
In questo testo si indaga lo strato profondo, nascosto e radicalmente misconosciuto della stessa vocazione educativa, la configurazione delle pulsioni e dei moventi che riuniscono le persone oltre le dichiarazioni istituzionali e oltre le deontologie private, a cercare di "educare", trasformare, adeguare, influenzare l'altro. È il repertorio paradossale della passione e delle passioni dell'educare così come dei loro modi di estrinsecarsi e di dar luogo a comportamenti complessi. È anche il problema di un trattamento o di un uso delle motivazioni e dei piaceri dell'educazione, ma l'oggetto, cui solo la psicoanalisi può fornire il suo scandaglio profondo, resta proprio la matrice, l'origine e la fenomenologia di essi.
Mentre tutto scorre velocemente senza più tempo e spazio per soffermarsi a meditare e interrogarsi sul proprio agire e sul suo senso, in un periodo storico dominato da grandi conflitti mondiali, dove vengono alimentati l'odio e il risentimento che producono sofferenza e distruzione, si avverte l'esigenza di riflettere sul "perdono". L'invito proposto di imparare a perdonare non ha l'intento moralistico di contrapporre un'azione buona alla cattiveria della vendetta. Il perdono è oggi una delle forze più rivoluzionarie, controcorrente e costruttive che si possano mettere in campo per migliorare l'esistenza di ognuno di noi. Guardare al nostro presente e al nostro passato, indagando i meccanismi psicologici e le implicazioni emotive che caratterizzano il nostro vissuto quotidiano, per capire chi siamo e cosa ci spinga a comportarci in un modo o in un altro, serve non solo a comprendere noi stessi, ma anche a entrare in empatia con gli altri, evitando così atteggiamenti giudicanti. Questa guida lungo l'affascinante sentiero del perdono ci accompagnerà in un percorso stimolante di conoscenza, accettazione di sé e riconciliazione con gli altri.

