L'indagine sugli abusi sessuali nella Chiesa chiama in causa il rapporto tra la memoria, con il suo valore identitario, e la storia, a cui spetta il compito di interpretare i racconti individuali in una prospettiva più ampia: l'atto violento non è mai isolato, nasce in un sistema relazionale di abuso di potere che accomuna diversi tipi di istituzioni. La prima parte del volume esamina il contesto specifico della Chiesa cattolica: il contributo dell'approccio giornalistico e giuridico nei casi di denuncia; il modo in cui catechismi e manuali di dottrina hanno forgiato l'immagine del sacerdote; le definizioni teologiche e canoniche dell'abuso nei discorsi sulla sessualità; la tendenza a collocare la violenza sessuale nell'ambito del peccato e non del crimine. La seconda parte approfondisce casi di abuso verificatisi tra il XVI e il XX secolo, accomunati da interrogativi di fondo sul dovere di denuncia, la reazione delle autorità ecclesiastiche, le varie forme di silenzio - delle vittime e delle famiglie, dell'abusatore, della Chiesa, degli archivi. Qui, nella capacità di leggere i silenzi tanto quanto le testimonianze, il ruolo dello storico si rivela essenziale. Ricostruire la storia degli abusi sessuali e di potere nella loro dimensione relazionale e sistemica «è una tappa ineludibile nel processo di riparazione collettiva che è uno dei doveri della nostra epoca». Contributi di: Fernanda Alfieri, Carlos Álvarez, Sarah Barthélemy, Mita Choudhury, Tommaso Dell'Era, Karlijn Demasure, Massimo Faggioli, Jean-Pascal Gay, Claudia Stella Geremia, Vincenzo Lavenia, Silvia Mostaccio, Virginia Reinburg, Alessandro Serra.