"Come eravamo. Nomentano 1865-1960" è la nuova tappa del progetto editoriale che Typimedia dedica alla memoria dei quartieri di Roma. Dopo i volumi sul Trieste Salario, Monteverde e Montesacro ecco in arrivo un nuovo viaggio fotografico su una delle zone più ricche di storia della Capitale. Una straordinaria opera collettiva nata grazie alla partecipazione diretta delle famiglie del quartiere, ma anche delle parrocchie, gli ospedali, le attività storiche che hanno condiviso il loro archivio fotografico e le tante storie che ogni immagine porta impresse. Novantacinque anni di storia durante i quali il nostro Paese affronta le guerre risorgimentali, due conflitti mondiali, una campagna di resistenza e, infine, l'inizio del processo di industrializzazione. Attraverso emozionanti foto d'epoca si parte dal periodo pontificio per arrivare fino all'Italia del boom economico.
Il dialogo è sempre una vera forma di comunicazione? In molti casi non succede, piuttosto, che sia un monologo a due voci nel quale si aspetta che l'altro finisca di parlare, per imporre il proprio punto di vista? In questo testo, per la prima volta tradotto in italiano, Kaplan tocca diversi temi della filosofia del dialogo - il rapporto tra mutualità e reciprocità, tra collettività e comunità, il ruolo dell'individualità - in costante confronto con pensatori come Buber e Chomsky, ed elabora la categoria di duologo per descrivere quelle situazioni in cui non si parla davvero con qualcuno, ma a qualcuno. Così l'io resta rinchiuso in se stesso, invece di essere proteso verso l'altro: la chiave per recuperare una comunicazione autentica, infatti, sta nel riconoscere la propria incompiutezza, che viene completata nell'incontro con l'altro, e nell'apertura all'ascolto, che permette di essere pienamente umani.
Nell'ambito della discussione bioetica italiana, Giuseppe dalla Torre è stato tra i primi giuristi che, a fronte del rapido sviluppo del progresso scientifico e tecnologico in ambito biomedico, ha saputo cogliere l'importanza e l'urgenza di una riflessione sul rapporto tra bioetica e diritto, sia nel profilo teoretico che pratico. Negli anni '90 si iniziava ad usare il neologismo "biodiritto" o "biogiuridica". Dalla Torre sottolineava come i giuristi non fossero ancora «attrezzati concettualmente per dare risposte adeguate ed efficaci» ai nuovi problemi bioetici emergenti. Il volume raccoglie tutti gli scritti principali di G. Dalla Torre sul tema, riproponendo al lettore volumi, articoli e saggi su tematiche di inizio vita (aborto, procreazione assistita), fine vita (eutanasia, rifiuto delle terapie, accanimento clinico), cura e sperimentazione (comitati di etica), pluralismo culturale e obiezione di coscienza. Da questa raccolta postuma di scritti, ad un anno dalla scomparsa del prof. Dalla Torre, emerge una linea teorica in grado di guidare anche l'attuale e futura riflessione bioetica e biogiuridica sulle nuove tematiche emergenti. L'Autore tematizza una sorta di "teoria generale del biodiritto", delineando i percorsi e le modalità che potrebbe seguire il legislatore nell'ambito della normativizzazione in bioetica nei diversi ambiti applicativi, con riferimento ai principi della dignità della persona umana, dell'integrità fisica, della giustizia e della solidarietà.
«Voi sezionate gli animali e io li studio vivi. Voi ne fate un oggetto che ispira orrore e pietà, mentre io li faccio amare. Voi lavorate in laboratori di torture, io conduco le mie indagini sotto l’azzurro del cielo, al canto delle cicale. Voi sottoponete la cellula e il protoplasma ai reagenti, io studio l’istinto nelle sue espressioni più alte. Voi scrutate la morte, io osservo la vita. Ma vorrei dire di più: come i cinghiali hanno intorbidato la limpida acqua delle fonti, la storia naturale, questo meraviglioso studio delle prime età, a forza di perfezionamenti è diventata cosa odiosa e respingente. E se scrivo per gli scienziati e per i filosofi, che un giorno tenteranno di gettare luce sull’arduo problema dell’istinto, scrivo anche e soprattutto per i giovani, ai quali vorrei tanto far amare questa storia naturale, che voi invece riuscite solo a fare odiare».
