«Qualcuno penserà: “il discorso della montagna? Niente di nuovo…”. In effetti qui non si cercano novità su Gesù, mossi da curiosità. Si entra casomai in contatto con Gesù, familiarizzando col suo modo di vivere» Franz Kamphaus.
Descrizione
E se un cristiano dedicasse con entusiasmo tutta la propria vita al discorso della montagna, prendendolo a cuore senza mai cercare di “addomesticarlo”?
Franz Kamphaus, fino al 2007 vescovo di Limburg (Germania), ha raccolto la sfida. E in questo libro concentra il frutto di una riflessione organica sulla magna charta dell’esperienza cristiana, sulle sue affermazioni provocatorie, sul messaggio spirituale che trasmette e sul senso dinamico che comunica al vivere cristiano. Con parole chiare, misurate e precise – e senza mai fare moralismo – Kamphaus affronta le esigenze del discorso della montagna e le sue sfide, traducendole nella vita di oggi. Incoraggia alla riflessione personale e invita al dialogo e al confronto in gruppo.
«Il dialogo come ermeneutica teologica presuppone e comporta l'ascolto consapevole. Ciò significa anche ascoltare la storia e il vissuto dei popoli che si affacciano sullo spazio mediterraneo per poterne decifrare le vicende che collegano il passato all'oggi e per poterne cogliere le ferite insieme con le potenzialità. Si tratta in particolare di cogliere il modo in cui le comunità cristiane e singole esistenze profetiche hanno saputo ? anche recentemente ? incarnare la fede cristiana in contesti talora di conflitto, di minoranza e di convivenza plurale con altre tradizioni religiose. (...) La teologia dopo Veritatis gaudium è una teologia in rete e, nel contesto del Mediterraneo, in solidarietà con tutti i "naufraghi" della storia». dalla Relazione di Francesco a Napoli (21 giugno 2019)
Il libro raccoglie testi scritti lungo un decennio aventi come tema il pensiero di Ignacio Ellacuría non da un punto di vista prettamente specialistico né semplicemente d'occasione, ma che volutamente intrecciano la riflessione del gesuita basco con altre prospettive (Papa Francesco, gli altri martiri dell'UCA ed il maestro Zubiri, il dibattito sul realismo, l'umanesimo delle vittime e degli oppressi, la cristologia). Da ciò emerge sia una rigorosa enucleazione dei temi pivotali del pensiero di Ellacuría - la salvezza nella/della storia, il popolo crocifisso, la realtà storica, le periferie, la civiltà della povertà - sia la possibilità che essi possano essere giocati nei centri nevralgici del presente - il rapporto tra etica e prassi e la metafisica. Ne sorge una riflessione che siamo convinti sia originale non solo per la teologia o per la filosofia, ma per il pensiero tout court grazie alla straordinaria e, a propria volta, originalissima saldatura tra filosofia e teologia che emerge dal pensiero del gesuita basco.
Sei Marta tutte le volte che suona il corriere e tu sei in pigiama con un nido di cicogne in testa. Sei Marta tutte le volte che si presenta un'amica disperata e il tuo lavello sembra una partita di "Tetris" e il pavimento è un tappeto di Lego. Sei Marta quando Gesù bussa alla tua porta, alla tua giornata già piena di cose da fare e punti della "to do list" inevasi. Ciononostante lo fai entrare, sperando non faccia caso al disordine o al fatto che non hai niente da offrire se non ritagli di tempo e un Rosario da sgranare, tra una ceretta e una cena da preparare.
I saggi raccolti in questo libro sono interventi tenuti al Corso di Formazione alla Spiritualità nella Musica "Zipoli" fondato e diretto da due Padri gesuiti: ogni estate in Palermo si radunano giovani dai 18 ai 25 anni di età per parteciparvi. Gli interventi vogliono essere tentativi di aprire la coscienza contemporanea alla ricchezza spirituale della musica nella multiculturalità in un mondo tecnocratico che, come ha insegnato la Laudato si' di Papa Francesco, rischia costantemente di smarrire la consapevolezza del dono di grazia della creazione che vive del dinamismo della pericoresi trinitaria.
