
Respiri più di 20.000 volte al giorno. È così naturale che probabilmente non ci presti alcuna attenzione. È normale. Eppure il respiro è il tuo bene più prezioso: riflette le tue emozioni più forti e ti permette di placarle o di controllarle, ti aiuta a sentirti sicuro e a mantenere il pieno controllo della tua vita, ti radica nel momento presente, illumina la tua mente e libera il tuo intuito. Un portento. E non lo sapevi. Respirare bene non è difficile, bastano pochi minuti, una sedia, un po' d'aria, il tuo corpo e la tua mente. E questo libro. Una lettura semplice e piacevole, quasi una piccola storia, per imparare a respirare e scoprire il segreto per vivere con consapevolezza.
In queste cinquantadue omelie anomale, che seguono passo per passo il calendario della liturgia cattolica, Quinzio non si limita a restituire ai testi commentati dell'Antico e del nuovo Testamento la loro scandalosa forza originaria, ma li pone in costante rapporto con i mutamenti della storia.
Prima di proclamare con la sua arroventata eloquenza - nella Firenze del 1945 - l'urgenza di una "tramutazione pura" dell'uomo, del reale, di Dio" (Giulio Cattaneo) e di proporre un Movimento di Religione teso a una incommensurabile novità, e destinato a dileguarsi come un miraggio, Tartaglia pubblicò alcuni saggi su figure fondamentali del pensiero cristiano quali Pascal, Malebranche e Newman, nonché su un controverso contemporaneo, Gabriel Marcel. "Dissolvendosi il vecchio atto religioso, anche i tradizionali contenuti religiosi verranno a trovarsi cambiati. La realtà di Dio viene rapidamente portata al massimo della sua liberazione, viene trascesa in una realtà diversa oltre Dio e non Dio": bastano queste parole, pronunciate a Ferrara in occasione dell'ultimo convegno del Movimento, per comprendere la radicalità dell'azzardo di Tartaglia. Il suo presupposto, come dimostrano questi saggi, era una profonda conoscenza della tradizione cristiana, in tutte le sue diramazioni.
«Beati i puri di cuore perché essi vedranno dio» (Mt 5,8), dice Gesù. Ma che significa? Evagrio, un cristiano originario del Ponto (ora Turchia settentrionale) che vive nella seconda metà del IV secolo della nostra era, è fra coloro che prendono sul serio questo monito. Perché possa realizzarsi servono due azioni, coordinate l'una all'altra: allontanarsi dal consorzio umano e raggiungere l'impassibilità (apatheia), ossia l'interruzione delle affezioni. Questo è possibile solo affrancando l'essere umano dal vortice dei pensieri, delle parole e delle opere proprie del mondo. Il raggiungimento di questa condizione, con la descrizione di tutte le difficoltà da superare e i passaggi da seguire, è l'oggetto degli scritti di Evagrio, volti a mostrare in modo patente all'"uomo di mondo" (kosmikos) la necessità di lasciarsi alle spalle la consueta forma di vita. Solo affidandosi a un nuovo protocollo esistenziale è possibile giungere alla comprensione antropologica dell'animale umano e alla purità di cuore. Questo è il compito del monachos, ossia del cristiano capace di servirsi della therapeia che permette all'essere umano di vedere con occhi nuovi (ossia conoscere) se stesso, l'ambiente nel quale è posizionato e, alla fine, dio.
Il libro raccoglie alcune pagine del diario di don Massimo Camisasca, scritte nel silenzio della propria camera, all'inizio del giorno. Le riflessioni di don Camisasca conducono il lettore per mano nel cuore della Chiesa e del suo mistero d'amore più profondo: quello di un Dio che si fa pane per il suo popolo in cammino.
Si tratta di una nuova edizione di un classico della spiritualità orientale cristiana, che raccoglie alcuni saggi fondamentali del noto teologo rosso pubblicati negli anni Cinquanta e Sessanta del secolo scorso. Sono pagine che rivelano la statura eccezionale dell’autore, capace di trattare temi cari all’Ortodossia in dialogo con la tradizione cattolica per valorizzare i punti di contatto, quasi un anticipo profetico dell’appello di Giovanni Paolo II: “La Chiesa deve imparare di nuovo a respirare pienamente con i suoi due polmoni, quello occidentale e quello orientale”.
Per tutti coloro che vogliono conoscere cos’è la “dimensione mistica” e sono interessati alla sua realizzazione concreta oggi, l’autore spiega e illustra come la tradizione dei monaci cistercensi abbia saputo cogliere e mettere al centro della propria esperienza l’aspetto mistico dell’uomo, “esperienza profondamente umana che precede tutte le religioni”.
Un libro ricco di insegnamenti preziosi e di parole chiave per l’uomo di ogni tempo.
Dio è il totalmente Altro, divenuto con Gesù il Dio con noi; la dimensione dell’alterità, poi, non riguarda solo la relazione con Dio, ma pure il nostro rapporto con gli altri, appunto. Pezzini indaga il tema dell’alterità alla luce del Vangelo, non per proporre «regole spicciole di comportamento», ma per leggere «alcune storie evangeliche con l’intento di illustrare metafore, abbozzare orizzonti di senso, suggerire disposizioni interiori che, se pure possono apparire non sufficientemente determinate, intendono però costruire gradualmente con le loro suggestioni quegli stati d’animo che possono poi orientare le scelte pratiche e spicciole della quotidianità» (dalla Premessa).
Pagine suggestive. Cariche di umanità. Ricche di spiritualità.
Il volume raccoglie pensieri sull'Avvento-Natale tratti da omelie, messaggi, meditazioni che Paolo VI ha tenuto durante il suo pontificato (1963-1968).
Quaranta composizioni poetiche che vanno dalla riflessione esistenziale alla rievocazione interiore di luoghi del cuore (come Milano e Gerusalemme) e di figure significative (come Etty Hillesum e papa Francesco). Su tutti, spicca la memoria di Carlo Maria Martini, di cui Garzonio è considerato uno dei più acuti biografi. "Cronache dell'anima scandite entro una scansione di tempo preciso, 'da Martini a Bergoglio': evocata la stagione della nascita dei testi, ma evocato anche un amore, non celato, quasi da privilegio, per un vescovo e un papa. (...) Spesso nelle pagine cogli una passione ferita - siamo il sogno, ma siamo anche l'incubo di Dio -, passione che leva grido, a volte anche urlo dalle poesie, là dove immobilità, indifferenze, ingiustizie sporcano sogni, nella vita della società e della chiesa" (dalla prefazione di don Angelo Casati).