«Oh Consuelo tornerò presto a disegnare dappertutto dei piccoli principi… Dov’è la mia Consuelo?». Antoine a Consuelo «Ti amo e amo il mondo dei nostri sogni, amo il mondo del piccolo principe, ci vado a passeggio». Consuelo ad Antoine
Buenos Aires, settembre 1930. Il conte Antoine de Saint-Exupéry ha già pubblicato i primi romanzi, ma la sua vita è dedicata al volo: esperto aviatore, dirige a Buenos Aires la linea aeropostale Argentina-Francia, inaugurando nuove rotte in tutta l’America Latina. È in questo ruolo che conosce la giovane Consuelo Suncín Sandoval. Scrittrice, giornalista, scultrice e pittrice, Consuelo è uno spirito libero, al limite dello scandalo: a poco meno di trent’anni ha già un divorzio e due matrimoni alle spalle. Molti la descrivono come un vulcano, dalla cui forza vitale Antoine de Saint-Exupéry rimane affascinato. Tra i due, immediatamente, esplode la passione. La loro relazione turbolenta, fatta di continue separazioni e commoventi ricongiungimenti, darà vita a una delle più belle corrispondenze d’amore del XX secolo. La vita della coppia sarà tutt’altro che semplice: il loro amore è continua-mente messo alla prova dalle lunghe fughe di «Tonio» e dal desiderio di libertà di Consuelo, ma a unirli è la comune capacità di immaginare storie e creare mondi popolati di stelle, piccoli animali e ogni genere di tesori. La promessa reciproca di un amore incondizionato permetterà loro di sopportare l’inquietudine e la lontananza, quando Saint-Exupéry deciderà di arruolarsi volontario nella seconda guerra mondiale. Tonio è consapevole dei rischi che corre e sa che potrebbe non tornare più, mentre Consuelo non smetterà mai di credere al ritorno del suo principe volante. Poco prima dell’incidente nel quale perderà la vita, lo scrittore aviatore aveva pubblicato a New York il libro destinato a diventare il suo più grande successo: una fiaba sognante e delicata nella quale un giovane principe compare magicamente davanti a un aviatore in panne, in mezzo al deserto del Sahara. L’immaginario è lo stesso che troviamo nel lessico amoroso di queste lettere inedite, che svelano in controluce la realtà dietro la fantasia, permettendoci di vedere Il Piccolo Principe come la più bella lettera d’amore di Tonio a Consuelo, del principe alla sua rosa.
Chiesa madre e pastora, popolo fedele di Dio, spiritualità popolare, misericordia, tentazioni ecclesiali, neo-pelagianesimo e neo-nosticismo, riforma, sinodalità e sinodo, gioia del vangelo, letizia dell’amore, gaudio della verità, processi da avviare, periferie esistenziali, umanesimo solidale, ecologia integrale, interconnessione e interdipendenza, dialogo, relazione, fraternità e fratellanza: sono le tematiche più significative nell’insegnamento di papa Francesco, le chiavi di lettura tramite cui egli interpreta il mondo odierno, il cambio d’epoca – come lo chiama – cui stiamo assistendo, nonché le sfide più urgenti e promettenti al contempo sia per la riflessione teologica sia per la prassi pastorale, oltre che per l’esperienza credente degli uomini e delle donne di questo nostro tempo. Intrecciate insieme, esse costituiscono l’ordito e la trama di una sorta di arazzo, la cui estensione si va dimostrando sempre più vasta e omnicomprensiva, inglobando la realtà ecclesiale innanzitutto, ma pure sporgendosi oltre i confini della Chiesa stessa e mostrando pertanto una portata universale, arricchita da ricadute ecumeniche, interreligiose, culturali, sociali e politiche. Il nucleo sorgivo di una tale concezione, complessa e articolata, è da individuare in un peculiare fatto relazionale, rappresentato dalla reciprocità. La quale, radicata teologicamente nell’orizzonte dell’agápē, si traduce nella «mistica del vivere insieme», vale a dire del sostenersi a vicenda, del sorreggersi in braccio gli uni con gli altri, del camminare abbracciati.
