
«Se il lettore non crede in Dio, accetti almeno di sentirne parlare, fors’anche per trovare motivazioni più forti alla sua incredulità (in questo credo di poterlo aiutare). Se il lettore crede in Dio, ebbene, preghi! Ossia, rifiuti di lasciare che il suo desiderio si chiuda in uno spazio umano, troppo umano... ivi compreso quello spazio che odora troppo di religione».
Destinatari
Un ampio pubblico di laici e religiosi interessati a questioni di carattere filosofico-religioso.
Autore
Maurice Bellet è un presbitero, filosofo e teologo francese. È stato professore di filosofia presso l’Istituto Cattolico di Parigi e primo collaboratore non gesuita della rivista «Christus». La sua corposa opera spazia dalla teologia alla psicoanalisi, dalla filosofia all’economia.
«Mosso da uno slancio più da innamorato che da militante – ma si può anche diventare soldati per amore – mi autorizzo a dissertare solo in virtù dell’appartenenza al cattolicesimo, a quella Chiesa visibile e invisibile, di pietre e Spirito, nella sua duplice dimensione orizzontale e verticale. Di questa Chiesa non sono né un notabile né un funzionario, ma un semplice ostinato fedele che non ha nulla di distintivo rispetto alla folla degli altri fedeli. Il mio zelo è invisibile, discreto, non soggiogante: questo libro ne sarà – credo – l’unica testimonianza esteriore. Questa appartenenza mi conferisce e mi accorda una libertà inaudita. Una libertà di cui non avevo mai avuto prima la benché minima idea, e neppure il presentimento. È solo di questa libertà che voglio parlare».
Destinatari
Un vasto pubblico di religiosi e laici, credenti e non.
Punti forti
L'autore è una delle voci più importanti del panorama cattolico francese, impegnato in un volume agile e di alto valore culturale.
L’autore
Nato nel 1951, a Parigi, Patrick Kéchichian è stato giornalista e critico letterario del quotidiano «Le Monde» per oltre venticinque anni. Oggi collabora con molti giornali e periodici, fra cui «La Croix», «La Revue des deux mondes» e «Art Press». Ha pubblicato: Les usages de l’éternité. Essai sur Ernest Hello (1993); Les origines de l’alpinisme. Exercises spirituels (2001); L’aiguille de minuit. Carnets de l’alpiniste (2004); Des princes et des principautés. Pamphlet (2006). Infine, con il filosofo e teologo Stanislas Breton e con Philippe Morel, professore di storia dell’arte, La conversion de Paul (2001).
Secondo una tradizione rabbinica, nell’olam ha-ba’ (il mondo futuro) noi staremo seduti tutti in cerchio intorno a Dio, ed egli risponderà alle nostre domande. Che, essendo numerose, anzi infinite perché in questa vita sono in gran parte rimaste inevase, impegneranno l’eternità. Ma questo – al di là delle leggende e dei paradossi – è proprio il problema fondamentale della nostra esistenza, della nostra storia, della nostra teologia: la mancata rispondenza “automatica” tra domande e risposte.
Anche questo volume si colloca sulla scia del “primato delle domande”, perché pur nella ricchezza delle fonti citate, antiche, moderne e contemporanee, non ha la pretesa dogmatica di darci altrettante risposte. E questo non è un segno di agnosticismo, ma di fede, di attesa escatologica certa. Noi sappiamo che anche Gesù ha sperimentato dei “perché” senza risposta: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?» (Matteo 27,46). O meglio, dei “perché” la cui risposta è al di là della morte.
L’autore
Vincenzo Bertolone, vescovo di Cassano allo Jonio, è sacerdote della Congregazione dei Missionari Servi dei Poveri. Dopo la laurea in Pedagogia al Magistero di Palermo, ha conseguito all’ Angelicum di Roma il dottorato in Diritto canonico. Dal 1976 al settembre 2006 è stato membro del Consiglio Generale della sua Congregazione, ha insegnato religione nella Scuola pubblica e ha operato come cappellano al Carcere minorile di Palermo. È postulatore delle Cause di canonizzazione dei beati Giacomo Cusmano e Francesco Spoto e di quelle di beatificazione della SdD Vincenzina Cusmano e del SdD Francesco Paolo Gravina. Ha pubblicato tra gli altri: Sulle orme del Divino Viandante (2007); Sulla tua Parola (2007); San Paolo, l’innamorato delVolto di Cristo (2008);Alla ricerca di Colui che ti cerca (2008); La Chiesa che vorrei (2009); Briciole di speranza,...per guardare oltre, I (2009); Ars spes Ecclesiae (2009).
