Nel corso di due millenni la chiesa cattolica ha fatto del diritto canonico uno dei punti di forza per attuare la sua missione religiosa, per incidere sul tessuto sociale e per regolare i rapporti con il potere politico. Questo nuovo manuale traccia la storia del diritto canonico dalle origini ad oggi, secondo diversi piani di analisi: dalle fonti normative alla storia delle istituzioni, dai modelli di Chiesa alle correnti di contestazione o di riforma religiosa, dalla cultura giuridica al più vasto quadro della storia delle società.
Il testo si propone di rispondere all'esigenza di consegnare ai Superiori e agli Istituti un sussidio pratico circa le necessarie conoscenze e le procedure da seguire nei casi di abusi, compiuti nei confronti di minori e di adulti vulnerabili da parte di membri dell'istituto da loro governato. Gli abusi, visti nella loro origine (si pensi a quelli spirituali e sessuali) non sono atti isolati, ma hanno origine nell'identità della persona che li agisce e tendono a diventare stile di vita, basato sull'abuso dell'autorità che si ricopre e del potere che si esercita. Questi orientamenti si propongono come aiuto ai Superiori Maggiori per il discernimento e la corretta prassi giuridica da mettere in atto.
Il tema del bonum coniugum è stato oggetto di costante discussione sia da parte della dottrina canonica e teologica sia della Giurisprudenza de Tribunali Ecclesiastici. Nel libro è affrontato con un linguaggio allo stesso tempo preciso e accessibile, tracciandone la storia, approfondendone gli aspetti gurisprudenziali ed esaminando le sentenze rotali in merito, senza tirarsi indietro di fronte alle tematiche più spinose a esso legate, tra cui la relazione tra bonum coniugum e la vera comprensione del significato e del contenuto dell'amore coniugale e il fatto che il bonum coniugum riguardi tutta la persona nella sua coniugalità e non solo qualche aspetto parziale della dimensione sessuale delle persone dei coniugi.
Il CSGF - Centro di Studi Giuridici sulla Famiglia - ha dedicato la VI Giornata interdisciplinare di studi sull'Antropologia Giuridica, svoltasi presso la Pontificia Università della Santa Croce il 14 marzo 2024, al tema: Antropologia giuridica della famiglia e del lavoro: dalla ricerca dell'equilibrio alla scoperta della complementarietà. Il percorso di riflessione proposto si è incentrato sul complesso intreccio di relazioni esistenti tra famiglia e lavoro, cogliendo la sfida di superare la tradizionale visione dicotomica tra vita familiare e professionale a vantaggio di una prospettiva integrata in cui le due sfere si sostengono reciprocamente in una logica di complementarietà intrinseca. Il dialogo tra le differenti discipline (biblica, antropologico-relazionale, economica, psicoanalitica e giuridica), muovendo da una analisi attenta e approfondita delle dinamiche familiari e lavorative, ha evidenziato l'importanza di un approccio più evoluto che vede il lavoro e la famiglia non come mondi antagonisti ma come tessere di un medesimo mosaico, analogamente indispensabili per la piena realizzazione della persona, in quanto tale. I lavori raccolti nel presente volume rappresentano un invito a ripensare i tradizionali paradigmi di analisi del tema e, andando ben oltre la ricerca di un punto di equilibrio tra sfera lavorativa e familiare, offrono preziosi spunti per una comprensione più profonda del rapporto che le lega, ponendo il lavoro al servizio della persona in tutte le sue dimensioni, inclusa quella familiare.
