Lo studio di Vincenzo Pierri in modo ampio e con scrupolosa indagine scientifica sulle fonti esamina i formulari eucologici delle Missae rituales in Dedicatione ecclesiae et altaris e quelli della sezione Pro sancta Ecclesia delle Missae pro variis necessitatibus vel ad diversa della terza edizione tipica del Messale romano. I trentaquattro formulari esaminati offrono già di per se stessi una ricca documentazione e, compendiando sapientemente nova et vetera, offrono uno spaccato di teologia liturgica sul mistero della Chiesa nel quale dialogano allusioni scritturistiche e patristiche, insegnamenti dottrinali del Concilio Vaticano II, sedimentate acquisizioni della spiritualità cristiana. L'autore però si spinge oltre e, nella seconda parte, fa emergere e dà sistematica lettura dei temi ecclesiologici presenti nella lex orandi.
La grandiosa ouverture scelta, il Salmo 150, si erge come orizzonte interpretativo di tutta la questione “strumenti musicali e liturgia”. Vera perla preziosa di grande valore è poi il capitolo secondo, dove lo psalterium iucundum costituisce un distillato della migliore eredità patristica sul tema, della quale Durighello è grande conoscitore e appassionato. Tutta la seconda parte, infine, è un condensato di sapienza frutto di un lungo apprendistato alla scuola di tanti anni di insegnamento di musicologia liturgica, di composizione di musica sacra e di prassi celebrativa vissuta sulla propria pelle, oltre che sulle corde e sui flauti. I due capitoletti introduttivi della seconda parte offrono ancora un orizzonte di grande respiro nel comporre armonicamente Musica e Parola, Suono e Silenzio. E come non gustare ancora quella sapienza evocata nelle ultime pagine, dove viene esplicitata l’unica vera chiave interpretativa di ogni dibattito liturgico, cioè il ritmo del servizio che dovrebbe sempre battere il tempo di ogni canto e musica dei cristiani? Come parlare di strumenti musicali senza essere strumenti di servizio, di lode, di comunione? (don Giulio Osto, Prefazione)
Gianmartino Durighello, musicista, compositore e insegnante di Conservatorio, collabora con l’Ufficio Liturgico Nazionale come docente al Coperlim. Insegna nelle Scuole di Musica per la Liturgia delle diocesi di Padova, Oppido Mamertina-Palmi e Venezia. Dal 2004 collabora come relatore a Celebriamo cantando, giornate di approfondimento promosse dalle Figlie della Chiesa, Roma, e con altre comunità e congregazioni religiose. Ha pubblicato testi di spiritualità liturgica e Lectio divina.
È destinato agli alunni (e docenti) delle Scuole e Istituti diocesani e parrocchiali di musica sacra. Utile anche ai direttori di cori e ai loro cantori più sensibili e preparati, compresi gli alunni dei Conservatori. È un’opera che non dovrebbe mancare tra gli strumenti di consultazione e di approfondimento di tutti gli animatori musicali della liturgia.
Il libro pubblica gli Atti della 70ª Settimana Liturgica Nazionale tenutasi a Messina, dal 26 al 29 agosto 2019.
