
Alex Langer, le sue parole e la sua politica farebbero molto bene all'Italia e all'Europa di oggi. Per Langer la politica è progetto, proposta, ricerca di confronto. È fatta di spazi aperti, non di chiuse formule organizzative. È una politica della traduzione, in cui le parole non sono oggetti contundenti, da scagliare a destra e a manca, ma legami, ed è perciò necessario mettersi nelle parole degli altri, cercarne il significato e apprezzarne il contesto. In questa raccolta di discorsi e scritti di Alex Langer tutto è legato alla metafora a lui più cara, quella del «ponte», contrapposta ai «muri», alle «bandiere», ai «confini». La sua voce risuona oggi quanto mai attuale in un'Europa che rischia di essere devastata dai nazionalismi. I suoi discorsi sembrano quasi un commento all'attualità. Disfacimento dell'Unione Europea. Cambiamenti climatici. Confini e nazionalismi. Migrazioni/convivenza. E ciò per i ritardi che abbiamo accumulato, per l'incapacità di affrontare e risolvere i problemi di cui parlava, per un tempo passato invano, e ? certo ? per la sua capacità di guardare avanti, di antivedere, di usare piccole storie per grandi questioni.
La testimonianza di Liliana Segre e il suo messaggio politico in un saggio di Giuseppe Civati che riprende, con grande cura, le sue parole e i suoi insegnamenti, in occasione della nomina a senatrice a vita da parte del Presidente Mattarella. Segre fu espulsa dalla scuola nel 1938. Fu clandestina, chiese asilo e fu respinta. Il 30 gennaio del 1944 fu deportata ad Auschwitz insieme a suo papà Alberto, che non sopravvisse al lager. Negli ultimi trent'anni, diventata nonna, ha promosso una straordinaria campagna contro l'indifferenza e contro il razzismo, in tutte le sue forme e le sue articolazioni. Le sue parole nitide, forti, indiscutibili sono un messaggio rivolto alle ragazze e ai ragazzi, suoi «nipoti ideali», perché non si perdano mai i diritti e il rispetto per le persone.

