
Attorno alla domanda fondamentale – Chi è Dio? – ruotano gli interrogativi più scottanti per l’uomo di oggi: È possibile conoscere Dio? Che senso hanno le nostre parole su di lui? Come coniugare Dio e la sofferenza? Domande inquietanti che
François Varillon (1905-1978) – gesuita, docente di lettere e filosofia, autentico rinnovatore dell’intelligenza della fede cristiana – affronta con rigore e precisione, con conoscenza di causa ed equilibrio. Un libro che parla al cuore di ciascuno perché capace di immettere in un testo di alta riflessione, la passione e l’autenticità di una ricerca personale e di un dialogo franco e cordiale con il mondo di oggi. Filosofia, teologia e spiritualità si uniscono senza confondersi per dare al lettore una parola “forte” in grado di narrare la “debolezza” di Dio e la grandezza che attende l’ uomo. L’opera, costantemente riedita in francese, ha ottenuto il Grand Prix catholique di letteratura.
La mia anima beve
silenzio.
Pulsa la luce leggera
come lampada fioca
alla punta estrema
del cuore.
“Leggendo le poesie di don Angelo Casati si prova una sensazione rara: oggetti della vita di tutti i giorni giacciono lì silenti, e lì giacciono le parole che li definiscono. All’improvviso la parola è detta e l’oggetto si colora, si anima e l’occhio che prima lo osservava ecco che lo assume e lo conduce fino al cuore: il grembiule di una casalinga, il vano di una finestra, il rintocco di una campana, la ressa di un autobus, l’asfalto di un marciapiede, le rocce di una terra santa sono altrettanti luoghi di un annuncio di vita per la vita. Non conta la pretesa nobiltà dell’oggetto, non conta la sua grandezza o maestosità, non conta il suo apparire né l’imporsi. Conta la purezza dello sguardo che vi si posa, conta la finezza dell’udito che lo ascolta, conta la docilità del cuore che lo accoglie”
(dalla “Prefazione” di Enzo Bianchi).
Angelo Casati (1931), presbitero della diocesi di Milano dal 1954. Dopo aver insegnato al seminario diocesano e aver esercitato il ministero a Busto Arsizio e a Lecco, è da oltre vent’anni parroco a San Giovanni in Laterano a Milano.
“Insegnare ai figli la virtù
e la conoscenza di Dio
spetta ai padri,
dare ai figli la sapienza
spetta invece al Signore”.
Seconda edizione
interamente rifatta e ampliata.
Lavoro di uno specialista estremamente competente, ma anche opera di un uomo di fede profonda e di assidua preghiera, questo saggio sulla paternità spirituale nel pensiero di Evagrio Pontico ci porta a cogliere il senso autentico di ogni paternità: dare la vita, offrire a un altro lo spazio perché sia se stesso, nella libertà. E senso della vera figliolanza è la libera accoglienza di se stesso come essere-in-relazione. Questo lucido esame delle fonti del monachesimo orientale ci aiuta a scoprire le radici dei nostri attuali malesseri occidentali, ma ci indica anche la direzione per uscirne: non limitarsi al rimpianto o allo studio, ma impegnarsi a vivere con umiltà e serietà.
Gabriel Bunge, eremita di grande discernimento spirituale, profondo conoscitore di Evagrio e dei padri del deserto, ma soprattutto uomo di intensa preghiera, vive in un eremo nel Canton Ticino. Presso le nostre edizioni ha pubblicato anche Akedia, il male oscuro, Vasi di argilla e Vino dei draghi e pane degli angeli.
Quale Vangelo siamo chiamati a comunicare e a quali uomini? Al mondo che cambia dobbiamo annunciare un Vangelo nuovo, o aiutare a riscoprire le verità antiche, che sono poi quelle eterne? Nella traversata, ci sono alcuni fari che possono orientare la navigazione? Attorno a questi interrogativi, semplici e impegnativi ad un tempo, si snodano le riflessioni proposte dall’autore, frutto di alcuni ritiri spirituali a gruppi di cristiani comuni, desiderosi di collocarsi in modo sereno e costruttivo nel mondo in cui si trovano a vivere.
Note sull'autore
Giovanni Nervo (Casalpusterlengo - MI, 1918), sacerdote della diocesi di Padova dal 1941, è stato vicepresidente della Caritas italiana dal 1971 al 1986 e poi coordinatore dell'Ufficio Chiesa-territorio della CEI. Attualmente è responsabile per questo incarico nella sua diocesi e presidente onorario della Fondazione «Emanuela Zancan» di Padova. Per le EDB ha pubblicato Educare alla carità. Per una chiesa credibile (1990); Parrocchia e carità. Schede su Evangelizzazione e testimonianza della carità (1993); Anziani, problema o risorsa? (1994); Il consenso democratico rafforza le disuguaglianze? Riflessioni sulle politiche sociali (1995); La scelta preferenziale dei poveri (1996); Immigrati: un'emergenza o un futuro? (1996); Obiettori di coscienza: imboscati o profeti? Riflessioni sulla pace (1996); Dio Padre, voi tutti fratelli (21999), La carta d’identità del cristiano (2002).
L AUTORE DI QUESTO LIBRO RIFLETTE SULL ASPETTO MESSIANICO DI GESU, ATTESO DA ISRAELE COME LIBERATORE E PROFETA, RISPOSTA ALL ANELITO DI LIBERAZIONE E PIENEZZA DI VITA NEL MONDO ESTERNO. CAMMINARE IN AVANTI E`UN DOVERE FONDAMENTALE DELLA NOSTRA IDENTITA CRISTIANA. CIO`SIGNIFICA PROGREDIRE NEL NOSTRO CONTATTO CON DIO E NEL SERVIZIO DEI FRATELLI; PROMUOVERE SIA LE STRUTTRE CHE LE ISTITUZIONI; ADOPERARCI PER APRIRE NUOVE FRONTIERE ALLA MISSIONE DELLA CHIESA. QUESTA RACCO LTA DI DISCORSI E DI STUDI DI CRISTOLOGIA CREANO UN QUADRO IN CUI RIFLETTERE SULL'INSEGNA