« Dalle parole indirizzate da papa Francesco ai partecipanti alla Plenaria della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, si esce chiaramente sostenuti e incoraggiati per il tema della 70^ Settimana Liturgica Nazionale, individuato dalla felice convergenza del Centro di Azione Liturgica e dell’arcivescovo di Messina-Lipari-S. Lucia del Mela e i suoi più stretti collaboratori nell’ambito della pastorale liturgica. Il tema era suggerito dalla straordinaria ricchezza di testimonianza di santità che la città dello Stretto, offertasi per ospitare l’evento, e la storia dell’arcidiocesi sicula conserva e consegna al nostro presente ecclesiale. A porre la santità sotto il cono di luce della riflessione della nostra Settimana, contribuiva non poco il dono che papa Francesco porgeva a tutta la Chiesa il giorno di San Giuseppe del 2018 consegnando a pastori e fedeli l’esortazione apostolica sulla santità nel mondo contemporaneo Gaudete et exsultate. Inoltre, l’attenzione alla santità si presentava come un’opportuna e indovinata prosecuzione del tema affrontato nella precedente Settimana Liturgica di Matera: “La liturgia risorsa di umanità”. Avendo sempre davanti agli occhi la lapidaria espressione conciliare di Gaudium et Spes 41: “Chiunque segue Cristo, l’uomo perfetto, diventa anch’egli più uomo”, contempliamo il Santo come l’uomo “pienamente riuscito” in Cristo e la vita cristiana come il “passo affrettato” verso il suo pieno e definitivo conseguimento (MR 661) »
Un sussidio bimestrale semplice, completo e prezioso, che favorisce nel credente una partecipazione attiva e proficua alla celebrazione quotidiana dell’Eucaristia. Il beato Giacomo Alberione, infatti, diceva che «la Messa è la gioia del vero cristiano». È pensato sia per i sacerdoti che per i laici; sia per chi partecipa quotidianamente alla Santa Messa che per coloro i quali, non potendovi partecipare ferialmente, desiderano, tuttavia, accostarsi alla Parola di Dio proclamata in quel giorno nelle assemblee liturgiche.
Le parole non riescono a descrivere l’unicità, la completezza e la bellezza di questo messalino: bisogna tenerlo in mano e sfogliarlo! Chi lo acquista non lo lascia più!
La speranza, in genere, è l’attesa fiduciosa di qualcosa di bello, di buono, di lieto che si desidera.
Essa è tipica dell’essere umano che, coscientemente o incoscientemente, si sente imperfetto, insicuro, e lo accompagna in tutte le dimensioni della sua esistenza: materiale, spirituale, sociale, temporale, religiosa.
La virtù della speranza viene considerata:
- nella esperienza personale;
- nella Bibbia;
- nella riflessione teologica.
In un ultimo capitolo vengono presentati:
- i doveri verso la speranza cristiana
- i peccati contro la speranza cristiana.
L’autore prova, al di là di ogni demagogia difensiva o offensiva, a farci comprendere che l’identità ministeriale dei consacrati nella chiesa per il Regno di Dio non è di per sé causa delle aberrazioni che hanno visto la Chiesa come luogo di perversione, crimine e violenza fino all’abuso sessuale.
Egli fa notare come nella drammatica piaga della pedocriminalità
- non c’è alcun amore (filìa) per i bambino/a (pais)
- ma si perpetra un vero e proprio crimine sul corpo innocente di quel bambino/a
In questa Via Lucis vogliamo contemplare la presenza gloriosa e visibile di Gesù Risorto tra i suoi fino alla Pentecoste. Il Risorto ha promesso: «lo sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo». La grazia del Risorto diventi per noi un cammino di risurrezione e di vita. Ci facciamo aiutare, oltre che dalla Parola di Dio, dalle riflessioni di San Cesare De Bus, tratte dalle sue Omelie.
Un messalino utile per aiutare bambini e ragazzi a seguire la Messa. Il testo descrive i vari momenti della Messa: i riti, i gesti e i segni. Contiene i nuovi testi liturgici dopo la pubblicazione del nuovo Messale Romano. Il libretto è arricchito da illustrazioni e spiegazioni delle varie parti della Messa. Età di lettura: da 8 anni.
“Dio ha unito voi a Cristo: egli è per noi la sapienza che viene da Dio” (1Cor 1,30). San Paolo spiegò alla prima comunità cri¬stiana a Corinto dove si può trovare la sorgente della conoscenza spirituale. Insegnò come vivere la nostra vita e come arrivare a sapere il piano divino. La sorgente della sapienza è Cristo Gesù, il Figlio di Dio.
