
Con questo libro Adrian Goldsworthy, autorevole storico inglese e autore di otto libri di successo sulla storia e le guerre dell’Impero, ha compiuto un’opera monumentale, frutto di anni di ricerche, che fornisce una nuova chiave di lettura sulle cause della fine dell’Impero romano. Basato sulle più recenti scoperte archeologiche, l’autore ci restituisce un appassionante ritratto del mondo romano, scandagliato in tutti i suoi dettagli più violenti. Secondo Goldsworthy, per capire fino in fondo i motivi che hanno portato alla scomparsa dell’Impero romano d’occidente è necessario ripercorrere quanto accaduto nei trecento anni precedenti: una lunga guerra civile, in cui gli imperatori che si sono succeduti hanno temuto i loro rivali politici più di ogni altro nemico esterno. Convinto che l’invasione dei barbari vada interpretata come il sintomo della fragilità e della instabilità dell’Impero e non la sua causa scatenante, l’autore ripercorre con chiarezza documentale e con un linguaggio accattivante la storia e i risvolti poco noti che hanno determinato la scomparsa della leggenda di Roma.
A 150 anni dall'unità d'Italia, il Risorgimento appare un evento che fa ancora discutere con accesi dibattiti che coinvolgono sia gli storici che opinione pubblica in generale. Il volume, attraverso le parole di Francesco Traniello, per molti anni docente di Storia contemporanea presso la Facoltà di Scienze Politiche di Torino, affronta alcuni degli snodi principali dell'unificazione nazionale segnalando, nello stesso tempo, anche i diversi usi che nei decenni si sono fatti delle vicende e dei miti risorgimentali.
La vera storia delle SS è molto più complessa di quanto si possa immaginare: è un racconto fatto di intrighi e nepotismi, presunti richiami filosofici e significati simbolici, È la storia d un'organizzazione guidata da un uomo convinto di essere la reincarnazione del re sassone Enrico I, fondatore dell'Impero germanico; di efferati criminali che riuscirono a farsi nominare primi ministri e funzionari di polizia; di opere caritatevoli e stermini di massa decisi nelle stesso palazzo; e di generali che guidavano eserciti immensi in devastanti campagne di conquista. Questo volume ricostruisce nel dettaglio l'origine, lo sviluppo e l'organizzazione delle ss, soffermandosi sugli effetti ad ampio raggio che esse ebbero sulle politiche razziali, sulla storia, l'educazione, l'economia e la società della Germania. Nessun aspetto viene trascurato: non è parso superfluo, ad esempio, evidenziare il fatto che per i membri delle ss si disegnassero uniformi e capi di abbigliamento tali da distinguerli in quanto élite nascente nella società del Terzo Reich. Particolare attenzione viene poi riservata al rapporto tra le ss e la guerra, valutando sia i reali esiti sul campo di battaglia, sia le atrocità commesse nei territori occupati. Questo volume illumina un capitolo fondamentale della storia contemporanea e si pone come uno studio della massima autorevolezza sulla Germania di Hitler.
Attorno alle origini di Roma esiste una complessa, affascinante leggenda che l’opera della Fondazione Valla intende ricostruire su basi nuove. Essa si articola in quattro volumi (il primo uscito nel 2006; il secondo nel 2010; il quarto – La morte di Tito Tazio e la fine di Romolo – previsto per il 2012) e offre al lettore un’ampia raccolta di fonti (annalistiche, antiquarie e poetiche; da Esiodo ai Padri della Chiesa) divise per «mitemi» o unità mitiche fondamentali, e analizzate comparativamente alla ricerca dei «motivi canonici» fissati dalla tradizione e di una stratigrafi a del mito confrontata con gli scavi archeologici. Se il secondo volume, ripercorrendo le vicende del ratto delle sabine e della conseguente guerra romano-sabina, si concludeva con la riconciliazione fra i due popoli e la creazione di uno stato comune, il terzo volume è dedicato in maniera specifica e approfondita alla costituzione, che della vita comune è il fondamento: organizzazione civica ed esercito, divisione dei poteri e spartizione del territorio, e poi feste e costumi, riti, leggi e istituzioni che dagli eventi narrati traggono la loro origine.
Nell’anno delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia gli interventi pubblicati in questo volume propongono una riflessione su alcuni aspetti cruciali dell’'unificazione incompiuta'. Il ruolo delle classi dirigenti, le interpretazioni del Risorgimento, a cominciare da quelle di Marx, Engels e Gramsci, il dibattito su centralismo e federalismo, le reazioni della Chiesa cattolica, lo squilibrio Nord-Sud, l’analisi della borghesia mafiosa, il ruolo delle donne, la rilettura della Costituzione: questi i temi affrontati, con particolare attenzione alle vicende più recenti e al condizionamento che potranno esercitare sul futuro, in un paese che dopo il ventennio fascista, la difficile conquista della democrazia attraverso la Resistenza antifascista, il mezzo secolo di potere democristiano, vive la penosa esperienza del berlusconismo ed è lacerato dal secessionismo leghista. Con un’opposizione frammentata e una sinistra in crisi d’identità.
Il volume è corredato di una cronologia dettagliata sui principali avvenimenti dal 1861 a oggi.
Gli autori: Renato Covino, Antonio Moscato, Giuseppe Prestipino, Filippo Ronchi, Domenico Di Fiore, Enrico Guarneri, Santina Cutrona, Umberto Santino, Monica Lanfranco, Lillo Testasecca.
curatori: Enrico Guarneri, Umberto Santino.
