Questo libro regalerà ore di divertimento grazie ad oltre 250 adesivi e tantissime attività da completare e ritagliare. Età di lettura: da 5 anni
Poornima ha 9 anni, la pelle diversa da amici e familiari, un amico invisibile di nome Stantuffo e una passione per l'origami. Nel suo cuore c'è un segreto, un'ombra sulla vita con le amiche, a scuola, a hip hop, nella villa dei fantasmi... Solo un artista misterioso saprà sciogliere i nodi della sua storia. Età di lettura: da 6 anni.
Registro degli ATTI DI MORTE con copertina rigida. Completo di una comoda rubrica posta alla fine del registro che consente di riportare i nominativi dei defunti e il numero dell'atto corrispondente in modo da facilitare la ricerca.
«"Fratelli tutti", scriveva san Francesco d'Assisi per rivolgersi a tutti i fratelli e le sorelle e proporre loro una forma di vita dal sapore di Vangelo. Egli, che mi ha ispirato a scrivere l'enciclica Laudato si', nuovamente mi motiva a dedicare questa enciclica alla fraternità e all'amicizia sociale. In un mondo pieno di torri di guardia e di mura difensive, dove crescevano le zone miserabili delle periferie escluse, Francesco si liberò da ogni desiderio di dominio sugli altri, si fece uno degli ultimi e cercò di vivere in armonia con tutti. A lui si deve la motivazione di queste pagine».
Questo libro non vuole essere un manuale di comunicazione gentile, ma il suo contrario: un corso di "lotta di strada" per imparare a stare nei conflitti quando ci si sente circondati, quando si è fatto qualche passo falso e tutto sembra andare storto. Perché non bisogna aver paura della naturale tendenza umana a litigare, occorre solo guardarla in faccia per quella che è: una forma di violenza (verbale) che è l'ultimo rifugio degli incapaci (a discutere), parafrasando Asimov. In una società iperconnessa che oscilla tra il cittadino "silenzioso" che, per eccesso di politicamente corretto, non ha più voglia di discutere, e il cittadino "urlatore" immobile nelle sue posizioni impermeabili a ogni confronto, abbiamo bisogno di persone che sappiano fare la differenza discutendo. Dalle ceneri fallimentari dei nostri litigi possono nascere, infatti, dispute felici piene di soddisfazione. Basta imparare dagli errori: come quando sbagliamo, anche litigando si impara.
In questo libro vengono proposte le famose 95 tesi sulle indulgenze e altri due testi fondamentali, scritti in tempi e circostanze diversi: De libertate Christiana e De captivitate Babylonica Ecclesiae.
Una presentazione di Sergio Quinzio, un’ampia nota biografica e copiose note rendono il volume accessibile a un vasto pubblico.
Le 95 tesi sulle indulgenze sono l’opera di un severo monaco agostiniano che era anche professore di teologia nella piccola e recente – nel XVI secolo – università di Wittenberg.
Egli viveva una religiosità di tipo medioevale. Non condivideva la crisi della religiosità tradizionale, tipica di una cultura rinascimentale che non gli apparteneva: era un uomo del passato e viveva la fede come i suoi antenati.
Si può dire che egli si trovò a essere l’inconsapevole elemento catalizzatore di un enorme fenomeno storico.
Affermando la libertà della fede da ogni imposizione dogmatica, Lutero fu anche un uomo del mondo moderno, in quanto espresse la fede nella sua purezza come aveva appreso dalla Bibbia.
Vuole la tradizione che il 31 ottobre 1517 Lutero (o più probabilmente i suoi studenti, addirittura all’insaputa del maestro) abbia affisso sulla porta della chiesa di Wittenberg, le 95 tesi in latino riguardanti il valore e l’efficacia delle indulgenze.
Proporre pubblicamente tesi da discutere apparteneva al costume accademico dell’epoca e Lutero intendeva infatti rivolgersi al mondo dei dotti e alle autorità ecclesiastiche, non indirizzare un manifesto all’opinione pubblica.
Ma la sua critica dilagò in tutta Europa e giunse fino a Roma, con le conseguenze epocali che tutti conosciamo.
Negli affreschi sistini numerose scene o figure della storia del popolo ebraico sono presentate come origine, o prefigurazione, della storia cristiana aperta dall'Incarnazione. Il ciclo degli Antenati di Cristo, dipinto sulle lunette e sulle vele della volta, svolge un ruolo essenziale nel connettere le due «età»: l'enumerazione dei patriarchi e dei re della stirpe di Abramo si conclude, in accordo con la genealogia proposta nel Vangelo di Matteo, col nome di Giuseppe, marito di Maria e padre di Gesù. La tradizione iconografica presentava solitamente questi patriarchi come venerabili figure maschili accompagnate dai loro discendenti; Michelangelo stravolge radicalmente le consuetudini figurative accostando, nelle lunette della Sistina, ai nomi degli antenati una straordinaria serie di famiglie immerse nella vita quotidiana: donne che accudiscono i loro bambini o intente ai lavori domestici, vecchi padri pensierosi o addormentati, personaggi erranti, uomini e donne in attesa.
