Nell'anno giubilare della speranza, p. Giancarlo ci accompagna in un cammino verso quella luce capace di illuminare ogni cosa: “un cammino verso la luce non a basso prezzo: la vita è lotta contro un avversario che sappiamo forte e astuto da affrontare, nella consapevolezza della propria debolezza, senza cedere all’ansia della vittoria e senza resa al darsi per vinti. Semplicemente affidati all’Amore più forte dell’odio e alla Vita più forte della morte… e questo in un tempo in cui, alle Chiese in difficoltà, è richiesto non di chiudersi in corporazioni risentite e ostili ma, come i discepoli di Emmaus, di ritornare a Gerusalemme, al cuore del Vangelo e dell’uomo”. La speranza è attesa di vita e di spirito nuovi; “o dobbiamo arrenderci alla costatazione che non aspettiamo più niente? Ne va della qualità della vita. Tema attualissimo ove chiara è la percezione di abitare un tempo orfano di speranze di grande respiro, di progettazioni sistematiche, di sospetto sull’idea stessa di progresso affidato alla scienza e alla tecnologia, affidandosi a leaders improbabili e all’illusione di colmare il vuoto con il successo, il denaro e il lusso ostentato. É verso questo mondo che, le religioni e la Chiesa, sono debitrici della loro riserva di speranza”.
Liberate, liberanti: le madri possono continuare a partorirci. Oppure no. Ed è allora che continuiamo a cercarle: in altre donne, in progetti, in dimensioni di senso. Antonia Chiara Scardicchio e Marilena Lucente, impegnate a intrecciare storie di caduta e di redenzione, utilizzano registri narrativi diversi per dire del femminile nella sua potenza generativa.Non c'è retorica: delle madri si dice anche l'angoscia del giudicare le figlie, così come al rovescio, delle figlie che giudicano le madri. Anche gli uomini si ritroveranno nelle dimensioni che costituiscono tutti cercando nella madre (biologica, immaginata, quella a cui si rivolge preghiera) la via per risorgere. Un Magnificat contemporaneo che mescola il grande e il piccolo.
Otto brani evangelici, otto modi di vedere o di essere guardati. In questo libro, che ripercorre un corso di esercizi spirituali, ci sono soprattutto gli occhi dell'autore: Domenico Battaglia, arcivescovo di Napoli, pastore attento a ogni figlio e figlia di Dio. Attraverso le sue meditazioni e i personaggi del Vangelo proviamo anche noi a guardare la realtà con gli occhi del cuore. Come Zaccheo saremo invitati a «vedere da vicino il Signore», ma anche a «vedere da lontano», come il Padre misericordioso. Con Gesù potremo «abbassare lo sguardo» di fronte alla donna sorpresa in adulterio, ma anche «osservare con compassione la madre vedova di Nain», fino ad arrivare a «fissare lo sguardo» su Cristo: è lui che trasforma la vista e attiva la capacità di guardare negli occhi anche i poveri.
A volte la vita ci sorprende tendendoci degli agguati, che stravolgono il nostro quotidiano. Se poi si tratta di dover rinunciare alla serenità di un matrimonio felice, perché la morte arriva repentina a portarci via il marito, sembra che tutto ci stia crollando addosso. Non è così, anche se niente può essere più come prima. Bisogna mettercela tutta per non lasciarsi confondere da ciò che sembra un'evidenza e imparare ad usare gli occhi del cuore per vedere che il bene non è finito. Il marito è solo "in trasferta" e questa nuova fase della nostra esistenza, pur nella fatica della distanza, se arricchita da una spiritualità profonda, mostrerà la bellezza e il mistero di un amore sempre più forte e fecondo.NB Ogni capitolo si conclude con una canzone composta dall'autrice, che è anche disponibile sul canale YouTube di Àncora, inquadrando il codice QR nel libro.
Questo libro bifronte svela al lettore il segreto per vivere con più serenità. Da un lato, offre preziosi consigli per affrontare e superare i pensieri negativi che offuscano la gioia di vivere. Girandolo, invece, guida in un percorso di fiducia e abbandono a Dio, fonte di pace interiore e autentica felicità. Due percorsi in un unico libro: Il formato bifronte permette di affrontare il tema della serenità da due prospettive complementari: da un lato strategie pratiche per gestire i pensieri negativi, dall'altro un cammino spirituale per trovare pace interiore attraverso la fiducia in Dio.
