
"La storia dell'arte" è il libro sull'arte più famoso e popolare mai pubblicato. Per oltre cinquant'anni è rimasto un'ineguagliata introduzione alla materia, dalle pitture rupestri all'arte sperimentale contemporanea. In tutto il mondo lettori di ogni età e formazione hanno trovalo in Gombrich un vero maestro, capace di coniugare cultura e sapienza con il raro dono di comunicare in modo diretto l'amore profondo per i capolavori che descrive. La storia dell'arte deve la sua ininterrotta popolarità a una scrittura semplice e immediata, oltre che all'esemplare chiarezza narrativa del suo autore. Lo scopo, come direbbe Gombrich, è di consentire al lettore di "far fronte, senza smarrirsi, alla gran messe di nomi, periodi e stili che affollano le pagine delle opere più ambiziose" e grazie alla profonda conoscenza della psicologia delle arti visive, egli ci prospetta la storia dell'arte come "una continua tessitura e trasformazione di tradizioni, dove ogni lavoro accenna al futuro e ricorda il passato", "una catena vivente che collega ancora l'arte dei nostri giorni a quella dell'età delle piramidi". Il nuovo formato tascabile di quest'opera ormai classica intende rinnovarne il successo trionfale tra le future generazioni e riaffermarla quale scelta prioritaria per coloro che si avvicinano per la prima volta all'arte.
La testimonianza di Liliana Segre e il suo messaggio politico in un saggio di Giuseppe Civati che riprende, con grande cura, le sue parole e i suoi insegnamenti, in occasione della nomina a senatrice a vita da parte del Presidente Mattarella. Segre fu espulsa dalla scuola nel 1938. Fu clandestina, chiese asilo e fu respinta. Il 30 gennaio del 1944 fu deportata ad Auschwitz insieme a suo papà Alberto, che non sopravvisse al lager. Negli ultimi trent'anni, diventata nonna, ha promosso una straordinaria campagna contro l'indifferenza e contro il razzismo, in tutte le sue forme e le sue articolazioni. Le sue parole nitide, forti, indiscutibili sono un messaggio rivolto alle ragazze e ai ragazzi, suoi «nipoti ideali», perché non si perdano mai i diritti e il rispetto per le persone.
1989-2019: a trent'anni dalla caduta del Muro di Berlino, ancora si costruiscono barriere, in Europa e altrove. Tornare a parlare del 'Berliner Mauer', rintracciandone la storia e le finalità politiche, serve per comprendere appieno il concetto stesso di "muro": non come segno di sovranità e di controllo, ma come segno della mancanza, o della debolezza, di entrambi. Cadono le ideologie, restano le macerie, tornano le paure: di fronte a situazioni geopolitiche instabili, e a un fenomeno migratorio sistemico che tutti ci coinvolge, come possono reagire le generazioni post-Muro? In questo volume Piero Graglia ci parla delle società murate di ieri e di oggi, dalla Grande Muraglia cinese fino all'attuale confine USA-Messico, mettendoci in guardia rispetto al rischio che comporterebbero nuove chiusure nel panorama mondiale.
SPQR is the Romans own abbreviation for their state: Senatus PopulusQue Romanus, 'the Senate and People of Rome' - and this magnificent book is an eloquent and a definitive account of their story.
La nascita e lo sviluppo della civiltà dell'uomo hanno da sempre esercitato un fascino profondo e una curiosità difficile da appagare. Da dove giunsero i minoici, i troiani, i micenei? Da dove gli etruschi e tutti i popoli italici pre-romani, da dove ancora arrivarono i filistei, i frigi o gli indo-iranici e gli ario-vedici o gli stessi egizi? La storia dell'uomo dalla fine della glaciazione al 1000 a.C. appare come un mosaico, nel quale la ricostruzione storiografica solo in piccoli tratti riesce a mostrarci il vero volto del nostro passato. A partire dallo studio del significato del termine "Haou-nebout", con cui gli egizi identificavano un misterioso universo di isole densamente popolate proiettate nel cuore dell'Oceano, esaminando con cura tutte le fonti a disposizione, gli autori analizzano i vari contesti allo scopo di evidenziarne le contraddizioni e provocare nuovi interrogativi. Tra i tanti pregiudizi che è necessario eliminare c'è soprattutto quello legato alla capacità di navigazione nella preistoria: questo studio è volto a conferire al mare e ai suoi popoli un ruolo da protagonista nella nascita della civiltà.
Attraverso uno sguardo ai numerosi monumenti dedicati a Mazzini, il volume di Michele Finelli e Lorenzo Secchiari ricostruisce alcuni momenti significativi della storia del movimento repubblicano nelle province di Massa-Carrara e La Spezia. Dopo la morte del patriota (1872) in questa zona, roccaforte repubblicana in Italia, cominciò la costruzione di una "religione laica" che trovò nell'associazionismo operaio e nell'uso dell'iconografia mazziniana i suoi punti di forza. Non è un caso che la proliferazione di lapidi e bassorilievi dedicati a Mazzini fosse accompagnata dalla conquista da parte di repubblicani e progressisti di importanti comuni, come Carrara e La Spezia.
Maria Teresa d'Austria, l'imperatrice che più di ogni altra sovrana impersonò il riformismo illuminato dei principi, fu madre prolifica ed amorosa, attenta all'educazione dei suoi sedici figli. I caratteri educativi che emergono dalle lettere qui pubblicate, destinate sia alle figlie che alle dame preposte alla loro istruzione, rispecchiano i fondamenti morali e religiosi di un'educazione tradizionale. Trattandosi di lettere indirizzate a figlie destinate a regnare in paesi diversi presentano una visione della sovranità come 'servizio': da qui i consigli sui rapporti da tenere con il marito regnante, con la nobiltà locale, con i sudditi, e le esortazioni ad imparare la lingua ed i costumi del paese nel quale il matrimonio le porterà.