Non si tratta qui di un testo interessante solo agli specialisti della letteratura dei secoli passati, ma piuttosto della Parola del Dio Vivente il quale parla al suo popolo. Bisogna però aprire la Parola con fede, con preghiera, con fiducia. E ci vuole anche un po’ di aiuto da parte di qualcuno che ha pregato sopra il testo santo e vuole condividere il dono dello Spirito con noi.
Nel prossimo decennio i sistemi sanitari del mondo avranno come principale fardello le problematiche inerenti la salute mentale. Un elemento preoccupante, che si sta manifestando in misura sempre più evidente, è l’incremento di condotte crudeli e aggressive, in particolare tra bambini e adolescenti.
Agli operatori sanitari, ai professionisti della salute mentale, alle associazioni, agli istituti cattolici e a quanti sono impegnati nella pastorale della salute interessa conoscere lo status quaestionis e il punto di vista ecclesiale sul fenomeno della salute mentale.
Agli operatori ecclesiali risultano indispensabili nozioni aggiornate e approfondite su una materia dai confini talvolta sfuggenti, a volte oggetto di stigma, la cui diffusione nel mondo appare decisamente ampia.
Il presente volume ha ad oggetto lo studio del ruolo dell'avvocato nelle cause di nullità matrimoniale in seguito al nuovo processo come disegnato dal Mitis Iudex Dominus Iesus, con particolare riferimento al contesto ecclesiale dell'Italia. Il lavoro parte dall'analisi del diritto di difesa e del patrocinio forense nel processo matrimoniale canonico, considerati nei loro fondamenti storici, teologici e filosofici per poi descrivere la figura dell'avvocato nella Chiesa. Prosegue, quindi con la trattazione dei doveri e dei diritti dell'avvocato nelle cause per la dichiarazione di nullità di matrimonio, considerati alla luce della riforma di Papa Francesco e delle differenze fra la disciplina processuale ormai vigente e quella precedente, e si conclude con l'analisi del profilo dell'avvocato ecclesiastico nel contesto ecclesiale italiano, alla luce dei provvedimenti adottati dalla Conferenza Episcopale Italiana e delle riforme che hanno interessato l'ordinamento civile italiano tanto sul diritto di famiglia quanto sull'ordinamento forense. L'obiettivo dell'intera opera è quello di sottolineare la dimensione umana sottesa alle cause per la dichiarazione di nullità di matrimonio, nonché di riscoprire il senso più profondo del lavoro e della missione del patrono ecclesiastico nell'assistere i fedeli che si rivolgono alla Chiesa per ricevere una parola di verità e di giustizia sul loro vincolo coniugale.
L'esperienza del Trascendente è così radicata nel cuore dell'uomo da costituire di per sé un fortissimo incentivo allo studio delle sue manifestazioni. In questa prospettiva il presente lavoro tratta il fenomeno religioso nella sua affascinante complessità, analizzando la sua varietà di simboli, miti, riti e dottrine che definiscono quel volume di esperienza che fa dell'uomo essenzialmente un homo religiosus. Il contributo, quindi, si propone di cogliere all'interno dell'amplissima pluralità di manifestazioni dell'Assoluto gli elementi unificanti, servendosi degli strumenti offerti dalla fenomenologia della religione, che ha il compito di comparare e di interpretare tali fatti così come essi si esprimono ("appaiono") all'interno della coscienza dell'uomo. La conclusione è l'esigenza indistruttibile che gli uomini hanno di legare la loro vita a qualcosa di superiore e di sacro, che è una costante storica e non si estingue neppure in contesti di forte secolarizzazione, come quello dell'uomo contemporaneo. Questi, anzi, sembrerebbe aver ancor più bisogno del sacro rispetto all'uomo arcaico, perché, diversamente dal suo antenato, la prospettiva di fondo della sua cultura è oggi ancor più precaria. Pur essendo evoluto e forte di un progresso scientifico e tecno-logico senza precedenti, infatti, l'uomo contemporaneo non solo non sa più andare oltre le barriere del tempo e della mortalità, ma non sa più dare senso e significato alla sua avventura storica, pagando a caro prezzo la disintegrazione dello slancio mistico.