
Introduzione ricca, variegata e appassionata della spiritualità e del carisma del laico domenicano. Il laico domenicano non è un frate, ma è un battezzato, giovane o adulto, celibe o sposato, che è chiamato a vivere il carisma della Parola di Gesù nel suo contesto sociale e lavorativo.
I laici domenicani sono stati molti, alcuni anche molto noti: come Giorgio La Pira, professore universitario e sindaco di Firenze, Titina de Filippo, attrice e sorella di Peppino ed Edoardo, Piergiorgio Frassati, Aldo Moro, la beata Margherita da Città di Castello, la beata Osanna Andreasi, e santa Caterina da Siena, per limitare il nostro esempio alla sola Italia.
Dei venticinque anni di episcopato milanese e a ricordo del 50° della morte del Card. Schuster, il presente volume cura la riedizione delle sue prime due Lettere pastorali, di una sua allocuzione sinodale, di un penetrante e affettuoso opuscolo sulla Vergine - L'Evangelo di Nostra Donna - e dell'ultimo suo scritto o, meglio, canto monastico - il Carmen Nuptiale.Gli scritti e le direttive pastorali di Schuster possono apparire oggi come dottrine e orientamenti monasticamente ovvii o pastoralmente scontati; in realtà si avverte una penetrazione, un giudizio da cui si può intravedere la profondità e la "modernità" dottrinale. Scritti dotti e puntuali, ardenti e preveggenti. Per questo, le pagine di Schuster raccolte in questo volume hanno conservato una loro freschezza e un loro gusto, che gli anni non hanno consunto o appassito.
Il tema è la difficile ma fondamentale questione della conoscenza di sé: difficile perché si intreccia con l'intero percorso della cultura occidentale. Per questo, però, anche tema fondamentale, capace di raccogliere in sé il progetto e l'impegno di ogni esperienza umana. Tema, quindi, ineludibile, anche se la cultura contemporanea, non di rado, sembra essersi rassegnata a proporne una considerazione solo parziale e frammentaria o, addirittura, ad affermarne troppo rapidamente l'impraticabilità. Proprio per questo è parso utile ritornare alle sue profonde radici bibliche, segnatamente a quelle dei Salmi (R. Vignolo) e ripercorrere alcuni dei capitoli più illuminanti della sua ricca tradizione filosofica, teologica e spirituale come illustrata dall'itinerario di Agostino (A. Montanari). Ricollocando inoltre il tema nel suo orizzonte più proprio e naturale, quello della fede e della morale cristiana (P. Sequeri e G. Angelini). O, come spesso la tradizione cristiana ha amato esprimersi, all'interno del misterioso e affascinante rapporto tra la "conoscenza di sé" e la "conoscenza di Dio".
Il "Regolamento interiore", scritto dal beato Francesco Pianzola (1881-1943), sacerdote della diocesi di Vigevano (PV), per le Suore Missionarie dell'Immacolata Regina della Pace da lui fondate nel 1919 a Mortara (PV), è stato pubblicato per la prima volta nel 1940: la "storia" della redazione, durata vent'anni, fa del testo il "luogo" più significativo della sintesi del vissuto cristiano dell'autore, elaborata gradualmente attraverso un'incessante ricerca personale e un'azione missionaria a tutto campo. La ricerca si apre con la ricostruzione contestualizzata del percorso biografico del beato, passando poi alla presentazione del testo e all'analisi di alcuni temi spirituali per cogliervi elementi fondamentali e aspetti originali di una esperienza spirituale che presenta i valori comuni ad ogni spiritualità cristiana, accesi dal "colore" di un carisma specifico, e può essere fecondamente proposta, ancor oggi, ad ogni cristiano che vuole vivere secondo il Vangelo.
In questa antologia Alessandro Pronzato propone una galleria di autori diversi tra loro per qualità di scrittura, concezione della vita, notorietà e popolarità, esperienze esistenziali. Ognuno di loro offre un fascio di spighe di riflessioni. Da questo fascio, ogni lettore può estrarre la sua spiga con i vari chicchi di saggezza, e nutrire la sua anima.
Dai testi inediti della Madre Anna Maria Cànopi (salita al cielo il 21 marzo 2019) un libro audace e solenne per indagare nel nostro io tutte le dimensioni dell’amore.
