
Non si può fare i cristiani.
Si può solo essere cristiani.
Perché si può solo essere di Cristo.
E non si può appartenere a una persona che per schiavitù, o per amore.
Tertium non datur.
Essere Cristiani vuol dire innamorarsi di Ges√π.
E per farlo non c'è altra possibilità che incontrarlo, che vedere il suo volto e ascoltare la sua voce, mettersi a tavola con lui...
Ed è questo per essere cristiani: rendersi conto che tutto ci√≤ √® possibile.
Gesù è ancora vivo.
Questo libro è un accorato e scanzonato invito a Cristiani e a non Cristiani, perché si torni a fissare gli occhi sull'unico vero cuore della fede; così da poter tornare a guardare la vita per, con e in Cristo con meraviglia, curiosità e passione
Questo è un libro di rottura rispetto alla pubblicistica consueta su Chiesa e Vaticano, tra affari, lotte tra cardinali e scontri di potere. È un libro che racconta la Chiesa meno visibile, ma che forse molti vivono senza neanche accorgersene. Non è un elogio della Chiesa, tutt'altro: è un pamphlet che non risparmia critiche, non fa sconti, ma si muove da dentro la Chiesa, dal lavoro quotidiano che fa e che, osservandolo, ci fa pensare "per fortuna che c'è la Chiesa!". Il lavoro della Caritas, i centri di accoglienza che a causa della crisi danno sostegno e ristoro anche a tanti italiani, non solo agli immigrati, e poi gli oratori che in molte città sono gli unici spazi dignitosi in cui portare i figli dopo la scuola, gli scout, le numerosissime persone che rispondono quotidianamente e a titolo gratuito alle tante emergenze sanitarie e alimentari. Oggi, con lo Stato sociale sbaragliato da una politica irresponsabile, la Chiesa c'è, è sul campo, agisce, spesso silenziosamente. Con questo libro viene allo scoperto, fa sentire la sua presenza. E chi meglio di don Virginio Colmegna, già direttore della Caritas ambrosiana e oggi presidente di Casa della carità, centro di accoglienza nel cuore di Milano, poteva comporre questo pamphlet sul ruolo fondamentale della Chiesa cattolica nell'Italia di oggi? Con il testo "Una 'nuova' evangelizzazione" di Carlo Maria Martini.
Di Berlusconi conosce tutto: i segreti professionali, il carattere, le passioni, le debolezze. Lo ha visto in famiglia, forte e positivo sul lavoro, fantasioso e incontenibile in politica, ma anche fragile e impaurito di fronte ai ricatti. Ora, per la prima volta, Vittorio Dotti, suo avvocato e stretto collaboratore, lo racconta ricostruendo un pezzo fondamentale della sua storia: dal 1980 al 1996, l'anno delle dimissioni di Dotti da capogruppo di Forza Italia alla Camera e della fine dei loro rapporti. Dalla Milano da bere di Craxi e Pillitteri alla fine della Prima repubblica e l'inizio della nuova. Un cambiamento epocale. Dalle acquisizioni della Standa e Mediolanum a quella clamorosa del Milan (dopo averci provato con l'Inter), al boom televisivo del Biscione con la felice espansione in Spagna e gli insuccessi in Francia e in Germania e l'avventurosa e impensabile esportazione della pubblicità tv in Russia negli anni della Perestrojka. Attraverso aneddoti, ricordi, rivelazioni, ecco i particolari di questo incredibile e italianissimo copione teatrale che a poco a poco ha costretto personaggi come Dotti a un progressivo allontanamento.
Una ricerca appassionata, paziente, vitale, mai paga di certezze stabilite una volta per tutte. Questa è la teologia che ha praticato Ortensio da Spinetoli, che ha affrontato con coraggio e determinazione alcuni concetti teologici che sono un tabù per la maggioranza dei credenti. Il "peccato originale" (di cui Gesù mai ha parlato), l"'ultima cena", l"'eucarestia", la "verginità di Maria", il "sacrificio della messa", la "mistica del patire", le basi stesse della dottrina cattolica sono indagate da Ortensio da Spinetoli con rigore e profondità. Questo libro, che viene pubblicato postumo, è un omaggio alla teologia come impresa scientifica sempre aperta a nuove scoperte e brillanti intuizioni.