Il termine "abuso" esprime un rischio fondato: che ogni relazione asimmetrica possa trasformarsi in una relazione abusante e di sopruso a livello di potere, di coscienza, di violazione dell'intimo spazio del rapporto con Dio. La scoperta di questo scandalo nella Chiesa cattolica ha coinvolto un po' tutti: da cardinali e fondatori di nuovi movimenti e congregazioni religiose all'ultimo educatore d'oratorio. Il libro ha origine dall'iniziativa di un gruppo di docenti del Biennio di specializzazione in Teologia Morale della Facoltà Teologica dell'Italia Settentrionale sezione di Torino che, considerando il vuoto conoscitivo e formativo rispetto al tema degli abusi, ha chiamato tre teologi, uno psicologo e uno specialista in diritto canonico a riflettere insieme sul tema, in vista della proposta di un corso universitario. Avviato il corso, le lezioni si sono caratterizzate anche per scambi vivaci. Da tale percorso è nato questo testo che ha la pretesa di porsi in un "terreno di mezzo", in quanto propone una lettura del fenomeno interdisciplinare e integrata.
Questo volume è un contributo fondamentale nella promozione di una cultura della tutela e prevenzione degli abusi nella Chiesa, con un focus particolare sulla formazione di consacrati e sacerdoti. Il libro raccoglie riflessioni interdisciplinari, testimonianze e strumenti operativi offerti durante incontri organizzati da USMI, CISM e il Servizio Nazionale per la Tutela dei Minori della CEI. Attraverso temi come l'abuso di potere sessuale, spirituale e di coscienza, il volume invita a un approccio integrale che unisce ascolto, giustizia e prevenzione, promuovendo un ambiente formativo sicuro. Le esperienze raccolte offrono percorsi di guarigione, sensibilizzazione e conversione per costruire comunità più responsabili e rispettose della dignità di ogni persona.
In prospettiva interdisciplinare la dissertazione ricostruisce l’evoluzione storica dei rapporti tra diritto canonico e teologia morale, dal XII secolo fino ad oggi. Oggetto dell’indagine è il percorso che, da una teologia unitaria, ha condotto alla recente separazione tra le due discipline, variamente associate per diversi secoli. A questo filone di ricerca si affianca lo studio dell’iter di formazione del concetto di «foro interno», anch’esso rilevante per lo sviluppo della questione. Seguendo un metodo analitico, vengono esaminate le varie fonti, in particolare le opere teologico-morali e canonistiche, specialmente successive al Concilio Vaticano II, e i fondi d’archivio riguardanti l’elaborazione del Codice di diritto canonico del 1917 e la sua revisione. Da oltre mezzo secolo la quasi totale assenza di interazione tra i due ambiti disciplinari, sempre più autonomi, rischia di produrre effetti negativi sullo statuto unitario della scienza teologica, sulla dottrina e sulla prassi pastorale della Chiesa. È necessaria quindi una diagnosi delle cause che hanno condotto a tale stato, allo scopo di promuovere una nuova possibile articolazione tra le due scienze. A tal fine gli obiettivi della ricerca si condensano nella composizione unitaria dell’evoluzione delle due piste d’indagine e nell’individuazione delle reciproche implicazioni e, a partire da ciò, nell’elaborazione di alcune proposte per il ripensamento della questione del foro interno e del rapporto interdisciplinare.
L'esperienza della Chiesa nella tutela dei più piccoli è unica e senza pari. Uomini e donne, istituzioni e organizzazioni, nel corso dei secoli, hanno testimoniato un impegno straordinario nel prendersi cura dei più fragili, e tale dedizione continua anche oggi con la stessa generosità. Tuttavia, il dramma degli abusi sollecita una riflessione profonda sulla responsabilità di ciascun membro della Chiesa. L'ascolto delle vittime e la consapevolezza degli effetti devastanti degli abusi impongono una conversione personale e comunitaria. Non si tratta solo di prevenire i rischi, ma di creare, con azioni proattive, ambienti e relazioni che promuovano la crescita sana e sicura dei più piccoli, a partire da una fede adulta che si fa carico dell'altro, in particolare del minore. La tutela dei minori, pertanto, è un impegno che riguarda l'intera comunità, in quanto ogni membro è chiamato, secondo le proprie capacità, a essere corresponsabile della crescita e del benessere dei figli della Chiesa. Il presente volume si propone di accompagnare gli operatori pastorali nel loro difficile ma essenziale compito, offrendo loro strumenti concreti per garantire la protezione e la cura dei più piccoli, affinché ogni comunità parrocchiale possa davvero diventare un luogo sicuro, in cui il Vangelo si traduce in un'azione educativa che promuove la generatività e la fiducia reciproca, in sintonia con le esigenze di ogni realtà parrocchiale.
