
Eroe della lotta contro l'apartheid, Nelson Mandela (1918-2013) con la sua forza irrefrenabile, il suo grande coraggio e la sua determinazione ha cambiato il volto del Sud Africa. Le meditazioni di queste pagine prendono spunto da brani tratti dagli scritti di e su Nelson Mandela, come per esempio le lettere scritte durante la sua prigionia e la sua autobiografia.
Gesù rivela a Catalina Rivas il significato delle ultime sette parole da Lui pronunciate sulla croce per la conversione del genere umano.
A i suoi esordi, il XIX secolo appare dominato da un generale spirito di restaurazione. Si ritiene esigenza ecclesiale irrinunciabile il rifiuto dei princìpi della Rivoluzione francese, sovvertitori dell'ordine, si impone l'indiscussa fedeltà alle cose di sempre, si condanna ogni indicazione di novità nel pensiero e nel costume.
A partire da questo contesto iniziale, l'esperienza spirituale cristiana ottocentesca risulta caratterizzata da una lunga carrellata di volti e di personaggi - laici, religiosi e preti - che esprimono la loro forte tensione alla santità in modi diversi. Per alcuni la strada da percorrere consiste nel compimento esatto e costante del proprio dovere quotidiano; per altri, nello sforzo ascetico finalizzato ad acquisire e vivere le virtù; per altri ancora nell'obbedienza meticolosa alle norme canoniche vigenti, anche se immotivate e poco comprensibili, o nella scrupolosa fedeltà a particolari esercizi di pietà. Solo lentamente e con fatica riesce a farsi strada in questo contesto una spiritualità più chiaramente evangelica, che risospinge il vissuto caritativo quotidiano dall'ascesi metodica all'incontro con Cristo.
La domenica andando alla messa e Domenica è sempre domenica sono due canzoni popolari che ricordano la semplicità delle feste di un tempo, fatte di poche e piccole cose: la messa, le visite ai parenti e al cimitero, i pasti appena un po' meno spartani, la partita di pallone, il catechismo, il riposo. Quel mondo, oggi quasi del tutto scomparso, viene rievocato nel libro, che recupera il significato dello Shabbat ebraico, si sofferma sulla domenica cristiana, oggi oscurata dal week-end, e riflette sul fatto che riti, consuetudini e feste fanno l'identità delle comunità. Né trattato né saggio, lo scritto si propone di aiutare i cristiani a recuperare il senso di un giorno che la liturgia chiama "radioso e splendido". "Quando il week-end perde ogni riferimento al significato originario della domenica, accade che, immersi in molteplici attività "laiche", ci si chiuda in un orizzonte senza cielo. Così, per quanto vestiti a festa, ci si scopre intimamente incapaci di fare festa anche con Dio".
L'Editrice Monti presenta la sua nuova pubblicazione IL VANGELO SECONDO CARAVAGGIO (pp. 128 a colori € 12,00) di don Sergio Stevan e don Paolo Alliata, prefazione di monsignor Patrizio Garascia. In distribuzione presso la casa editrice e presso le migliori librerie di tutta Italia.
Di Leopoldina Naudet (Firenze 1773 - Verona 1834), fondatrice delle Sorelle della Sacra Famiglia, poco sappiamo degli anni precedenti la sua venuta a Verona. Per questo motivo, la pubblicazione di alcune sue Conferenze, tenute alle Dilette tra il 1800 e il 1806, risultano particolarmente significative, perché offrono indicazioni preziose in un periodo delicato per la comunità religiosa che si stava definendo. Le Conferenze, qui edite per la prima volta, mettono in evidenza una Naudet amabile e sensibile oratrice, che svolge un importante ruolo di direzione spirituale per esortare, correggere e animare le sorelle della comunità, facendole camminare nelle vie della virtù. Nelle parole di Leopoldina confluiscono la spiritualità carmelitana di Teresa d'Avila, che educa nella disciplina dell'orazione, la teologia della soavità, espressa da Francesco di Sales e da Giovanna Francesca de Chantal, che conduce per le vie della carità accogliente, la corrente francescana, che indirizza verso la sequela Christi all'insegna della semplicità e il modello ignaziano, che apre le porte dell'apostolato. Ma in queste Conferenze emergono anche elementi nuovi che anticipano le delicate caratteristiche della spiritualità delle Sorelle della Sacra Famiglia, che sono chiamate a seguire con semplicità Gesù, maestro misericordioso di umiltà e di pazienza, vivendo nella trasparenza di vita che, sostenuta dalla preghiera e dall'amore dei gesti quotidiani, si oppone all'ambiguità delle parole, all'ipocrisia...
