del carácter son eso, bienes invisibles, pero esenciales para la construcción de uno mismo. El autor ofrece un modo de despertar el hambre por ese afán de mejora, también entre lectores jóvenes, y dirigir la mirada hacia lo valioso y lo bello.
Georg Gänswein es una de las figuras más destacadas de la Iglesia católica, y el único hombre que trabaja a diario con dos papas. En este libro presenta una serie de observaciones sobre el estado de la Iglesia y su futuro más probable en una sociedad cada día más secular.
Argumenta con vigor sobre la fuerza civilizadora de la Iglesia en el ámbito cultural, y cómo esta constituye el único baluarte con capacidad de hacer frente al creciente totalitarismo cultural que se apodera de Occidente.
Gänswein contempló más cerca que nadie la renuncia de Benedicto XVI, y ofrece en estas homilías, conferencias y entrevistas una explicación que lo justifica. Brinda también un marco para una renovación espiritual, comenzando por la reforma personal de obispos y sacerdotes.
Al llegar la adolescencia los hijos salen a un mundo muy diferente al del hogar. Sus amigos piensan distinto. Por contraste, lo aprendido en casa resulta casi ridículo, y todo tiende a saltar por los aires de manera irreversible. ¿Para qué formar, si luego se los lleva la corriente ante nuestros propios ojos sin que podamos hacer nada?
El autor defiende en este libro la importancia de enseñar a respetar al diferente, y de hacerse respetar como diferente. Esta perspectiva redimensiona el modo de educar, y exige un cambio de paradigma, en un mundo donde ya no hay sitio para burbujas ni invernaderos.
Iván López Casanova (Tenerife, 1959) es Licenciado en Medicina, especialista en Cirugía General y del Aparato Digestivo, y Máster en Bioética por la Universidad de La Laguna. Ha impartido numerosas conferencias sobre Antropología filosófica para universitarios, y sobre adolescencia, y es autor en esta editorial del libro Pensadoras del siglo XX.
Per il detective Winston Garano quella chiamata è una vera sorpresa. Sta frequentando un corso di specializzazione alla National Forensic Academy quando il procuratore distrettuale, l'affascinante Monique Lamont, lo convoca d'urgenza per uno strano incarico. Deve indagare su un omicidio avvenuto vent'anni prima nel Tennessee di cui non è mai stato scoperto il colpevole. Tutto ruota intorno a un nuovo progetto investigativo, "A rischio", che utilizza le tecniche più recenti di trattamento del DNA a scopi di indagine criminale. Ma nella mente del detective Garano qualcosa non quadra: perché è stato scelto proprio lui? Perché indagare su un omicidio avvenuto in un altro Stato e per di più così lontano nel tempo? È noto che Monique Lamont mira al posto di governatore del Massachusetts, ma come può la soluzione di questo caso favorire le sue aspirazioni politiche? Quello che all'apparenza sembrava solo un vecchio caso da risolvere sfruttando le moderne tecnologie scientifiche, si rivela un mostro dalle molte teste, una complessa trama di poteri, dai risvolti inimmaginabili, in cui il detective Garano, e non solo lui, rischia di rimanere tragicamente coinvolto.
Individuare un volto in mezzo alla folla è così facile che lo si dà per scontato. Ma come ciò sia possibile resta uno dei grandi misteri della scienza. La visione è coinvolta in un'infinità di azioni compiute dal cervello. Spiegarne il funzionamento non svela soltanto il semplice modo in cui vediamo, ma moltissimo altro. Richard Masland, un pioniere nel campo delle neuroscienze, affronta questioni fondamentali sul modo in cui il nostro cervello elabora le informazioni (come percepisce, apprende e ricorda) attraverso un attento studio della vita interna dell'occhio. Prende in considerazione tutto ciò che accade in esso, da quando la luce colpisce la retina fino alle sofisticatissime reti neurali che trasformano quella luce in conoscenza, per definire infine cosa un algoritmo informatico deve saper fare per poter essere definito davvero «intelligente». Lo sappiamo quando lo vediamo è un'indagine approfondita ma accessibile a tutti su come il nostro corpo riesca a dare un senso al mondo. «Questo libro racconta di come noi vediamo il mondo. Per molto tempo gli studiosi hanno riflettuto sulla visione, ma secondo i criteri moderni buona parte delle loro idee erano ingenue: l'occhio è sì qualcosa che assomiglia a una macchina fotografica, ma la visione è assai più di questo. Forse a noi sembra naturale e semplice riconoscere il volto di un amico - al punto che gli antichi nemmeno l'avevano identificato come problema - ma nulla a riguardo è semplice. Per comprendere realmente la visione è necessario comprendere qualcosa che va oltre il semplice funzionamento dei nostri occhi: ossia è necessario comprendere anche come il cervello dà un senso al mondo esterno. Paradossalmente, il cervello è piuttosto lento: i neuroni e le loro sinapsi lavorano milioni di volte più a rilento dei moderni computer. Eppure, esso li batte in molte funzioni percettive. In pochi millisecondi voi riconoscete vostro figlio in un affollato parco giochi. Come fa il cervello? Come incamera uno stimolo lieve - una macchia di luce, una vibrazione nell'aria, una variazione di pressione sulla pelle - e gli attribuisce un significato? Abbiamo qualche vaga idea di come ci riesce, ma ciò che abbiamo imparato è affascinante».
Quarant'anni fa Karol Wojtyla sfidò il comunismo, la cristiana conservatrice Margaret Thatcher abbracciò il liberismo, Deng Xiaoping alleò confucianesimo e ateismo per una Cina di mercato e Khomeini intestò all'islam la più spettacolare rivoluzione degli ultimi cento anni. Sono molto cambiate, da allora, le religioni. Oggi si identifica in esse l'85% della popolazione globale e le interpella un mondo debole e diviso. I credenti possono rispondere solo se uniscono le forze: che ne siano consapevoli o meno, che piaccia loro o no, le fedi sono spinte le une verso le altre. Si profila all'orizzonte una super-religione che ingloba e aumenta le singole confessioni per sprigionare la super-potenza necessaria allo sviluppo sostenibile. Dall'avvento di una religione più grande e più potente dipende il nostro futuro.