
«Cosa sono quarant'anni, piccirì? - disse don Ennio - Se vuoi davvero capire dov'è l'errore devi prima di tutto abbandonare gli schemi mentali che usi tutti i giorni. Quelli ti possono servire per arrivare in ufficio in orario, ma non servono per scoprire dove si nasconde l'errore quando parliamo del mondo, della perfezione del creato e della rivelazione di Dio. In questo caso quarant'anni valgono come un secolo [...]o come un solo secondo. Non importa. Ma tu dammi retta, tu corri attorno a questo cortile per cinque minuti e poi ne riparliamo. Il nostro corpo è molto più saggio della nostra mente. Arriva prima, tutto qui. La mente lo segue; arriva più tardi, tutta seria seria, corrucciata, piena di dubbi, là dove il nostro corpo è già arrivato da solo, con un salto». «Piccirì» è l'Autore che, in uno straordinario intrecciarsi di ricordi e percorsi, rilegge la sua avventura umana come fosse un viaggio interiore... e fa emergere domande di senso e nuove e significative risposte sulla vita, l'esistenza, la morte, l'eterno, gli altri, la fede, Dio.
Sfogli le prime pagine e a colpire quasi fossero veloci pennellate sono personaggi e paesaggi che popolano le pagine del Vangelo di Marco. Veloci, dirette, sintetiche. Perché così è Marco. Capace di andare al cuore di tutto senza troppi giri di parole. Il deserto, Giovanni, il Regno, il nuovo del Vangelo... Tutto viene decisamente incontro al lettore che da quelle pagine si voglia, onestamente e silenziosamente, lasciare raggiungere. A parlare è l'inedito. A voler essere ascoltato è l'inaudito. Don Paolo Scquizzato allora attraversa tutto il Vangelo secondo Marco, commentandone oltre 50 brani, pagine scelte appunto, in modo breve ed efficace, facendo emergere quell'in-audito capace di parlare e chiamare.
Gabriele è un bambino autistico. La prima ad accorgersene è la mamma. Comincia la sequela di visite da pediatri e logopedisti, ma all'inizio il disorientamento e lo sconforto sono grandi. Grazie anche all'aiuto di un figlio spirituale di Padre Pio, mamma Valentina (l'Autrice) intuisce però che in ogni situazione dolorosa è racchiusa un'opportunità: si tratta di non arrendersi e di affidarsi a Dio. Parallelamente si intensifica il suo rapporto con la madre, morta in realtà già da anni, ma che Valentina inizia a sentire particolarmente presente. Ed è a lei che l'Autrice scrive idealmente le sessantacinque lettere in cui si articola il libro: scriverle è al tempo stesso un modo per dare libero sfogo alle proprie speranze e paure e per chiedere un aiuto a far tornare Gabriele da quell'oblio in cui sembra prigioniero. Il bimbo riuscirà a vincere la sua battaglia grazie alla tenacia e alla preghiera della mamma e all'affetto del fratellino e del papà.
In queste pagine Grün ci conduce alla scoperta delle molte vene d'oro che vale la pena «estrarre» da noi stessi, come il silenzio, il perdono, l'amicizia, la natura, la presenza di Dio, il desiderio, la ricerca. Grande tesoro nascosto in ciascuno di noi è la gioia. Numerose sono le occasioni per gioire: il dono della vita, la natura, i piccoli successi di ogni giorno, i rituali (positive abitudini quotidiane o legate alle feste), gli amici, la buona tavola, la relazione con Dio. Gioire è una questione di scelta: posso decidere consapevolmente di gioire o di lamentarmi per ogni difficoltà. La scelta di gioire non ignora i lati negativi della vita, ma anche nell'oscurità vede brillare una luce e cerca di raggiungerla.
Si tratta di una raccolta antologica di scritti di Gibran sul tema dell'amore. Questa edizione presenta i brani come tessere di un disegno che apparirà alla fine: il discorso del profeta Almustafa sull'amore introdotto dalle parole «Quando amore ti chiama, segui il segno», che viene posto a conclusione e coronamento del volume a ricomporre un mosaico immaginario. La nota di fondo è la coniugazione tra amore e infinito, che si esprime nella convinzione che la vita non abbia limite nell'individuo e nella caducità, ma risponda all'eternità da cui scaturisce. Un amore che è tensione di tutto l'essere individuale e cosmico, in armonia con l'ambiente naturale.
Un delicato testo di esercizi spirituali non per “addetti ai lavori” ma per ogni cristiano che desideri ritagliare un po’ di tempo per la preghiera, per il silenzio, e che voglia essere accompagnato in questa sua ricerca interiore.
Il libro è incentrato sul primato degli ultimi, dei poveri, degli emarginati, che sono profeti di speranza; la preghiera del povero sale a Dio, “Lasciamo che il suo appello ci scaldi il cuore, ci cambi e converta la nostra preghiera”. Ai parroci e alle comunità l’autore ricorda che Gesù “manifesta la misericordia di Dio nel suo amore preferenziale per gli ultimi, rivela il senso della sua incarnazione, il compimento della nuova alleanza”.