Come accade che proprio dal centro, dal papa stesso, ci venga l'invito a guardare il mondo dalle periferie? Forse perché è la stessa persona che era vescovo "alla fine del mondo", fino a poco tempo fa? Cosa significa guardare il mondo dalla periferia? In che senso si capisce meglio la realtà? E come si distingue la differenza di sguardo? In fondo ciascuno di noi vede le cose con i propri occhi e non è facile comprendere come possano esserci altri sguardi... La Parola di Dio scritta nella Bibbia è anche il racconto di una esperienza di fede di un popolo "di confine", piccolo e irrilevante o quasi nel contesto del tempo. E il Figlio di Dio, Gesù, centro di tutta la storia, si fa uomo in quel popolo, in quella terra, in quella periferia. Dunque non è affatto questione secondaria sapere quale luogo si abita e capire il mondo dalla parte di chi è apparentemente irrilevante. "Perché la realtà si capisce meglio non dal centro, ma dalle periferie." (Papa Francesco)
Meditazioni sulla Via Crucis" "
Nel suo "manifesto" pacifista, uscito in forma anonima nel 1955 per evitare provvedimenti ecclesiastici, don Primo Mazzolari condensa la sua tormentata riflessione sulla guerra, maturata nel fuoco dei drammi del Novecento. Il testo ebbe una forte risonanza nei più disparati contesti culturali e due anni dopo il "parroco d'Italia" pubblicò una seconda edizione, sempre in forma anonima, tenendo conto delle reazioni suscitate. Tu non uccidere viene proposto per la prima volta in edizione critica, secondo il testo originario del parroco di Bozzolo, con un ricco apparato di note che aiuta a contestualizzare i passaggi e a comprenderne le fonti d'ispirazione, dalla Bibbia al magistero, dalla teologia morale ai fatti di cronaca. Un'ampia introduzione del curatore ricostruisce puntualmente la genesi del testo, collocandolo nel percorso di ricerca della pace che ha accompagnato il mondo cattolico nel corso del "secolo breve". Nella prefazione alla seconda edizione Mazzolari scriveva: "A nostro modesto avviso, il mondo, oggi, è pronto a capire il linguaggio evangelico sulla pace: anzi, è il linguaggio che esso attende con desiderio persino irritato dalla lunga attesa".
Il volume va alla ricerca dell'origine della spiritualità chiaravallense, che ha lasciato un'impronta profonda e incancellabile nella vita della Chiesa, nella sua sensibilità e nei suoi gusti, nelle sue lettere e nella sua arte. Al principio troviamo la Sacra Scrittura, che offre a Bernardo di Clairvaux i principi e le risorse del suo pensiero, della sua predicazione e, prim'ancora, della sua esperienza. E, infatti, la dottrina dell'"ultimo dei Padri", proviene dall'intimo e inesausto contatto personale con la Parola di Dio, ritrovata nel corso e ricorso della Liturgia. Egli è "Dottore mellifluo", poiché dalla "spremitura" di tale Parola si distilla e fluisce il sapere del quale viene alimentata senza sosta la Chiesa. Non mancano certo in lui la considerazione e la stima dell'aspetto intellettivo del mistero di Cristo, a cui è ininterrottamente volto il suo sguardo appassionato; ma egli mira a comprendere per amare, a illuminare per ardere, preoccupato a che la "filosofia" e la dialettica incontinente non stemperino il mistero e quindi disciolgano la cristologia. Ed esattamente nei confini della cristologia egli trova l'antropologia, in intima connessione e implicazione. La sua teologia la sua immagine di Dio - sale e si dispiega nella realtà della vita, della morte e della risurrezione di Cristo, il quale può essere definito l'epifania di Dio e la parabola dell'uomo.
L'ultimo libro di don Novello Pederzini è come la summa del suo pensiero.
