
Un percorso narrativo e spirituale (con illustrazioni al tratto) che ripercorre il cammino ideale di ogni visitatore, viaggiatore e pellegrino in Terra Santa. Prendendo spunto dalla vita pubblica di Gesù, l'itinerario prende le mosse dal deserto attraverso la Galilea (Nazaret, Cafarnao e la regione del lago di Tiberiade) fino a Gerusalemme. L'approccio semplice e divulgativo aiuta il lettore a riscoprire passo dopo passo il messaggio dei quattro Vangeli.
In un mondo dilaniato da discordie, sofferenze ed eventi disastrosi, la Fede è ancora capace di dare risposte luminose nell'oscurità del mondo? Perché il mondo non può fare a meno della Fede? Don Stefano Tardani lo racconta a Federico Piana, giornalista di Radio Vaticana, durante una serie di interviste nella rubrica #poptheology - risposte di fede per l'uomo qualunque. Oggi quelle interviste sono state raccolte in questo libro che l'Autore affida al cuore e all'intelligenza di quanti vorranno aprirsi a una maggiore comprensione della "Bontà della Fede" per riscoprire il senso profondo della vita e dare un volto umano all'esistenza, che non può e non deve essere affidata alla sola tecnologia, al potere economico, politico o ideologico.
Un delicato viaggio nella memoria famigliare, seguendo i ricordi che Letizia, contadina ormai ultraottantenne, vuole condividere con le nipoti, perché qualcosa resti. Non solo della sua storia, ma delle sue conoscenze e dei piccoli segreti di ruralità e natura. E proprio la natura, la campagna, il bosco, l'orto, sono - insieme a Letizia - i protagonisti del romanzo. Ogni capitolo si apre con delle note sulla cura e sull'utilizzo di specifiche piante ed erbe, che fanno parte di una storia in cui prendono forma luoghi e ambienti, dove ritornano figure del passato ed eventi della vita, emozioni e sentimenti. E quel sapere antico, eco di un passato intensamente vissuto e ancora buono per il futuro che ci attende.
"Passione" è una parola capace, come poche, di interrogare e perfino sconcertare. I suoi significati son così molteplici e diversificati da indurre talvolta all'equivoco. Passione può indicare, di volta in volta, interesse profondo che motiva e sostiene, energia vitale che dà coraggio e forza, impeto oscuro e distruttivo, forma estrema di esposizione alla violenza e alla sventura. Il tema della passione è oggetto di una singolare riabilitazione da parte del pensiero filosofico e teologico contemporaneo. Gli autori di questo volume, tre specialisti di discipline diverse, offrono orientamenti per decodificare l'universo della passione e delle passioni, in chiave antropologica (Romolo Rossini), biblica (Ernesto Borghi) ed ecumenica (Andrea Malfatti).
Come possiamo parlare di eternità quando sappiamo bene di appartenere al tempo, addirittura di essere tempo, un tempo finito e limitato? Che significato può assumere per noi espressione vita eterna V VVV quando è evidente che la nostra vita terrena è finita e indirizzata verso la morte? Fin dalle epoche più remote si cerca di immaginare l'eternità e si spera nell'immortalità. Religioni, filosofie, teologie, spiritualità si sono da sempre interrogate sulla destinazione ultima dell' essere umano: morte senza appello, oppure un'altra vita che ci attende?
Nel presente volume, che ospita le riflessioni illuminanti di un biblista di una teologa, questa antica domanda è assunta in tutta la la sua radicalità e trova, alla luce della speranza cristiana, una rinnovata e promettente riformulazione: forse che l'eternità non si affaccia già qui e ora infilata in qualche misura nella vita presente, come anticipazione di ciò che potrà manifestarsi pienamente oltre l'esistenza terrena?
Dalla notte dei tempi, poesia e preghiera hanno camminato insieme. Perché la poesia, anche quando non invoca Dio in modo esplicito ma dà voce all'inquietudine della condizione umana, alla confusa bellezza dei sentimenti che ci agita, alle asperità del quotidiano, è ascesi - un esercizio di attenzione al mondo e a ciò che lo trascende. La poesia, quando è davvero poesia, religiosa o meno che sia, ci spinge oltre noi stessi, sull'orlo dell'indicibile, là dove terra e cielo si sfiorano. E, su quel confine vibrante, ricava uno spazio sacro in cui le parole si intrecciano in modo inaspettato, smentiscono le leggi della grammatica, accendono immagini e orizzonti: non servono solo a comunicare, ma ad abitare il Mistero. In questo breviario personale, don Paolo Alliata sceglie le poesie che più parlano al suo cuore e le dispone lungo la giornata secondo le Ore liturgiche per scortarci nella grande avventura di diventare vivi. Dal Notturno - o Mattutino - al Vespro, dalle Lodi alla Compieta, nel meriggiare dell'Ora Media, i versi di Rilke e Pozzi, di Whitman e Turoldo, di Milton e Pessoa ci infondono una grazia potente che ci trasforma tutti - poeti e lettori - in profeti. Perché se la nostra anima, come quella degli angeli, è piena di canto, è solo cantando che possiamo liberare lo Spirito che soffia nel fondo della nostra umanità.
