
Millenni di imposture e truffe. Di bufale. In nome delle quali si sono mossi popoli, flotte, inquisitori, eserciti in battaglia.
Dal favoloso Prete Gianni, alla sapienza di Ermete Trismegisto, alla setta dei misteriosi Illuminati di Baviera che, secondo alcuni, manovrano nell'ombra da secoli e forse ci governano, ai famigerati Protocolli dei Savi di Sion, fino alla invenzione del Nemico e del Complotto come risorsa assai utile se vuoi far fuori qualcuno. Senza dimenticare il Santo Graal, la Donazione di Costantino, gli inafferabili Rosacroce, i perenni Templari, nonché il gonnellino scozzese divenuto dal nulla l'emblema di una nazione.
“Sì! Possiamo chiamarla ballata questa storia, che dice di quando gli ebrei non erano graditi. Io sono un ebreo nato nel 1928, ho trascorso la mia adolescenza durante la discriminazione, le leggi razziali, la guerra, la persecuzione, la rovina del nostro Paese e infine la liberazione.” Marco Maestro
Anno 1212: un evento definito "una cosa miracolosa, perché nulla del genere si era sentito al mondo", scuote le cronache del tempo. È la "crociata dei bambini" che dal centro della Francia e della Germania muove verso Marsiglia per prendere il mare contro i Saraceni. Ma queste migliaia di fanciulli che abbandonarono i loro villaggi erano davvero bambini? Questo libro narra la storia di un evento misterioso e straordinario e getta una luce nuova sui silenzi e sui lati oscuri delle testimonianze del tempo restituendoci uno dei più affascinanti aspetti del mondo medievale.
A partire dalla metà dell’Ottocento la storia di Roma è innanzi tutto la storia di una triplice capitale: dell’Italia unita, del cattolicesimo, degli amanti dell’arte e dell’antichità. Talvolta alleate, spesso rivali, queste tre capitali hanno contribuito a dare alla città eterna uno status unico al mondo, ma anche una cronica instabilità.
Roma è anche un cantiere permanente. A partire da Napoleone e fino alle grandiose risistemazioni del giubileo del 2000, i pontefici, i re d’Italia, il Duce e le varie amministrazioni comunali hanno senza sosta demolito, costruito, trasformato. Gli innumerevoli progetti urbanistici che si sono avvicendati nel tempo hanno creato nella città una profonda stratificazione architettonica, anche questa unica al mondo: in quale altro luogo potremmo trovare un intervento come quello compiuto da Richard Meier nel 2006 all’Ara pacis, edificata sotto l’imperatore Augusto, in una piazza restaurata da Mussolini, all’ombra di una chiesa barocca?
Con passo lieve, ma con rigore storico, Catherine Brice ci guida attraverso gli ultimi due secoli della storia di Roma, ricostruendone le vicende culturali, sociali, di costume, e restituendoci i colori, le luci, i rumori di una città sempre in bilico tra la conservazione del passato e le sfide di volta in volta poste dalla modernità.
Il volume offre un orientamento storico-critico nel poliedrico mondo della divinazione nel quale si consuma l'eterna inquietudine dell'uomo, sempre in cerca di risposte sul proprio destino, come dimostra la sorprendente persistenza di molti sistemi divinatori anche nell'attuale realtà ipertecnologica. Questo dizionario propone una ricognizione complessiva del fenomeno delle tecniche mantiche elaborate nel corso dell'antichità greco-romana e del medioevo latino e bizantino, con particolare riguardo alle fonti letterarie e documentali.
Recensione
“La breve e intensa esperienza del Partito Popolare Italiano, rimane nella storia italiana come modello ideale, lucido e coerente, di una proposta politica di ispirazione cristiana, ma non confessionale e prettamente laica dal punto di vista dei suoi contenuti, e anche come memoria e ammonimento negli anni della rinascita democratica” (Pietro Scoppola).
L'Autore
Gerlando Lentini (1930), direttore della rivista culturale “La Via”, svolge da decenni un’intensa attività pubblicistica e letteraria. È autore di oltre sessanta pubblicazioni monografiche che spaziano dalla saggistica alle scienze bibliche, dall’agiografia alla formazione.
Il primo religioso tedesco a finire in un lager fu il gesuita Josef Spieker. In una predica a Colonia, nel 1934, aveva esclamato: «La Germania ha un solo Führer ed è Cristo!». Il primo a essere eliminato dai nazisti fu monsignor Bernhard Lichtenberg, arciprete della cattedrale di Berlino: aveva pregato assieme a un gruppo di ebrei. Non fu che l’inizio di una sfida senza equivoci che si concluse con il sacrificio di quattromila sacerdoti e religiosi cattolici. Alla guida di questa eroica impresa, due grandi pontefici: Pio XI e Pio XII.