Un testo sorprendente, profondo e autentico per prepararsi alla solennità del Natale.
Riproporre oggi, in un contesto secolarizzato, i misteri del Sacro Cuore, non nelle logiche separate e riduttive di una devozione a sé stante, ma in posizione di centralità rispetto alla vita del cristiano. Con questo obiettivo il lettore viene accompagnato in un viaggio che dalla dimensione antropologica attraversa quella liturgica, associando la contemplazione cosmica all’impegno storico, nell’apertura alla prospettiva escatologica.
Luciano Benoni Mazzoni
dirigente e consulente in etica d’impresa, è impegnato in ambito ecclesiale, ecumenico ed interreligioso e ha studiato scienze antropologiche e teologiche presso l’Università di Bologna, la Pontificia Università della Santa Croce, l’Università di Urbino.
Ha curato varie pubblicazioni, tra cui “Un Alleluya in eredità”, “La soglia", "Dialoghi sul frammento”, “Liturgia cosmica” e, insieme alla moglie, “Parola di saggezza” (commento ai vangeli domenicali-anno A).
Pubblicista, è vicedirettore della Rivista “Un futuro per l’uomo” e vicepresidente dell’Associazione italiana Teilhard de Chardin.
Ritenuti a torto un mero retaggio del passato, i vizi capitali costituiscono un'autentica enciclopedia delle passioni umane, una lettura geniale dell'agire umano nelle sue derive negative e nei beni cercati attraverso di essi. Chiunque consideri con attenzione questi vizi potrebbe trovarvi ogni possibile situazione di vita, di classe sociale, di attività proprie della giornata dell'uomo di sempre. Si potrebbe dire dei vizi capitali quello che il regista polacco Kiesloswski aveva osservato a proposito dei comandamenti: "Essi riassumono l'intera nostra esistenza, ciò che siamo e ciò che vorremmo essere: tutti li disattendiamo eppure tutti ci riconosciamo in essi". Questa polarità di trasgressione e ideale evidenzia la perenne attualità del discorso sui vizi, mettendo in guardia da una suggestione mortale: la tentazione di eliminare gli ideali dalla vita, rassegnandosi ad accogliere passivamente ciò che capita, con indifferenza. L'importanza di studiare i vizi capitali si giustifica infine per la profonda saggezza di cui sono portatori. Non a caso sono stati lungo i secoli oggetto di indagine da parte di artisti e studiosi delle discipline più diverse: le loro analisi delineano un profilo dell'uomo di tutti i tempi. Questo libro intende esplorare tale saggezza, avventurandosi in un percorso affascinante che coinvolge teologia, filosofia, psicologia, arte e letteratura.
La pubblicazione Tre Santi: una Verità raccoglie le conferenze di una serie di Giornate di studio, tenutesi presso l'Istituto di Spiritualità della Pontificia Università Gregoriana, all'interno della propria attività di ricerca e di insegnamento. Le conferenze sono state dedicate a tre nuovi santi recentemente canonizzati da Papa Francesco: Papa Paolo VI, Mons.Óscar Arnulfo Romero Galdámez ed il Card. John Henry Newman. Con il contributo di vari Professori della Unità Accademica in collaborazione con altre Istituzioni Accademiche romane, ci si è fermati a riflettere sui vari aspetti peculiari ed originali che hanno caratterizzato l'apporto peculiare ed originale di Papa Paolo VI, di Monsignor Romero e del Cardinale Newman all'interno di ciascun itinerario in risposta alla chiamata del Signore; i Tre Santi hanno vissuto nel desiderio di raggiungere il fine, per il quale sono stati chiamati dall'eternità nel piano d'amore del Signore, piano ad essere santi come lui è Santo (cf. Lv 20,26) e diffondere nella Chiesa e nel mondo il buon profumo di Cristo (cf. 2Cor 2,15), in relazione ed in unione con il Signore secondo la propria vocazione personale.
L’opera valtortiana è stata lodata e apprezzata con attestati autorevoli, ma è stata anche discussa e osteggiata. La sua posizione nella Chiesa viene documentata e chiarita in questo libro, che mette a confronto favorevoli e contrari. L’introduzione illustra la figura di Padre Berti e il suo ruolo determinante nelle sofferte vicende della pubblicazione.