Dopo la restaurazione del diaconato permanente, nelle comunità è diffusa la presenza di ministri ordinati sposati. Per i diaconi e le loro mogli è fondamentale avere chiarezza sul rapporto che si crea tra il sacramento del matrimonio, che determina la vocazione dei coniugi, e l'essere ordinati diaconi rispondendo a una complementare ma distinta vocazione. La tesi di fondo del volume si riassume nell'affermazione che la specificità della vocazione matrimoniale consiste nell'introdurre in una dimensione nuova le esigenze di santità proprie della vocazione al diaconato. La reciprocità delle due dimensioni, quella ministeriale e quella sponsale, è apportatrice e fonte di benefici per la comune vocazione ministeriale e per la sua testimonianza nella società.
Il deserto è il luogo dove tutto cambia più lentamente, perché vi resta solo ciò che è essenziale. Forse è proprio per questo che oggi, nella Chiesa, cresce il desiderio di una vita monastica - o almeno di qualcosa che le somigli. In un mondo in continuo mutamento, la vita monastica resta stabile, e così ci si rivolge ad essa per domandarsi cosa meriti di durare e cosa, invece, debba cambiare.Questo libro nasce dal deserto e lascia emergere solo l'essenziale. L'autore ha il coraggio di riportare alla luce parole ormai dimenticate, ma che toccano un bisogno profondo degli uomini e delle donne di oggi. Le pagine riecheggiano il linguaggio sobrio, spirituale e concreto dei Padri, con i loro accostamenti biblici sorprendenti e ricchi di significato.Tutto si raccoglie nel sottotitolo, tanto caro all'autore: Esortazione alla vita divina.Dalla sapienza millenaria del monachesimo e dall'esperienza viva di un uomo di Dio scaturisce un distillato di verità eterne, custodite nel tempo e sempre valide. Parole semplici, capaci di generare gioia e ottimismo. È il segreto dei poveri, che un giorno sfamerà la fame e la sete dei cercatori di giustizia.
Perché Gesù chiede ai suoi discepoli, in modo così perentorio, di diventare come bambini per entrare nel Regno dei cieli? In un tempo segnato dalla crisi climatica, da guerre, tensioni sociali ed il ritorno di antiche e mai sopite correnti nazionaliste e razziste, parlare di farsi come bambini, di disarmarsi, di aprirsi con fiducia a Dio e al mondo sembra proprio che non abbia spazio. Eppure, il Vangelo continua ad interpellarci, a proporci un modo di vivere autentico, segnato dal dono piuttosto che dal possesso. Ma questo ha bisogno della postura dei bambini per essere realizzato. In queste pagine il lettore è accompagnato a scoprire che l'infanzia evangelica non è solo semplicità e fiducia, ma soprattutto fragilità, affidamento nella debolezza e un desiderio di crescere sconfinato. Si tratta della condizione di chi non ha nulla e proprio per questo si affida totalmente all'amore gratuito e non alla logica del commercio imperante in questo mondo. Il libro si sviluppa in due parti: la prima, di respiro prettamente teologico, intreccia Scrittura, Magistero, la "piccola via" di Santa Teresa di Gesù Bambino e, con sorprendente originalità, anche suggestioni letterarie tratte da autori apparentemente lontani come Stephen King; la seconda, più meditativa, propone passi concreti per vivere una spiritualità del dono: riconoscersi amati da Dio per una vita autentica, riconciliarsi con le proprie ferite, scegliere la via della gioia, della misericordia e del servizio in un continuo discernimento personale e comunitario.
Quello che avete tra le mani è un manuale di spiritualità che vuole umilmente aiutare gli uomini e le donne di oggi a trovare la loro felicità nell'incontro e nella conoscenza dell'amore di Cristo. Tramite la via tracciata da san Francesco di Paola e da san Francesco di Sales, quest'ultimo tra i più grandi devoti del santo paolano e patrono del Terz'Ordine dei Minimi, si giunge fino alla dimensione pedagogica indicata dal santo educatore dei giovani per eccellenza: san Giovanni Bosco. Un libro per chi desidera addentrarsi nel cuore della spiritualità minima e salesiana: una spiritualità che ricerca e nutre l'amicizia con Cristo.
Si respira necessità di "vangeli vissuti"; di parole non incartate, ma incarnate. E il volume nasce come risposta a domande di testimonianze tangibili. È stata data voce ad alcune persone che, seguendo vie di normalità, hanno dato colore al minimo richiesto dalla Fede. Sono state rilette figure che hanno portato il Vangelo sulle strade del mondo, dai grattacieli di Hong Kong alle periferie di Nairobi, dalle steppe e dalle sabbie dell'Arabia Saudita alle foreste impenetrabili del Brasile. L'autore non pretende di essere esaustivo. Desidera condividere "frammenti di Luce" che il Vangelo fa fiorire qua e là e che la fragilità umana con le sue frenesie quotidiane non aiuta né a intravedere, né a riconoscere. La galleria aiuti a capire come il Vangelo, se ha un solo linguaggio espressivo - l'Amore - può far risuonare le tante voci di una corale. Unità e molteplicità provenienti dalle mille e più piazze del Pianeta.