"Il cardinale del dialogo" è un appellativo che ben descrive l'instancabile spendersi di Carlo Maria Martini nell'impegno a favore di positivi rapporti con l'alterità, declinata nelle sue più varie versioni: rapporti con gli ebrei, il mondo ebraico e Israele; rapporti con le diverse chiese cristiane e rapporti con i musulmani, anche con uno sguardo alle grandi religioni orientali. Negli oltre cento interventi raccolti nel libro, la voce di Martini si alza limpida sopra il coro di diffidenza che riempie il nostro quotidiano, mettendo a fuoco il senso del farsi altro, dell'aprirsi all'accoglienza, dell'affermare la propria identità partendo dal confronto e non dalla prevaricazione. Così gli incontri legati all'ebraismo diventano per lui fondativi in quanto riconoscimento cristiano delle proprie radici, e il discorso di sant'Ambrogio del 1990, intitolato 'Noi e l'Islam', coglie in anticipo l'urgenza di fare i conti con il nuovo protagonismo della religione musulmana su scala mondiale, all'interno di società sempre più segnate dal fenomeno del pluralismo religioso. Il cardinale rende viva e attuale la riflessione sulla fede, scavando sotto la superficie delle parole evangeliche per arrivare fino alla concretezza terrena della vita umana.
Perfetta fusione tra racconto del terrore e giallo classico, Il mastino dei Baskerville, racconta l'impresa definitiva di Sherlock Holmes, la più spettacolare e la più complessa. La storia, ambientata nella landa desolata di Dartmoor, nel Devon, tra nebbie e paludi, è quanto mai suggestiva e carica di suspence. Un'oscura maledizione aleggia sulla casata dei Baskerville. Alla sua origine, un efferato crimine commesso da sir Hugo Baskerville due secoli prima. Da allora un mostro sanguinario, un enorme cane nero dagli occhi infernali, sembra perseguitare gli eredi maschi di Baskerville Hall, tutti morti in modo violento. Aiutato dal fedele Watson, Holmes tenterà, con la sua impareggiabile logica e il suo formidabile dinamismo, di districare la matassa che avvolge il caso più difficile e pericoloso che abbia mai dovuto affrontare.
ARTHUR CONAN DOYLE (1859-1930)
Arthur Conan Doyle nasca a Edimburgo da padre inglese e madre irlandese.Secondo di dieci figli è uno studente brillante e si laurea in medicina nel 1885. Mentre è assistente medico a Birmingham si appassiona alla letteratura ed è proprio uno dei suoi professori, Joseph Bell, che gli ispirerà il famoso detective Sherlock Holmes, personaggio che tentò invano di "uccidere" perché sopraffatto dalla sua notorietà. Uomo dal forte temperamento, conduce molte battaglie per mezzo della stampa e scrive saggi, racconti e romanzi di diverso genere: storico, di avventura, fantastico, del paranormale e del terrore. Insieme a Edgar Allan Poe, è fra i padri fondatori del romanzo poliziesco.
Il presepe suscita tanto stupore e ci commuove perché manifesta la tenerezza di Dio per noi (Papa Francesco).
L'Italia conta 14 città metropolitane. Sono le realtà urbane più grandi del nostro paese, dove la presenza dei senza fissa dimora, specialmente nelle stazioni ferroviarie, è maggiormente avvertita. Ma 14 sono anche le stazioni della via Lucis, ossia quella preghiera che medita i momenti della vita di Gesù a partire dalla Sua Resurrezione fino al giorno di Pentecoste.
Questa "combinazione numerica" h suscitato nell'autore il desiderio di incontrare i più poveri che vivono in questi luoghi, portando loro, di stazione in stazione, il vangelo di Gesù.
Il libro racconta questo cammino di 4.000 chilometri percorso in 14 giorni subito dopo la Pasqua del 2019. Con quanti, amici o conoscenti, ogni sera erano presenti in stazione per il momento di preghiera e di servizio, l'autore ha proposto anche giovani figure di santità: "testimoni della porta accanto" che hanno vissuto o sono passati per quella città, a significare che il cammino di santità diventa concreto e percorribile allorquando si traduce in gioioso e autentico servizio verso i nostri fratelli.
Copri Messale in pelle rossa per nuova edizione Vaticana 2020