Il cammino dell'amore é la seconda parte della raccolta di scritti di fratello Gian Carlo Sibilia, fondatore dei Piccoli Fratelli di Jesus Caritas. Come per la prima parte di questa raccolta - Nell'amore di Gesù (Ave 2019) - é l'amore il tema centrale della riflessione dell'autore: l'amore di Gesù per noi, dal quale tutto nasce grazie al quale tutto vive, e il nostro amore, povero e piccolo, che cerca di corrispondere a questa sovrabbondanza di doni rendendone ragione. Se il cuore è l'amore, gli occhi sono la meraviglia, e attraverso di essi si può riconoscere, accogliere, desiderare di imitare Cristo. Solo uno sguardo meravigliato può far entrare nel cuore un amore tanto grande: é lo sguardo di chi é povero in spirito e, per questo, beato. É lo sguardo di tutti i santi, al quale si associa quello di fratello Gian Carlo, perché anche noi possiamo farlo nostro nella vita di ogni giorno.
Potremmo interrogarci sul nostro modo attuale di guardare: riusciamo a vedere Gesù nella nostra vita, nelle Scritture, nella liturgia, nel fratello o nella sorella della comunità? Oppure il nostro è uno sguardo confuso? Cosa si sta frapponendo tra noi e Gesù Cristo? Chiaramente il discernimento è il frutto dell'opera dello Spirito Santo in noi, nella comunità cristiana, nel mondo, ma richiede anche una lunga e faticosa educazione dello sguardo.
E' merito del cristianesimo aver ripreso e integrato l'idea antica di città, concepita da Aristotele e poi da Cicerone, non come cerchia di mura ma come abitazione di uomini. Grazie al pensiero di alcuni grandi scrittori cristiani, in particolare di Agostino, si svilupperà una visione antropologica della vita urbana, da cui prenderanno forma anche una teologia e una spiritualità della città. La spiritualità politica tende a confezionare l'abito virtuoso della città, formando i cittadini alle virtù naturali della giustizia, della prudenza, della fortezza e della temperanza e rilevando la valenza politica della fede, della speranza e della carità, che i cristiani sono chiamati a esercitare per dono di grazia, come virtù soprannaturali. Una spiritualità politica che sia memoria dello spirito, come la teologia politica è memoria di Dio, nella città dell’uomo. (dall'introduzione dell'autore)
Il sogno di Maria invita il lettore a intraprendere un'affascinante riflessione ecclesiologica che si ispira alla figura di Maria di Nazaret, discepola del Figlio e annunciatrice di un’umanità rinnovata. L'autore guida il lettore attraverso un percorso che mira a far emergere i paradigmi ecclesiali insiti nella sua esperienza, promuovendo processi di discernimento capaci di rivelare il sogno missionario che si cela nel cuore della comunità. Attraverso un’analisi attenta e una scrittura evocativa, il libro offre spunti preziosi per avviare sperimentazioni verso il cambiamento, incoraggiando un impegno rinnovato per una comunità sinodale e missionaria. Un invito a riscoprire le radici della fede e a esplorare nuovi orizzonti di solidarietà e partecipazione, per costruire insieme un futuro di speranza e di azione condivisa.
Se la paura può isolarci, l'amore condiviso ci restituisce alla bellezza di una vita vissuta insieme. Di santa ragione intreccia le voci dei giovani di oggi con quella di Pier Giorgio Frassati, giovane del 1925, che sarà canonizzato nel 2025, attraverso sette storie sei più quella di chi legge che invitano a raccogliere sogni, sfide e speranze. Fede, giustizia sociale, amicizia, passione per la montagna e amore per la verità: i suoi ideali parlano ancora, con sorprendente attualità, alle nuove generazioni. Un invito a vivere con slancio il quotidiano, ispirati da un vero santo della porta accanto che illumina il cammino di tanti giovani nel mondo.
Accostarsi a Maria significa varcare la soglia della Bellezza. Questo volume offre un percorso di meditazione che intreccia, in un dittico fecondo, la verità della Parola e l'emozione dell'arte. Capitolo dopo capitolo, profilo della Vergine emerge nel suo spessore di donna e madre: dall'ascolto del progetto divino allo stare sotto la croce, fino alla luce della speranza. Attraverso il dialogo tra brani biblici e capolavori di artisti di diverse epoche, il lettore è invitato a leggere in controluce la propria vita. Uno strumento prezioso per entrare nel Mistero e trovare, nella fede di Maria, un orientamento lucido e resiliente per il cammino personale e sociale di ogni giorno.
Fabrizio De Toni entra, a 10 anni, nel seminario diocesano di Pordenone. Nel 1987 viene ordinato presbitero e lavorerà come animatore in seminario, quindi vicario parrocchiale e parroco. Prima di approdare all'Azione Cattolica nazionale,opererà in qualità di vicario episcopale per la Pastorale
e assistente diocesano dell'Ac. Nel 2017 è nominato assistente centrale del Settore adulti di Ac e, nel 2018, del Mlac. Ha conseguito il dottorato in Teologia pastorale pressola Pontificia Università Lateranense. Attualmente parroco a Cordenons, è docente presso lo Studio teologico diPordenone, prestando servizio in ambito diocesano.
Veronica Rossi è delegata regionale dell'Umbria. Laureata in Conservazione de Beni culturali, è maestra di scuola dell'infanzia. Dal 2007 cura progetti di arte e, dal 2018, collabora con il Settore adulti dell'Ac per la rubrica #ArtèParola e per seminari di catechesi e arte presso Casa S. Girolamo
a Spello (Pg).