Con queste pagine l'autore vuole aiutare a penetrare nel senso della confessione originale della fede che è il Credo apostolico.
Ritengo il presente lavoro molto importante e quanto mai attuale. Paola Cesca è stata capace di approfondire vari aspetti della missione di questa casa, esaminandoli alla luce della storia generale e delle storie personali, collocandoli nel contesto della geografia della salvezza, sottolineando l'importanza di una bellezza in grado di evangelizzare, di parlare di Cristo agli uomini di questa generazione. Il Concilio Vaticano II è venuto a illuminare la Chiesa in un momento di crisi, proponendo il ritorno alle fonti, necessario per scoprire la propria identità. Quali sono le fonti? Dove sono? Sono qui nella Terra Santa, perché tutto partì da qui. Qui si compì la storia di salvezza, da qui nacque il germe della salvezza annunciato dal profeta Isaia: “Un germoglio spunta dal tronco di Iesse”. Il germoglio è Gesù Cristo, che si è incarnato, che ha predicato, che ha sofferto, che è morto, che è resuscitato, che è salito al cielo, che ha inviato il suo Spirito Santo, che ha fondato la Chiesa e ci ha inviato ad annunciare al mondo la buona novella: il culmine di tutta la estetica. (dalla presentazione di Rino ROSSI, Direttore del Domus Galilaeae Monastery Korazim - Israele)
In questo stupendo libro, Paola Cesca ci aiuta a entrare in profondità in una delle tante manifestazioni di bellezza che ancora esistono nella Chiesa e sempre esisteranno – giacché essa è e sarà sempre viva! –, grazie al rinnovamento della fede. La Domus è frutto, oltre che dell'ispirazione di fede e del genio artistico di Kiko Argüello, iniziatore del Cammino Neocatecumenale, anche dell'amore alla Terra Santa e della fede di Carmen Hernández, iniziatrice con Kiko dello stesso Cammino: a lei si deve non solo l’idea di un casa sul monte delle Beatitudini, ma anche il fatto che i Francescani – con i quali aveva intessuto relazioni di profonda amicizia nel suo storico pellegrinaggio in Terra Santa nel 1963-64 – abbiano voluto lasciare la proprietà sul monte delle Beatitudini in comodato d'uso al Cammino Neocatecumenale per costruirvi la Domus Galilaeae. E' di grande rilevanza, pertanto, che il presente libro sia frutto della riflessione teologica di una donna cristiana, secondo quanto auspicato da Papa Francesco:
In virtù del loro genio femminile, le teologhe possono rilevare, per il beneficio di tutti, certi aspetti inesplorati dell’insondabile mistero di Cristo nel quale sono nascosti tutti i tesori della sapienza e della conoscenza (Col 2,3). Vi invito dunque a trarre il migliore profitto da questo apporto specifico delle donne all’intelligenza della fede.
Abito ormai da quasi quindici anni nella Domus Galilaeae, ma rimango ancora ammirato dalla sua bellezza, immersa nella bellezza ancor più grande della Galilea e del suo lago e nella bellezza della comunione che stiamo sperimentando. Posso anche testimoniare che tutti rimangono in qualche modo colpiti da tale bellezza: cristiani, ebrei, arabi, religiosi e laici, credenti e atei, perché la bellezza è un linguaggio universale. La lettura di quest'pera aiuterà il lettore a “decifrare” tale nuova estetica e a goderne, come un riflesso della divina Bellezza che si è manifestata prima nella creazione e poi in Cristo e nella comunità cristiana. (dall'introduzione di Francesco Giosuè VOLTAGGIO Rettore del Seminario Redemptoris Mater di Galilea)