«Forse il più grande peccato del mondo di oggi sta nel fatto che gli uomini hanno cominciato a perdere il senso del peccato». Questa constatazione di papa Pio XII, tratta dal radiomessaggio del 2 ottobre 1946, sembra oggi diventare ancora più evidente e preoccupante. Potrebbe infatti sembrare che, ai nostri giorni, il problema del peccato sia del tutto superato, oppure si ponga in termini radicalmente diversi da quelli in cui lo ha posto la riflessione teologica tradizionale.
Consapevole dell’urgenza di questa «complementarità critica», fra teologia, scienze bibliche e scienze umane, il presente volume affronta la delicata problematica del peccato da punto di vista sia della teologia che della psicoanalisi.
Destinatari
Credenti e non, desiderosi di approfondire l’intreccio di prospettive di Bibbia e psicoanalisi sul tema della colpa e del peccato.
L’autore Marco Garzonio, nato a Milano il 3 settembre 1939, è giornalista professionista e psicologo analista-psicoterapeuta. È stato Capo Ufficio Stampa dell’Università Cattolica e Responsabile delle Attività Culturali dello stesso ateneo; Capo Ufficio Stampa della Giunta Regionale della Lombardia; Capo Servizio Interni a Tempo Illustrato; redattore de Il Giorno; Capo Servizio al Corriere della Sera, testata presso la quale è rimasto dal 1979 al 1995 e della quale è tuttora collaboratore fisso. Ha insegnato all’Università Cattolica ricoprendo l’incarico di Direttore della Sezione di Giornalismo della Scuola Superiore delle Comunicazioni Sociali.
Il camminare del teologo vede nella parusia l’eschaton, l’interpretazione ultima della “nostra” verità che lungo la strada sperimentiamo come mera anticipazione. Il primo volume del trattato ha cercato di pensare il cammino, che è escatologico. Questo secondo volume cerca di pensare in cammino il mistero dell’eschaton e cioè la parusia. In questo modo vuole ripensare il classico trattato De novissimis nei suoi temi caratteristici, ora però notevolmente trasformati perché considerati non come oggetti a sé stanti, come cose, ma all’interno della prospettiva escatologica, cioè dell’escatologia come anche una prospettiva del pensiero e del fare teologia.
Destinatari
Religiosi, studenti di scuole teologiche.
L’autore
Antonio Nitrola, nato nel 1958 a Roma, è professore incaricato di Escatologia all’Università Gregoriana di Roma.
In questo studio abbiamo inteso restringere il nostro diretto interesse alle sole liturgie occidentali, dando... al lettore una panoramica storica delle particolari eucologie e diversi sviluppi in seno alle varie aree ecclesiali. Questo, in particolare, perché la riforma voluta dalVaticano Il mirava alla revisione dei testi e della struttura in uso presso la Chiesa romana, per cui la nuova Liturgia Horarum è il frutto di un plurisecolare, svariato e ricco cammino fatto dalle diverse Chiese locali in Occidente. Ignorare il passato, le fonti e le esigenze di questa storia, significa sradicare dalle sue più profonde radici una «perla della preghiera cristiana», oggi in nostro possesso.
L’intento del nostro studio non era quello di fare una rassegna di teologia, quanto fare una storia che sfocerà, dopo il concilio Vaticano Il e la riforma di papa Montini, in una vera e propria teologia liturgica delle Ore.
Destinatari
Religiosi.
Autore
Arturo Elberti, sj, è incaricato dell’insegnamento della Teologia dei Sacramenti e della Liturgia presso l’Istituto di Scienze Religiose e la Facoltà di Teologia della Pontificia Università Gregoriana e la Facoltà Teologica del Pontificio Ateneo Antonianum (Roma). Tra le sue opere: La Liturgia delle Ore in Occidente. Storia e teologia (Roma 1998); Prospero d’Aquitania. Teologo e discepolo (Roma 1999); Dalla religiosità naturale alla fede. Centralità del mistero pasquale nella riforma liturgica (Bologna 2001[2]). Presso le Edizioni San Paolo: Lo Spirito e il sacramento della Confermazione (2003), nella collana “Alle fonti della Liturgia”.
Punti forti
Un argomento che interessa tutti i sacerdoti e i religiosi.
Autorevolezza dell’autore.