Il presente libro racconta la vera storia dei rapporti tra la Chiesa e il Nazismo chiudendo definitivamente la disputa sui presunti silenzi di Pio XII, il papa che Reinhard Heydrich – il promotore della «soluzione finale del problema ebraico» – in un rapporto segreto definì «schierato a favore degli ebrei, nemico mortale della Germania e complice delle potenze occidentali».
Sono molte le vicende puntualmente ricostruite da Luciano Garibaldi in queste pagine avvincenti: a cominciare dalla testimonianza del generale Karl Wolff, il comandante delle SS in Italia, che ricevette da Hitler l’ordine di arrestare Pio XII e trasferirlo nel Liechtenstein, ma riuscì, in maniera romanzesca, a vanificare quel progetto, meritandosi l’assoluzione a Norimberga. E poi i due enigmi che ancora accompagnano Claus Von Stauffenberg, l’ufficiale che il 20 luglio 1944 tentò di uccidere il Führer: se cioè sia vero che il colonnello, fervente cattolico, prima di collocare la bomba si confessò dal vescovo di Berlino, ne ottenne l’assoluzione e si comunicò; e se si possa affermare che il Vaticano fu preventivamente informato dell’Operazione Valchiria. E ancora: la fiera opposizione del vescovo Clemens Von Galen, il «leone di Münster», la rivolta ideale di Sophie Scholl e dei suoi compagni della «Rosa Bianca», la resistenza delle donne tedesche che si batterono per la fede e la carità contro l’antisemitismo nazista, la leale difesa compiuta da non pochi ebrei, anche famosi, di Pio XII, un papa ingiustamente diffamato; e infine, per una informazione completa e obiettiva, la storia di sacerdoti e monsignori che si schierarono a fianco di Hitler.
L'AUTORE
Luciano Garibaldi, giornalista professionista dal 1957, nella sua lunga carriera è stato inviato speciale, caporedattore e vicedirettore di quotidiani («Corriere Mercantile», «La Nazione», «Roma», «Il Giornale», «La Notte») e settimanali («Tempo», «Gente»). Tra i suoi numerosi libri ricordiamo: Un secolo di guerre; Operazione Walkiria. Hitler deve morire; Il secolo in breve. Persone e storie del Novecento; I giusti del 25 aprile. Chi uccise i partigiani eroi?; La pista inglese. Chi uccise Mussolini e la Petacci?; Le soldatesse di Mussolini.
TITOLO: «Tu non uccidere»
Mazzolari e il pacifismo del Novecento
DESCRIZIONE: Aprendo Tu non uccidere, don Primo Mazzolari aveva avvertito: «Ci siamo accorti che non basta essere i custodi del verbo di pace, e neanche uomini di pace nel nostro intimo, se lasciamo che altri – a loro modo e fosse pure solo a parole – ne siano i soli testimoni».
Più che un manifesto programmatico, il saggio (uscito nel 1955) rappresenta il compendio del pacifismo mazzolariano. L’impegno per la pace del prete cremonese si collegava, infatti, ad un originale percorso, non privo di tortuosità, dentro al quale il “bagno” nella storia aveva sollevato interrogativi brucianti, via via ricomposti in riflessioni destinate a trovare sintesi mai definitivamente compiute. Sotto questa lente interpretativa, la ricerca mazzolariana non rimase chiusa ai fermenti, pur contraddittori, che lacerarono la cristianità, ai quali anche il breve ma denso scritto fu debitore.
Questo volume rappresenta un tentativo per cogliere la “lezione” di un grande testimone della pace del Novecento.
COMMENTO: Una lettura innovativa del rapporto di don Primo Mazzolari e la politica della Pace tra la Prima Guerra Mondiale e il secondo dopoguerra.
SAGGI DI: Alberto Melloni, Guido Formigoni, Luigi Lorenzetti, Paolo Trionfini, Massimo De Giuseppe, Daniela Saresella, Lorenzo Bedeschi.
COLLANA: I Testimoni - Fondazione Don Primo Mazzolari n. 4
Il Medioevo coltivò una intensa passione per le spezie, che si prestavano ad essere usate nei più vari ambiti, dalla gastronomia alla medicina ai cerimoniali religiosi. Una infatuazione che fu davvero un motore di prima importanza per lo sviluppo degli scambi commerciali, le conquiste, 
la crescita economica. Perché le spezie erano così richieste, e così costose? Come racconta questo libro, erano simboli di bellezza, 
di ricchezza, di raffinatezza, di grazia. E la domanda di cannella e pepe, o di rare ed esotiche essenze aromatiche come l'ambra grigia e 
il muschio, stimolava i viaggi verso Oriente, le esplorazioni geografiche, 
i commerci. Seguendo il gusto e la tirannia della moda, l'Europa medievale andava così alla conquista del mondo.
Paul Freedman insegna Storia nella Yale University. Tra i suoi libri: "The Origins of Peasant Servitude in Medieval Catalonia" (1993), "Images of the Medieval Peasant" (1999) e "Food. The History of Taste" (a cura di, 2007).

