41 omelie dedicate alla pastorale delle suore che l’autore ha predicato durante oltre 25 anni di servizio di cappellania presso numerosi istituti religiosi femminili in Italia.
“Benedetto Piacentini si cimenta con tre grandi commentari moderni: quelli di Arthur Weiser, Gianfranco Ravasi, e Luis Alonso Schökel-José Luis Sicre Diaz e mi sembra privilegiare, come punto di vista ermeneutico complessivo dell’intero libro, il suo studio filologicamente attento e impegnato”.
(...) Comunque lo si interpreti, il protagonista di questo tanto complesso libro ha il grande e impagabile merito di dare voce non solo all’uma-na sofferenza in eccesso e senza perché, ma anche a quella paura atavica dell’uomo di scoprirsi prima o poi una creatura imbrogliata, un figlio tradito, un re malamente detronizzato (Gb 29-30; cfr. Gb 7) che irride, parodiandolo, il Sal 8.
Non a caso, la stessa risposta finale di Dio a Giobbe, riprenderà ironicamente il filo di queste questioni circa il «dov’è il Padre?», in qualche modo rovesciandole: «Il Signore rispose a Giobbe di mezzo al turbine dicendo: Chi è costui che oscura il consiglio con parole insipienti? Orsù, cingiti i fianchi come un prode, io t’interrogherò e tu mi istruirai. Dov’eri tu quand’io ponevo le fondamenta della terra? Dillo, se hai tanta intelligenza! Chi ha fissato le sue dimensioni, se lo sai, o chi ha teso su di essa il filo a piombo? Su cosa affondano le basi delle sue colonne o chi ha gettato la sua pietra angolare, mentre gioivano in coro le stelle del mattino e plaudivano tutti i figli di Dio?» (Gb 38,1-7; cfr. anche vv. 19-21.24).
(Dalla presentazione al libro di don Roberto Vignolo)
Benedetto Piacentini, già religioso della Piccola Famiglia dell’Annunziata ha vissuto a Montesole (BO) fino alla morte di G. Dossetti. Dopo aver studiato il latino e il greco, si è trasferito in Medio Oriente dove è rimasto 10 anni, prima a Gerusalemme e poi nella comunità religiosa in un villaggio palestinese non lontano da Ramallah. Durante questo lungo periodo ha potuto approfondire lo studio delle lingue semitiche (ebraico biblico, ebraico moderno, Arabo letterario, dialetto palestinese, aramaico biblico) e frequentare le scuole bibliche a Gerusalemme, in particolare la Scuola Biblica Francescana della flagellazione e l’École Biblique tenuta dai domenicani. Incoraggiato dai suoi professori, ha intrapreso il lavoro di scrittore biblista dal 2006, pubblicando “I Canti di lode dei Padri”, Esapla dei salmi (Edizioni Dehoniane Bologna) nel 2011 e “I Salmi Preghiera e Poesia” con Paoline editoriale libri, Milano nel 2012. Nel 2014 ha conseguito da privatista la laurea in teologia, continuando il lavoro di biblista sul web e predisponendo una videoteca biblica.
Il signor Clergerie, «nato per una carriera e non per una vita», ha lasciato temporaneamente Parigi per trascorrere l'estate nella regione dell'Artois, da dove intende tessere la sua tela e guadagnare un seggio all'Accademia. Lo accompagna l'anziana madre, che sembra aver perso la ragione e si muove per la grande casa e i suoi giardini, mentre la figlia, Chantal, semplice, pura e allegra, ha raggiunto ormai l'età per scegliere cosa fare della sua vita. O almeno, sostiene il padre, così dovrebbe. Ma la ragazza, pur radiosa, è un'anima ben più complessa di quanto appaia; Georges Bernanos è un maestro nel delineare con profondità e potenza come in Chantal si mescolino e combattano con furore gioia e sofferenza, in un'anima inquieta aperta alle esperienze spirituali più profonde e inesplicabili.
Pubblicato a puntate nel 1887 e in volume nel 1888, "Il cappello del prete" è stato il romanzo più famoso di Emilio De Marchi, subito tradotto anche all'estero. Ambientato a Napoli, narra le vicende del nobile squattrinato Carlo Coriolano, barone di Santafusca che, ridotto alla rovina dai debiti di gioco e da una vita oziosa e dissipata, uccide il ricco prete usuraio don Cirillo per impossessarsi dei suoi soldi. Ma al suo "delitto perfetto" manca un dettaglio chiave: l'occultamento del cappello del prete. Diventato un indizio pericoloso, il tricorno tormenterà il barone come una sorta di allucinazione ricorrente, fino ad arrivare, dopo una serie di peripezie, davanti al banco del tribunale per inchiodarlo alla sua colpa. Romanzo originale, definibile un "giallo psicologico", "Il cappello del prete" resta ancora oggi un esempio di letteratura d'intrattenimento di alto livello, in cui De Marchi riprende la lezione della grande narrativa europea - da Dostoevskij a Poe, da Manzoni al verismo - alternando con maestria il tono leggero del bozzetto ottocentesco con il registro cupo del romanzo gotico.