Questo studio approfondisce il tema della ratio institutionis negli istituti religiosi femminili apostolici, mediante un'analisi interdisciplinare dei canoni 659, 660, 661. L'idea nasce dall'esperienza dell'autrice come donna e religiosa e dall'istanza di comprendere l'esigenza di una nuova definizione dei processi formativi, al fine di renderli maggiormente performanti. L'attuale modalità formativa non sembra riuscire a rispondere in maniera adeguata alle sfide odierne e, visto l'elevato numero di abbandoni, risulta necessario indagare le motivazioni che possano esserne alla base. A tale scopo - poiché la formazione è il luogo privilegiato dello sviluppo della maturità personale, della crescita interiore e spirituale, lo spazio dove si pongono le basi per la fedeltà nella perseveranza - bisogna individuare le carenze esistenti nei processi formativi e tentare approcci nuovi. Tutto ciò anche alla luce dell'esigenza di un nuovo Patto Educativo Globale che dia vita a un umanesimo solidale "plenario".
La discrezionalità è uno dei temi più controversi del Diritto amministrativo. Definirne il concetto, gli ambiti e soprattutto delimitarne i confini, oltre i quali esiste il rischio di scivolare in arbitrarietà, eccessi o abusi, ha sempre costituito una sfida. Mentre in sede civile tale problematica sembra aver ormai maturato una sua precisa linea di intervento, in ambito canonico, non esiste ancora una compiuta elaborazione che non appaia influenzata dalla dottrina giuridica secolare. Il presente studio vuol essere un contributo verso una sistematizzazione dottrinale più chiara e coerente con i presupposti dell'Ordinamento ecclesiale.
I rapporti tra poteri pubblici e religioni - e in particolare il diritto alla libertà religiosa - hanno avuto un ruolo centrale nella storia d'Italia. Non a caso, gli sono dedicati ben quattro articoli della Costituzione, un esempio raro nel costituzionalismo contemporaneo. Tuttavia, il cammino del diritto alla libertà religiosa è ancora poco studiato nel nostro paese. Da questa scarsa conoscenza deriva un dibattito pubblico poco attento alla dimensione giuridica delle problematiche legate alle identità religiose e una certa difficoltà - o resistenza - della politica e dell'amministrazione ad attuare un diritto spesso misconosciuto e sottovalutato nelle sue implicazioni civico-sociali. In parallelo, la trasformazione del panorama culturale e religioso italiano, ormai pluralista, rende urgente la consapevolezza delle sfide da affrontare e degli strumenti normativi disponibili. L'attuazione del diritto alla libertà religiosa diventa così un banco di prova per valutare la fedeltà agli standard del costituzionalismo democratico. Questo libro, a tredici anni dalla prima edizione e a quarant'anni dal "nuovo concordato", offre una sintesi e una chiave interpretativa della situazione attuale, evidenziando le principali questioni ancora aperte, che richiedono una riflessione e un intervento non più procrastinabili.
La Costituzione Apostolica Praedicate Evangelium si propone come una riforma strutturale della Curia Romana. Data l'importanza di questo organismo per il suo servizio alla Chiesa universale e al mondo di oggi, lo studio del percorso storico compiuto dalle sue varie strutture è di particolare interesse. I contributi di questo volume, opera di docenti delle università romane, presentano la storia dei dicasteri e offrono un commento delle linee guida programmatiche che la Costituzione Apostolica predispone per l'implementazione della riforma, evidenziando sia i punti di continuità sia le novità legislative.