Benvenuto al convento S. Croce di Villa Verucchio! Sei giunto in un luogo di pace e di bene, santificato dalla presenza di san Francesco che qui si fermò più volte a pregare e lodare il Signore. Questo luogo è uno scrigno di fede, arte e tradizione. Qui la devozione si coniuga con l'arte, l'ambiente vive in sintonia con la spiritualità. Qui si respira pace e serenità. Qui soprattutto trovi un messaggio vivo per nutrire il tuo cuore e rinvigorire il tuo cammino di fede. Visiterai un ambiente bello, caro a molti. Evidente e forte è il legame che unisce la popolazione di Villa Verucchio al "suo" convento: lo considera la propria casa, il luogo delle radici e dei valori irrinunciabili. Per accoglierti e accompagnarti nella visita di questo luogo santo, i frati, custodi del santuario, hanno predisposto questa breve guida. La prima parte presenta gli ambienti del convento e della chiesa. Ti suggeriamo di seguire l'itinerario proposto. Illustra inoltre alcuni ambienti esterni legati alla vita di questo santuario. La seconda presenta alcuni spunti di storia, di tradizioni e di curiosità.
La controversia nella letteratura rabbinica, presenta la controversia (in ebraico: machloqet) tra scuole e tra maestri come aspetto caratteristico dell’ebraismo post-biblico, rabbinico in particolare. La controversia caratterizza la vita di una comunità centrata sulla Torah in quanto testo ricevuto e trasmesso, ma soprattutto in quanto testo da interpretare. La Torah esige l’interpretazione (in ebraico: ha-Torah nidreshet). Essa è il perno di una comunità nata dai piedi del Sinai e concepita come comunità ermeneutica.
La metodologia della decisione morale in bioetica è un aspetto cruciale che percorre trasversalmente i vari modelli in questo campo. Tradizionalmente, un approccio alla verità e al valore come quello kantiano, uno dei più percorsi dalla riflessione etica, si concentra sull'inconoscibilità della metafisica e sull'universalità della legge morale, risultando spesso poco spendibile nell'ambito bioetico. In questo volume, l'autrice intende rispondere al problema esplorando gli spazi di applicabilità del giudizio riflettente di ispirazione kantiana. Scopre così la fecondità che il giudizio estetico e il giudizio teleologico possono avere nell'identificare sia il requisito di concretezza delle situazioni bioeticamente rilevanti, sia l'esigenza oggettiva di tutela della vita umana nelle condizioni più disparate.
Il volume presenta la vita, la spiritualità e la devozione a San Giuseppe volendo mostrare come la sua persona e il suo ruolo sono stati importanti nella storia della salvezza. Per questo motivo San Giuseppe è definito il custode dell'Amore, in quanto ha accolto e protetto, col suo amore tenero e forte, il Figlio di Dio e sua madre, Maria. Nella prima parte, l'autrice ripercorre le fonti bibliche e apocrife nell'analisi della paternità e della sponsalità esercitate da San Giuseppe come contributo al progetto redentivo di Dio per l'umanità. Nella seconda parte offre una riflessione su alcuni aspetti caratteristici della spiritualità del santo, come la fede, l'obbedienza, l'umiltà, la purezza, il silenzio, la laboriosità, l'amore. Nella terza parte presenta alcune pie pratiche di devozione e le preghiere più care alla tradizione orientale e occidentale, riportando, infine, le indulgenze concesse da papa Francesco per l'Anno dedicato a San Giuseppe.
Tra le icone bibliche più rilevanti dal punto di vista teologico c'è quella del gregge, che allude a Israele, scelto da Jahvè di mezzo a tutti i popoli e accudito come fa un pastore con il suo gregge. Meditando su alcune pagine bibliche di ambedue i Testamenti scopriamo il vero volto di Dio, che per amore, solo per amore, si è scelto Israele come suo partner privilegiato; riconosciamo i battiti del suo cuore sensibile e sempre pronto a commuoversi, come un padre tenero nei confronti del suo figlio prediletto. Sotto questo profilo Antico e Nuovo Testamento convergono pienamente.
Una lettura della lettera apostolica Patris corde, dedicata alla figura di san Giuseppe, dono prezioso da parte di papa Francesco per tutto il popolo cristiano e in particolare per i sacerdoti e i consacrati, per «accrescere l'amore verso questo grande Santo, per essere spinti a implorare la sua intercessione e per imitare le sue virtù e il suo slancio». Il Papa, volendo proporre da imitare le virtù del carpentiere di Nàzaret, annota: «San Giuseppe ci ricorda, ci invita, ci insegna». In questi punti bisogna sostare per meditare, assimilare e lasciarci interpellare dal suo slancio e dalla sua creatività in ogni occasione.
Con la formula della domanda e risposta sono spiegate in modo facile e sintetico tutte le principali verità della fede cattolica che spesso sono poco comprese se non addirittura dimenticate nella società di oggi. In modo divulgativo e con un linguaggio attuale le risposte facilitano la comprensione anche a chi ha una vaga conoscenza della fede e della Chiesa.