Attraverso testimonianze di vita vera che consentono di rileggere alcune pagine del Vangelo in una prospettiva nuova, don Francesco ci mostra che la vita eterna non è questione di belle parole ma è carne e sangue; non è un discorso buonista quello che ci viene donato in questo libro, ma le storie di nomi e volti reali che si intrecciano e acquistano una nuova luce rileggendo le storie di Giairo, di Maria Maddalena, Cleopa. Il tutto arricchito con riferimenti a personaggi come Ned Flanders dei Simpson, Indiana Jones o il Piccolo Principe. Questo è un libro che concede al lettore la possibilità di piangere nel riscoprire la concretezza della fede in Gesù Cristo: la certezza che la vita vince, sempre, sulla morte.
Cronaca locale, nazionale; articoli di nera, di costume; economia, politica, vita quotidiana, eventi epocali. I giornali racchiudono nelle loro pagine tutte le sfaccettature delle nostre esistenze, le raccontano, ci informano e poi passano oltre. A noi resta la scelta di limitarci a prendere atto di ciò che succede, più o meno vicino, o di fare un passo in più e prendere spunto dalla notizia per approfondire e riflettere su temi più grandi, più universali. Dalla sua posizione privilegiata di direttore del settimanale diocesano Il Popolo, Matteo Colombo ha scelto la seconda strada e ha raccolto una selezione di suoi editoriali, pubblicati dal novembre 2019 al febbraio 2025, che, pur riferendosi a eventi ben circostanziati, allargano il nostro sguardo verso punti di vista, riflessioni, considerazioni che, a volte col senno di poi, permettono di comprendere meglio la realtà che stiamo vivendo e ciò che abbiamo vissuto. E ci aiutano anche a ricordarci di cercare in tutto ciò che accade vicino o lontano da noi traccia della presenza, costante seppur discreta, di Dio, che è sempre pronto ad accoglierci ma da cui gli eventi caotici della nostra vita, troppo spesso, ci allontanano.
Seduto sulla sua panchina preferita, il protagonista si trova a dialogare con un misterioso signore, Giuseppe. Attraverso le loro conversazioni, la vita quotidiana si intreccia con profonde riflessioni sul Vangelo, la fede e il senso dell'esistenza. Un viaggio tra dubbi e certezze, tra Marta e Maria, tra azione e contemplazione. E se Dio fosse davvero lì, seduto accanto a noi, pronto a farci le domande più importanti? Un libro che invita a fermarsi, ascoltare e riscoprire la voce della propria anima.
Quando Christian Bobin parla della sua città natale, fa esplodere tutti i tristi concetti di appartenenza, di radici e persino d'identità. Disegna le sue strade, le sue case preferite, il cielo che rotola sopra di lui e contrae il tutto nel disegno di una foglia autunnale o nella minuscola cattedrale di un fiocco di neve. Colui che era ritenuto immobile, più sedentario di un albero, in realtà si rivela un abitante di tutti i mondi, un vagabando di tutti i cieli.
E se Maria, confondendo il Risorto con uno che coltiva la terra, avesse detto la verità? Del resto, chissà quante volte avrà sentito il suo Maestro insegnare a partire dalla terra. Senza volgere effettivamente gli occhi alla legge della terra perfino l'obbedienza alla legge di Mosè e alla stessa legge del vangelo rischierebbe di essere praticata con la schiena troppo rigida, incapace di piegarsi verso l'origine. Se Gesù, perfino da risorto, non stacca gli occhi dalla terra, abbiamo solidissimi motivi per continuare a sperare.
«La "Bella Signora" teneva nella mano destra, all'altezza del petto, un libro dalla copertina color cenere, mentre con la sinistra indicava verso i propri piedi, dove c'erano un drappo nero, simile a una tonaca, aggrovigliato in terra, e pezzi di un crocifisso, il medesimo che Cornacchiola aveva frantumato in un accesso d'ira rientrando in casa dalla Spagna nel 1939, ammucchiati di lato. Dopo aver coperto con la sinistra la mano che manteneva il libro, iniziò a parlare...». La storia, il messaggio e la profezia che le apparizioni di Maria alle Tre Fontane (Roma) consegnano ancora oggi al mondo e alla Chiesa, nel racconto di uno dei massimi esperti di apparizioni mariane.
Jean-Yves Leloup esplora l'attenzione come pratica spirituale e filosofica. Attraverso riflessioni su mistica, meditazione e presenza, l'autore invita a coltivare uno sguardo attento sulla vita, riscoprendo la bellezza e il sacro del quotidiano. Un approccio moderno e innovativo alla spiritualità. In un mondo dominato dalla performance, essere attenti significa coltivare la disposizione a evolversi, a cambiare in profondità, vivendo l'istante nella sua pienezza.