"Ad ogni Natale noi ci scambiamo gli auguri perché avvertiamo che la nascita del Bambino Gesù è anche la nostra nascita, nell'oggi di Dio, dalla stalla alla Stella.
La nascita della Speranza, la nascita della Vita, la nascita dell'Amore, la nascita di Dio nel nostro cuore, piccolo ma pronto a dilatarsi per accogliere Lui che salva e dona pace.
Buon Natale!"
Un itinerario sulle orme di coloro che fecero l'impresa e sui luoghi che ancora ce la ricordano La data del 6 giugno 1944 rimane scolpita come il D-Day, giorno dello sbarco degli Alleati in Normandia, nel Nord della Francia, per riconquistare l'Europa occupata dai nazisti. Come si legge in un cippo posto a Utah Beach, su quelle spiagge ha avuto inizio la «Via della libertà». Ma questo non è un manuale di storia. È un viaggio nel tempo, nello spazio e nel cuore. L'autore, infatti, racconta la propria visita alle località che furono teatro dell'invasione con la convinzione che gli oggetti, i luoghi, la terra e l'aria portino a compiere un passo decisivo nell'immedesimazione con gli avvenimenti. In casi come questo le pietre non sono solo pietre, i musei non sono soltanto archivi di un passato sempre più remoto. In queste pagine il lettore trova una guida. Da una parte, un sussidio che delinea la progressione di una visita guidata, luogo dopo luogo, con l'indicazione di ciò che si può vedere e apprezzare (con un grado di dettaglio che arriva alle app, agli indirizzi, ai siti web e ai numeri di telefono). Dall'altra, una voce amica che anima quei luoghi con le persone e gli eventi che vi si svolsero, accompagnandoci in una visita ideale, ma poi reale, nel cuore della storia recente.
"NATO DA DONNA, NATO SOTTO LA LEGGE": IL NATALE SECONDO SAN PAOLO
PAPA FRANCESCO, I VACCINI E LA SALUTE GLOBALE
LA CRISTOLOGIA DEL FIGLIO DELL’UOMO
DAL SEME ALL’ALBERO
"SERVIRE, ACCOMPAGNARE, DIFENDERE"
MEDIO ORIENTE TRA PANDEMIA E CRISI PETROLIFERA
IL GOVERNO NELLE ASSOCIAZIONI DI FEDELI DI DIRITTO PONTIFICIO
LA "CHIAREZZA" TEOLOGICA DI EBERHARD JÜNGEL
ARIAFERMA di L. DI COSTANZO
Punto di riferimento insostituibile per la teologia cattolica contemporanea, la rivista Concilium delinea la mappa delle domande più pressanti che l’attualità pone alla riflessione teologica. E costringe la fede cristiana non solo a confrontarsi con il discorso pubblico, ma anche a impegnarsi nel dialogo con le prospettive specifiche delle diverse confessioni cristiane. Per la profondità dei contenuti, oltre che per l’ampiezza di respiro e la capacità di penetrazione intellettuale, Concilium riesce così a fornire risposte innovative e di convincente solidità alle questioni più importanti che si pongono alla teologia.
Fondato nel 1955, da più di sessantacinque anni è il bimestrale dell’Associazione Biblica Italiana dedicato all’aggiornamento e alla formazione biblica degli operatori pastorali. Mira a divulgare e rendere efficaci sul piano culturale e pastorale gli studi esegetici più accreditati e la ricerca biblica più recente.
La rivista è costituita anzitutto da contributi puntuali sul tema principale, inclusi alcuni articoli di sintesi applicativa. Contiene poi curiosità storiche sul tema principale, divagazioni e attualizzazioni, indicazioni per la pastorale biblico-catechistica, una rassegna bibliografica, un’analisi dettagliata di un capolavoro pittorico sul tema. Infine le pagine centrali, realizzate come inserto staccabile, sono pensate come sussidio pratico per strutturare gli incontri a tema biblico.
Un sussidio semplice e immediato per seguire le letture e le preghiere della Celebrazione Eucaristica. Pensato sia per chi partecipa quotidianamente alla Santa Messa sia per coloro i quali, non potendovi partecipare ferialmente, desiderano, tuttavia, accostarsi alla Parola di Dio proclamata in quel giorno nelle assemblee liturgiche.