Questa raccolta di scritti presenta il pensiero di Charles André Bernard sul linguaggio simbolico secondo un arco cronologico, ma può suggerire diversi percorsi di lettura. Vi si trovano gli elementi per una comprensione globale della problematica del linguaggio simbolico: contesto storico della rivalutazione del simbolo nella cultura del Novecento; circostanze del suo accoglimento nel pensiero della Chiesa; motivazioni dell'urgenza di una sua piena reintegrazione nel discorso teologico. È possibile inoltre approfondire il rapporto tra linguaggio simbolico e espressione della vita cristiana nello Spirito, senza mai dimenticare peraltro la dimensione liturgica. I tre grandi articoli su Dionigi Areopagita costituiscono un'iniziazione al triplice linguaggio - concettuale, simbolico, mistico - dell'unica teologia e di riflesso all'espressione dei mistici cristiani. Altri testi consentono di cogliere meglio il rapporto tra l'espressione artistica e quella dell'esperienza spirituale a partire dal riconoscimento della natura essenzialmente simbolica del loro linguaggio.
Un saggio teologico di grande valenza culturale sulla discesa agli inferi di Gesù dopo la morte.
La vicenda terrena di Cristo si pone come la progressiva esegesi del Dio trinitario, dinamica incessante di Amore interpersonale, che per amore dell’uomo – raggiunto dal male e dal niente in molteplici modi – mette a rischio dentro la Storia tutto se stesso, fino al totale annientamento.
La discesa agli inferi di Cristo, ben lungi dal risultare l’extravaganza di un Dio lontano e solitario, si rivela anche l’opposto esatto del Nulla annichilente “che ingoia perfino Dio”: e cioè compimento definitivo di un’avventura “nuziale” con l’uomo impostata da Dio “en arché”, fin dal principio, nella kenosi primordiale della creazione, e “sospesa” dal peccato, cioè dal mancato “sì” a Dio del primo Adamo, uomo e donna. Un “riprendere le fila” della creazione, che il nuovo Adamo/Cristo compie, non a caso, in coppia con Maria/Eva, offrendo all’Umanità la definitiva icona dell’Uomo-Donna, insieme archetipo ed éskaton.
Destinatari
Sacerdoti, studenti di teologia.
Autore
Giorgio Mazzanti è sacerdote della Diocesi di Firenze e docente di Teologia sacramentaria presso la Pontificia Università Urbaniana in Roma. Accanto alla riflessione teologica sui sacramenti (I Sacramenti Simbolo e Teologia: I. Introduzione generale, II. Eucaristia Battesimo Confermazione, III. Ordine; Teologia sponsale e sacramento delle nozze) e sulla Teologia nuziale (Mistero pasquale, mistero nuziale; Persone nuziali. Communio nuptialis. Saggio teologico di antropologia), ha pubblicato testi di poesia (Il Canto della Madre; Nella adorata luce. Voce di sposo e voce di sposa), tutti editi dall’EDB di Bologna. Recentemente ha pubblicato un saggio sulla poesia, Tra soffio e carne. Una considerazione teologica sulla poesia, (EDB, 2009).
All’inizio degli anni Sessanta don Tonino Bello fu a Bologna dove studiò teologia nel seminario dell’Onarmo. Successivamente fu a Roma, dove accompagnò il suo vescovo alle sedute del concilio Vaticano II. Nello stesso tempo si iscrisse all’Università Lateranense dove conseguì la laurea in teologia nel 1965, l’anno della conclusione del Vaticano II.
I Congressi eucaristici e il loro significato teologico e pastorale è appunto la tesi di laurea di don Tonino Bello. Scritta durante il concilio, la tesi nasce dalla teologia preconciliare ma respira già la nuova impostazione. In questo senso essa è un documento significativo che rende conto della maturazione di don Tonino Bello e insieme di un cambiamento epocale.
All’interno della produzione letteraria di don Tonino la tesi di laurea acquista un significato tutto particolare. Nel clima del Congresso eucaristico nazionale essa invita a ripartire dai recinti del mistero per recare al mondo il segno vivo dell’amore di Cristo.
Destinatari
Sacerdoti, religiosi.
L’autore Antonio Bello, conosciuto come don Tonino, fu ordinato sacerdote nel 1957. Impegnato a favore degli ultimi, nel 1985 fu incaricato di guidar Pax Christi, il movimento cattolico internazionale per la pace. È in corso il processo di beatificazione. Presso le Edizioni San Paolo sono state pubblicate numerose sue opere, tra cui ricordiamo: Maria, donna dei nostri giorni (200114), Alla finestra la speranza (200214), Cirenei della gioia (20004), Vegliare nella notte (1995), Il Vangelo del coraggio (1996), Le mie notti insonni (20023), La speranza a caro prezzo (19992), Non c’è fedeltà senza rischio (2000), Benedette inquietudini (2001), Servi inutili a tempo pieno (2002) e Il Rosario. Preghiere e riflessioni di Don Tonino Bello (2008).