Gli anni compresi tra lo scoppio della prima guerra mondiale e l’avvento del fascismo rappresentarono per Roma una fase di straordinario cambiamento. La nascita dello Stato-nazione, infatti, riportando Roma al suo ruolo di centro del dibattito politico-culturale e della dimensione simbolica nazionale, innescava tutta una serie di progetti di trasformazione e modernizzazione destinati a cambiare profondamente l’aspetto della capitale e della sua grande provincia.
Il volume affronta con un approccio multidisciplinare diversi aspetti di questo processo, soffermandosi sui principali nodi della trasformazione ambientale e territoriale, sulla modernizzazione (o mancata modernizzazione) delle forze politiche, su alcuni risvolti, infine, di una realtà economico-sociale in profondo fermento a causa della crisi di mobilitazione delle masse generata dall’entrata dell’Italia nel conflitto mondiale.
Il volume ripercorre la storia della guerra in Vietnam dalle sue lontane premesse storiche negli anni Quaranta sino al disimpegno statunitense nel 1973 e all'arrivo dei nord-vietnamiti a Saigon nel 1975. Il resoconto si concentra non solo sugli avvenimenti militari ma anche sul contesto internazionale dell'intervento americano e sulle ripercussioni interne agli Stati Uniti, dove l'opposizione alla guerra fu uno degli elementi forti attorno a cui, alla fine degli anni Sessanta, si coagularono la rivolta giovanile e un vasto movimento di opinione.
Mitchell K. Hall insegna Storia nella Central Michigan University. Ha pubblicato anche "Crossroads: American Popular Culture and the Vietnam Generation" (2005) e "Historical Dictionary of the Nixon-Ford Administrations" (2008).
Quando si parla del Risorgimento le donne dove sono? La memoria di quelle, non poche, che lo animarono è pressoché cancellata. Eppure si trattò spesso di figure di grande notorietà, poi celebrate da statue e lapidi. Queste pagine presentano al lettore alcune di quelle protagoniste dimenticate: quattordici profili narrativi restituiscono la vicenda biografica e l'azione politica di altrettante donne, da Colomba Antonietti a Clara Maffei, da Sara Nathan ad Anita Garibaldi, dalla nobile Cristina Trivulzio di Belgiojoso a Peppa "la cannoniera", da Enrichetta Caracciolo ad Antonietta De Pace. Ripercorrendo insieme il racconto della vita di lavandaie e giornaliste, aristocratiche e massaie, italiane e straniere, il libro riconosce in queste "donne del Risorgimento" anche una comune disposizione, in senso proto-femminista, che le portò volta a volta a impegnarsi in battaglie sociali, a lottare contro la prostituzione, a prendere le armi vestite da uomini, accanto agli uomini.
Le autrici del volume fanno parte di Controparola, un gruppo di giornaliste e scrittrici nato nel 1992 per iniziativa di Dacia Maraini. Come opere collettive hanno pubblicato anche "Piccole italiane" (Anabasi, 1994), "Il Novecento delle italiane" (Editori Riuniti, 2001), "Amorosi assassini" (Laterza, 2008).
Una delle più tragiche, spaventose, e nello stesso tempo importanti vicende della storia del mondo occidentale riguarda la tratta atlantica degli schiavi. Fra l'inizio del XVI e la fine del XIX secolo milioni di prigionieri africani - uomini, donne e bambini - furono costretti a raggiungere le coste, vennero stivati su navi negriere in condizioni al limite della sopravvivenza per essere trasportati al di là dell'Atlantico, e infine furono sbarcati e brutalmente trasformati in forza-lavoro in un continente sconosciuto, fra gente straniera. Questo libro racconta perché nacque e prosperò tale commercio, qual era la condizione degli schiavi, come si giunse all'abolizione della tratta.
Lisa A. Lindsay insegna Storia nella University of North Carolina. Tra i suoi libri "Working with Gender" (2003).
"Unite le vostre forze perché siano destinate alla costruzione del futuro". Da queste parole, che chiudono il discorso con il quale l'Imperatore giapponese Hirohito dichiara la resa del Giappone il 15 agosto 1945, prende le mosse il volume, in cui si passano in rassegna le vicende dei principali paesi di quel territorio che normalmente si etichetta come Asia orientale. La sconfitta nipponica nella seconda guerra mondiale, infatti, si ripercuote pesantemente sui destini delle due Coree, di Taiwan, della Cina, oltre che dello stesso Giappone. E' illustrata - cronologicamente fino ai giorni nostri - la complessa evoluzione storica, politica ed economica di questi paesi, di cui sono descritte le trasformazioni radicali che li hanno portati a diventare protagonisti globali.
Antonio Fiori insegna Politica e istituzioni dell'Asia presso l'Università di Bologna.
Perché l'uomo combatte? Che cosa determinò il successo delle legioni romane? E si perverrà mai alla "fine delle guerre"? Il volume offre una sintesi complessiva del ruolo e delle forme della guerra nelle società umane. Adottando una originale prospettiva non eurocentrica ma globale, con particolare attenzione per il mondo islamico e l'Asia orientale, l'autore ripercorre l'evoluzione delle politiche, delle strategie, dei modi di combattere nell'antichità, nel Medioevo, nella prima età delle armi da fuoco e in quella delle rivoluzioni, nell'epoca dell'imperialismo europeo e nell'odierno mondo globalizzato.
Jeremy Black, fra i maggiori esperti di storia militare, insegna Storia nell'Università di Exeter ed è autore di numerosi libri di storia inglese ed europea. Con il Mulino ha pubblicato "Il mondo nel ventesimo secolo" (2004) e "Le guerre nel mondo contemporaneo" (2006).