Moltissimi cristiani, persino cattolici praticanti, osano credere appena alla realtà della vita dopo la morte. Affermano di credervi, ma non ne sono certi e glissano velocemente sulle ultime parole del Credo: Credo la resurrezione della carne, la vita eterna... Dopo il grande successo del suo primo libro, Quando la mia anima uscì dal corpo, in cui presentava una serie di casi che aveva conosciuto per esperienza personale, in quanto medico incaricato dell'Ufficio di Lourdes che segue le pratiche di guarigione e su di esse si pronuncia, il dottor Patrick Theillier prosegue le sue ricerche su questi strani e affascinanti fenomeni che aprono speranza nell'aldilà. In questo volume egli affronta la domanda fondamentale che la morte pone in una società, come la nostra, che ha perso il contatto con il soprannaturale e con l'eternità, rintracciandolo ultimamente in maniera drammatica con l'esperienza della pandemia e delle bare esposte in modo quasi impudico sui media. Theillier, come medico e come credente, affronta anche le controverse questioni sul paranormale: il ruolo dei medium, lo spiritismo, la comunicazione coi morti, la possibilità dell'inferno... Molte testimonianze arricchiscono anche questo volume, che ci porta motivi per credere che ognuno dei nostri gesti ha una portata eterna. La maggioranza delle persone che hanno vissuto queste esperienze riporta di un incontro al di là di tutto ciò che si può immaginare e che ha trasformato la loro visione del mondo e la loro esistenza nel quotidiano. Ascoltiamole!
Ecco i racconti di vita di presbiteri animati da spirito di servizio e di donazione al prossimo che suscitano una grande ammirazione. Essi hanno dimostrato di essere "pastori con l'odore delle pecore", vivendo il loro servizio in mezzo al popolo di Dio loro affidato. (Dalla prefazione del card. Angelo De Donatis) Il sacerdote, scriveva don Primo Mazzolari, «è il viator non soltanto per l'inquietudine dell'eterno, che possiede in comune con ogni uomo, ma per vocazione e offerta. Si deve tutto a tutti, e lui non si può mai abbandonare interamente a nessuna creatura. È un pane di comunione che tutti possono mangiare, ma di cui nessuno ha l'esclusiva». Sono parole che ho trovato incarnate nei 206 preti diocesani morti in Italia, dal 1° marzo al 30 novembre 2020, di cui questo libro racconta il vissuto umano e pastorale. (Dalla presentazione del card. Gualtiero Bassetti) 206 volte "Don Matteo"... I sacerdoti italiani nella pandemia, nei mille luoghi della vita reale.
La Chiesa e il mondo delle aziende: due realtà distanti, animate da diversi interessi o con la comune preoccupazione per il benessere dell'uomo? I cappellani del lavoro genovesi entrano in punta di piedi nelle aziende e portano la presenza e la parola di Dio a tutti, cattolici praticanti o meno, credenti e non credenti. Rappresentano un'esperienza unica in Italia: quella del sacerdote che svolge questa funzione in un'azienda senza ricevere da essa né offerte né tanto meno uno stipendio. Non sono mancate, in passato, fuori Genova, alcune eccezioni, con cappellani del lavoro non a libro paga delle imprese, ma sostenuti economicamente dalle loro diocesi. Si è trattato però di casi isolati, di preti non inseriti in un'organizzazione strutturata come l'ARMO, Assistenza Religiosa Morale Operai: una Fondazione creata nel 1951 dal card. Giuseppe Siri per garantire l'indipendenza economica del cappellano dalle aziende e la continuità della sua azione pastorale nel tempo. Questo libro-intervista raccoglie i racconti dei cappellani e le testimonianze di figure laiche che ne ricostruiscono l'azione al servizio dei lavoratori e della Chiesa genovese. Una Chiesa che negli anni ha fatto sentire in maniera concreta la sua vicinanza al mondo del lavoro, soprattutto durante le situazioni di crisi.