«La formazione è opera di amore. Il modello, il contenuto e il valore di riferimento è sempre Cristo, che non solo ha annunciato, ma in se stesso ha vissuto la radicalità della vita nuova del Regno.
L’appropriazione della sua persona, l’assimilazione, tramite un processo continuo e graduale di interiorizzazione, restano in ogni caso la via maestra del contenuto formativo».
L'autore
Vito del Prete, sacerdote, fa parte del PIME. Laureato in filosofia e in teologia, nel 1975 è partito per la missione in Bangladesh. Dopo lo studio della lingua inglese e bengalese, ha insegnato filosofia e teologia all’Istituto Teologico di Dacca. È Coordinatore del Progetto dell’Università statale della Cambogia e docente agli Istituti di Scienze Superiori di Nola, di Napoli e di Aversa. Attualmente è Segretario Nazionale della Pontificia Unione Missionaria, docente di Storia delle Religioni e di escatologia all’Istituto Scienze Religiose della diocesi di Aversa, e di Storia delle Religioni all’Istituto Superiore di Scienze Religiose della Facoltà di Napoli. Collabora con diverse riviste, tra le quali «Mondo e Missione», «Popoli e Missioni» e «Orientamenti Pastorali».
Se la fede è in crisi, nelle Chiese d’Occidente, la pratica sacramentale lo è ancora di più. Ma quali sono le ragioni di questa difficoltà di “praticare”, molto più grande della difficoltà di credere? Probabilmente si possono spiegare ponendo l’accento su come la fede rinvii innanzitutto alla persona del Cristo, assai generalmente rispettata, mentre la pratica sacramentale rinvii invece alla Chiesa, più volentieri criticata, quando non rigettata.
In questo volume Sesboüé ci invita a credere e a “praticare” attraverso una comprensione più alta dei sacramenti, sacramenti che ci spiega sono legati alla sfera del sacro, al rito che inscrive i suoi partecipanti in un ordine simbolico delle cose, estraneo forse al modo di fare e di pensare del nostro mondo pratico, efficiente e secolarizzato, ma essenziale per vivere appieno la pienezza della fede.
Destinatari
Sacerdoti
Autore
Bernard Sesboüé, nato nel 1929 a La Suzesur-Sarthe (Francia centro-occidentale), è entrato nella Compagnia di Gesù nel 1948 e, dopo gli studi filosofici e teologici, ha insegnato teologia e patrologia in varie università. Ha fatto parte della Commissione teologica internazionale, ed è autore di numerose opere, di cui molte pubblicate in italiano dalle Edizioni San Paolo, tra le quali: La personalità dello Spirito Santo. In dialogo con Bernard Sesboüé (a cura di S.Tanzarella, 1998); «Fuori dalla Chiesa nessuna salvezza». Storia di una formula e problemi di interpretazione (2009); L’avvenire della fede. La teologia del XX secolo (2009); Lo Spirito senza volto e senza voce. Breve storia della teologia dello Spirito Santo (2010).
Punti forti
Un autore di chiara fama.
Un tema da considerarsi centrale nella vita
di ogni cristiano.
Chi siamo? Da dove veniamo? Qual’è il nostro destino? Sono domande che nel corso della storia hanno avuto risposte differenti a seconda dei diversi approcci metodologici, oscillanti tra gli estremi di un materialismo riduzionista e l’arroccamento in un letteralismo biblico.
Charles Darwin ha dato una spiegazione scientifica dell’origine della vita e nel passato la sua teoria ha generato tensioni avverse in alcuni ambienti ecclesiastici, ma alla fine ha ottenuto il riconoscimento unanime della Chiesa Cattolica. La novità è quella di concepire un Dio non solo come creator, ma anche e soprattutto come evolutor. Questo libro intende dimostrare che le risposte alle questioni sull’origine del mondo e dell’uomo nascono da un insieme di contributi scientifici, filosofici e teologici.
Destinatari
Un ampio pubblico
Punti forti
Il libro raccoglie gli atti del Convegno L’evoluzione biologica. Dialogo tra Scienza, Filosofia e Teologia, promosso dall’AMCI e svoltosi nel novembre 2010.
Contributi di Gianfranco Ravasi, Antonio Lattuada, Giorgio Manzi, Santiago Sanz Sánchez, Giorgio Lambertenghi Deliliers, Franco Giulio Brambilla, Ludovico Galleni, Alfredo Anzani e Evandro Agazzi.
Un moderno approccio al dialogo tra Scienza, Filosofia e Teologia.