L’immagine in copertina sembra privilegiare il solo benessere della coppia, ma, in realtà, il messaggio si rivolge a tutti: agli sposati e ai non sposati, agli anziani e ai giovani; a quanti hanno scelto la solitudine o sono costretti a vivere soli; ai consacrati, ai credenti e non; ai poveri e ai ricchi; a quanti vivono in stato di povertà e di difficoltà... a quanti vogliono valorizzare e godere del dono della vita, comunque essa sia, e a qualunque età.
Il libro prolunga e completa i libri precedenti, e in particolare Mettere ordine e Una carezza ravviva l’amore, per indicare il modo semplice non solo di vivere e di amare, ma soprattutto, di saper vivere e di saper amare.
Novello Pederzini - Sacerdote bolognese, dopo una lunga esperienza in provincia e presso la Basilica di S. Petronio di Bologna, è ora parroco della chiesa dei Santi Francesco Saverio e Mamolo della stessa città. E' dottore in Teologia e in Diritto Canonico, scrittore, conferenziere, predicatore di corsi di formazione e di esercizi spirituali, oltre che uno dei più apprezzati conduttori di Radio Maria. Consapevole che il primo dovere di ogni sacerdote è quello dell´evangelizzazione, ha fatto di essa il suo impegno fondamentale. Il problema - egli afferma - non è solo annunciare la Fede, ma di renderla accessibile e, soprattutto, vivibile nelle situazioni concrete della vita. La sua parola è semplice, essenziale, gradevole; e cosi anche i suoi libri che, pur trattando argomenti impegnativi, sono molto scorrevoli e di facile comprensione, anche per chi di libri non se ne intende. «I libri di don Novello - scrive un lettore - sono come le ciliege: uno tira l´altro, senza accorgersene!». Fin dagli anni ’70 Don Novello ha pubblicato vari testi per l’insegnamento della Religione nelle scuole medie superiori (Perché credo; Gesù oggi; Incontro con l'uomo; L'uomo nuovo).
Più di recente, con questa Casa editrice, ha pubblicato libri di pastorale. Nati per essere portati nelle case della Parrocchia, durante le benedizioni pasquali, i libri pubblicati con ESD si sono rapidamente diffusi, sia in Italia che all´estero.
Sono stati tradotti in molte lingue. Le Editiones sin fronteras di Bogotà (Colombia) ne hanno curato la traduzione e la diffusione in molte Nazioni dell´America Centrale e Meridionale di lingua spagnola. I suoi libri sono preziosi perché nascono, oltre che dallo studio e da una profonda cultura, dalla grande esperienza maturata nel corso di sessant’anni di vita pastorale, trascorsa a contatto con la gente comune, con i giovani, gli ammalati, i poveri, gli sfiduciati, i disperati, coloro che vivono con pena la loro solitudine ed il loro isolamento. Sono libri scritti per consolare, confortare, curare, elevare e dare un significato e un po’ di gioia a chi trascina la propria vita nella delusione, nell'insignificanza, nella paura e nella mancanza di fede.
Piccole e significative annotazioni si susseguono nel ricco taccuino scritto da Vittorio Bachelet nel 1964, l'anno della nomina a presidente generale dell'Azione cattolica italiana da Paolo VI, mentre il Concilio Vaticano II volge al termine e in Italia Moro guida il Governo. Scorrendo le pagine di questa agendina riusciamo a riavvolgere il filo delle sue giornate, fatte di incontri, impegni svolti attraversando continuamente l'Italia da un capo all'altro, riflessioni, pensieri, il tutto tramite il suo sguardo benevolo e sincero. Nella sua quotidianità, possiamo "respirare l'aria" di una stagione difficile e decisiva per la storia e il futuro sociopolitico e culturale non solo della Chiesa italiana, che si apriva al rinnovamento postconciliare, ma dell'intero Paese. Tra le osservazioni brevi, essenziali ma ricchissime di spunti, ritroviamo i ricordi di Gobetti, papa Giovanni, De Gasperi e tanti altri, le sensazioni e le tensioni di fronte a momenti storici quali i funerali di Togliatti o l'elezione del presidente della Repubblica Saragat, le veloci riflessioni sul ruolo della tv, sui rapporti tra gli uomini e sulla natura di ogni essere umano fino all'annotazione di sentimenti appartenenti alla dimensione familiare e privata. Tutte le sfere della sua vita si fondono in questa agendina, arricchita dalla prefazione di Paola Bignardi e dall'introduzione di Matteo Truffelli, regalandoci una testimonianza tutt'oggi di grandissima attualità.