Come è organizzato il gruppo di counseling? Il lavoro segue naturalmente gli stessi principi base del counseling individuale. Se nei gruppi di terapia si persegue l'obiettivo di alleviare il malessere profondo dei singoli, affrontandone le criticità individuali, il gruppo di counseling ha invece come obiettivo quello di permettere alla persona di realizzare una rilettura di sé, utilizzando la relazione nel gruppo come elemento portante del proprio processo di conoscenza. Il volume fornisce indicazioni rispetto alla struttura e al metodo, e soprattutto i tre strumenti individuati per un'efficace attività di gruppo (il dialogo, interpersonale e gruppale, tra pensieri, sentimenti e comportamenti - le attivazioni, dei vari moduli - le domande, come facilitazione dialogica del gruppo) che rendono possibile a tutti i membri acquisire sempre più consapevolezza dei propri elementi copionali e individuare le risorse necessarie per nuove opzioni. In quest'ottica, la proposta metodologica di questo gruppo aperto e articolato in moduli facilita il processo di decontaminazione dell'Adulto dei partecipanti, che a questo punto risulta in grado di potenziare la propria capacità di insight e di iniziare un cammino di cambiamento insieme ai membri del gruppo.
Come ogni libro che desideri introdurre concetti nuovi ai più, anche questo inizierà con un tentativo di definire il suo oggetto principale. Il primo obiettivo è rispondere alla domanda di chi prende in mano e vuole capire cosa siano i "momenti di eternità". Come spesso accade traducendo un termine straniero in italiano, si sceglie di usare delle perifrasi al posto di una traduzione letterale, perché è il significato, la semantica dietro il sostantivo, che deve essere trasferita da una cultura all'altra. Ecco che l'espressione "momenti di eternità- è una traduzione libera ma efficace del termine anglosassone awe, spesso tradotto con l'espressione "profonda meraviglia- o, più recentemente, come "sublime psicologico-. Sebbene sia il sublime sia la profonda meraviglia siano stati oggetto di indagine della filosofia e di discipline affini per secoli, il loro ingresso nel mondo della psicologia è abbastanza recente ed è sintetizzabile in un solo termine: awe. Awe è un'emozione complessa che scandisce momenti di profonda transizione della nostra vita e ci mette in contatto con qualcosa di molto più grande di noi: con l'eternità. Il volume porta con sé una prospettiva sul futuro di tale emozione, le nuove frontiere per progettarla - tramite la formulazione di specifiche linee guida orientate dalla ricerca scientifica - in contesti educativi, formativi, aziendali. Perché tutti abbiamo bisogno di "pillole" di eternità e questo libro insegna dove trovarle e come crearle.
C'è qualcosa che sta avvelenando la Terra e sterminando gli esseri viventi. Sono le Ombre, vortici di oscurità che invadono il cielo e inghiottono tutto quel che trovano sul loro passaggio. La famiglia di Delisia è sopravvissuta trovando rifugio nelle grotte, rimanendo così isolata dal resto dell'umanità. Questa è l'unica realtà che Delisia conosce da quando è nata, ma ora che anche quell'angolo dimenticato rischia di essere spazzato via dalle Ombre lei è costretta a partire in cerca di aiuto, portando con sé il fratellino appena nato. Il mondo di fuori è per Delisia fonte di terrore e meraviglia. Ma presto due presenze amiche le si affiancano: Uyà, il misterioso uomo dei boschi, e il suo cane Buck. Incalzata dalle Ombre, la piccola compagnia corre verso la salvezza...
Agar e Sara, racconto a due voci narranti - sul tracciato dei fatti biblici - a cui si aggiunge, in finale, la voce del patriarca Abramo, «pietra d'angolo» delle due vicende al femminile. Parlano le prime «madri rivali» della Bibbia, che incarnano, rispettivamente, la maternità surrogata e quella negata. Un caso di utero in affitto ante litteram, vissuto dalle due donne con una esplosione di sentimenti contrastanti, raccontato attraverso monologhi con drammaticità... come drammatico e struggente è il monologo di Abramo a fronte del suo silenzio e apparente passività nella vita di Agar, la schiava, e di Sara, la moglie. Tutti e tre compiono un percorso interiore che li condurrà a trovare in Dio la risposta alle proprie inquietudini e a divenire coloro attraverso i quali verrà realizzata la promessa di Dio.
Le meditazioni proposte per il tempo di Quaresima, la Settimana Autentica e il triduo pasquale prendono spunto dalle parole di papa Francesco e invitano il lettore a sgombrare il campo da superficialità e pregiudizi, per "lasciarsi riconciliare con Dio". Solo così lo sguardo sarà limpido per accogliere il dono della Pasqua. «Chi crede in questo annuncio - avverte papa Francesco - respinge la menzogna secondo cui la nostra vita sarebbe originata da noi stessi, mentre in realtà essa nasce dall'amore di Dio Padre, dalla sua volontà di dare la vita in abbondanza». Fare Pasqua, allora, significa aprirsi a questo immenso amore di Dio, che poi spinge ciascuno a guardare ai fratelli e ai poveri con lo stesso atteggiamento misericordioso usato dal Padre verso ciascuno dei suoi figli. Con le meditazioni quotidiane l'Autore accompagna il lettore in questo cammino di risurrezione, che guarda alla Croce come fonte di vita nuova.