
Mircea Eliade (1907-1986) è il massimo storico delle religioni del XX secolo. Romeno, raro esempio di capacità di padroneggiare culture e linguaggi mitologici differenti, dalla Grecia antica all'Australia aborigena, ci ha lasciato un vero e proprio "sistema ermeneutico" che consente di comprendere in profondità l'esperienza religiosa dell'umanità, fino ai nostri anni di apparente secolarizzazione. Ma Eliade è anche stato uno studioso della tradizione. Questo saggio illumina la rete completa dei suoi rapporti con i grandi autori tradizionalisti del XX secolo: il francese convertito all'islam René Guénon (1886-1951), l'indù Anandak. Coomaraswamy (1877-1947) e l'italiano Julius Evola (1898-1974), e la fecondità di un dibattito culturale durato decenni che ha formato la visione del mondo non solo dello stesso Eliade, ma di una buona parte della contemporanea riscoperta del sacro.
Il Cammino Neocatecumenale, dopo circa 60 anni di attività pastorale e di evangelizzazione che, dalla Spagna e dall’Italia, ha raggiunto bel 138 Paesi, aiutando 115 Diocesi ad aprire Seminati Redemptoris Mater per la nuova evangelizzazione, non è ancora conosciuto nella sua vera natura che è quella di essere uno strumento a servizio delle diocesi per impiantare una modalità di iniziazione cristiana in aiuto alla scristianizzazione e crisi di fede in atto oggi nel mondo, ed anche nella Chiesa italiana. Ben 5 Papi si sono dichiarati a favore di quest’opera in questi lunghi anni. Papa Leone, nell’incontro del 19 gennaio 2026, dopo aver rinnovato il suo ringraziamento per il servizio che il Cammino svolge, ha detto, parlando del Cammino: "un prezioso contributo per la vita della Chiesa". Con l’approvazione dell’itinerario neocatecumenale come "una modalità di attuazione diocesana dell’iniziazione cristiana degli adulti e dell’educazione permanente della fede", l’approvazione del Direttorio Catechetico, l’approvazione delle celebrazioni liturgiche, dovrebbe essere giunto il tempo non solo di togliere ogni dubbio ed ogni sospetto sull’ortodossia del Cammino, sul suo essere "un carisma" per la Chiesa di oggi, ma proprio per essere un "carisma ecclesiale" approvato, un carisma di cui la Chiesa - i pastori, i presbiteri, tutti i fedeli - possono avere fiducia per affrontare le sfide cruciali del nostro tempo.
Nei Commentari Piccolomini non narra tanto la sua vita, quanto il suo operato di Pontefice; del modo in cui e arrivato sul soglio di Pietro; del programma politico che, in questo ruolo, aveva cercato di attuare i commentari di pio ii rappresentano un vero e proprio memoriale dell'ascesa di enea silv io piccolomini al pontificato, scandito in dodici libri, tanti quanti sono quelli dell'en eide virgiliana, modello di riferimento principe per il piccolomini, ai quali fu aggiunto il tredicesimo libro. I commentari possono considerarsi insieme come un'autobiografia, un a cronaca storica e sociale del tempo, una descrizione geografica molto minuziosa. La cronaca si interrompe con il tredicesimo libro, incompiuto, dove si narrano le vicende relative all'allestimento del la crociata, un sogno di pio ii che non ha mai visto la luce. I volumi sono stati t radotti dal latino in italiano corrente da mino marchetti e sono arricchiti da sedici illustrazioni a colori (otto per volume). Esse raffigurano gli affreschi della libreria piccolomini (duomo di siena) che narrano gli episodi salienti della vita di enea silvio piccolomini, eseguiti da bernardino di betto detto il pinturicchio.

