
Tra i seguaci di San Francesco d'Assisi, nell'arida Locride in Calabria, brilla come un astro la figura di Fratel Cosimo Fragomeni, umile terziario francescano che pare uscito dai racconti dei primi biografi del santo, di cui richiama la spiritualità e i carismi. La Vergine Maria gli è apparsa quarant'anni or sono, chiedendogli di trasforamare quella terra segnata dal dolore in una collina che prega. Oggi il suo desiderio si è realizzato, e lo Scoglio delle apparizioni è meta di pellegrinaggi, dove l'anima trova ristoro, e la mano di Dio converte, sana, libera e guarisce con potenza dai mali che affliggono l'umanità sofferente, sconcertando spesso anche la scienza. (Con la prefazione di René Laurentin)
Nella vita di Esultanza, settantenne religiosa italiana che vive nel nascondimento, gli eventi soprannaturali iniziano quand’è ancora una ragazzina, con le prime locuzioni interiori da parte di Gesù. Dall’età di 18 anni Esultanza inizia a tenere un diario delle esperienze soprannaturali e dei messaggi che riceve. Nel corso degli anni i doni e le esperienze mistiche si moltiplicano, con un susseguirsi di visioni, locuzioni ed estasi e persino di bilocazioni. Oggi i messaggi che Esultanza ha ricevuto dal Cielo su diversi temi (sacerdoti, fidanzati, famiglia, ecc.) possono finalmente essere pubblicati.
Noi non saremo tutti chiamati a testimoniare con il sacrificio del sangue, ma la nostra missione ci obbliga a donare tutta la nostra vita senza riserve. L’essenziale è che decidiamo veramente di seguire Cristo e di testimoniarlo senza posa di fronte agli uomini, anche se non ci è possibile conoscere in anticipo i sacrifici che questa imitazione di Gesù Cristo esigerà certamente da noi.
Così disse Giovanni Paolo II: “I santi sono i testimoni visibili della santità della Chiesa. Sono i santi che la Chiesa beatifica e canonizza, ma anche tutti i santi nascosti, anonimi: essi salvano la Chiesa dalla mediocrità, la riformano dal di dentro, direi per contagio, e la trascinano vero quel che essa dev’essere”.
Versione integrale del Libro di Cielo 5 della Serva di Dio Luisa Piccarreta.
La Sapienza ha invitato i suoi commensali a convito. Venite, tutto è pronto, grida, ho preparato “un banchetto di grasse vivande, un banchetto di vini eccellenti, di cibi succulenti, di vini raffinati... chi non ha denaro venga ugualmente; comprate e mangiate senza denaro e senza spesa vino e latte. Perché volete spendere il vostro denaro per ciò che non sazia?” (Is 25;55). Ma essi non ne furono degni e andarono ognuno per la loro strada. Dio invita tutti al banchetto della comunione con Lui, il biglietto da visita è “un cuore contrito e umiliato”, che è l’abito di nozze per entrare alla sua Festa, perché “il prostrarsi davanti a Lui eleva, il prostrarsi davanti agli idoli (invece) avvilisce e abbassa” (San Giovanni Crisostomo).
“Ed io farò scendere lo Spirito Santo nell’anima tua, affinché ti bruci ciò che è umano e col suo soffio refrigerante imperi sopra di te e ti confermi nella Divina Volontà”.
Quello che con maggiore efficacia si deve cercare di realizzare e che, forse, potrebbe incidere in modo decisivo su tante sacche di povertà è il moltiplicare le relazioni tra le persone, tra le famiglie, tra gruppi sociali, tra parrocchie perché quanto più una persona può contare su relazioni tanto più riesce a superare i momenti di fatica e di difficoltà. Così nel gennaio del 2009 il vescovo Luciano Monari commentava l'avvio di una serie di iniziative, progettate in collaborazione con la locale Caritas diocesana, con cui la Chiesa bresciana cercava di rispondere alla crisi economica che cominciava già a fare sentire i suoi effetti. Mons. Luciano Monari, pur suggerendo strade e azioni concrete, indicava orizzonti di riferimento, percorsi e sensibilità che potessero innervare la comunità locale. Orizzonti su cui è tornato più e più volte, come dimostrano i contributi raccolti in questa nuova pubblicazione della collana "Il Sale"; parole e interventi che negli anni ha proposto come contributo alla costruzione di una rete di aiuto reciproco all'interno della comunità.
La teologia ha tardato a far posto all’ermeneutica, quasi che dovesse difendere un suo tempio isolato e intoccabile. Come se l’ermeneutica dovesse intaccare il suo Dio. La maiuscola non doveva assolutamente lasciare il posto a una minuscola dissacratrice. Eppure l’ermeneutica, anche se in ritardo, non poteva non entrare nel tempio. Così è stato con fatica. Creando sconvolgimenti, forse pericolosi, ma anche procurando innegabili vantaggi. Entrando nel tempio e affrontando il discorso su dio, l’ermeneutica moderna ha incontrato saperi antichi, riscoprendoli e rivalutandoli. Le pagine bibliche sono molto più vicine agli interrogativi della moderna ermeneutica che alle certezze della metafisica greca. Itinerari, cammini, viaggi, percorsi. Punti interrogativi più che esclamativi. Ogni arrivo una nuova partenza. “Dove abiti?” chiedono a Gesù. E la risposta è un invito a camminare: “Venite e vedrete”. Camminare, cioè interpretare. È quello che si è accinta a fare una parte notevole della teologia moderna: cercare un altro modo di “dire” dio. Leggendo queste pagine, agili ma acute, rapide ma profonde, il cammino approda all’etica, al valore del “tu” nel quale si compendia l’atteggiamento cristiano di fronte alla vita. Dalla metafisica alla ermeneutica e all’etica: due percorsi sui quali cammina il pensiero cristiano contemporaneo. Vale la pena di analizzarli, recuperandone le radici antiche.
"La pazienza del nulla" è il diario intimo di un uomo immerso nel silenzio del deserto per quattordici mesi. Un libro che parla a credenti e non credenti, giovani e meno giovani. Un libro che mette in discussione chiunque lo legga, che fa da ideale contraltare alla parola più usata e abusata del nostro tempo: "nichilismo". In queste pagine l'esperienza del nulla diventa fatto positivo e addirittura decisivo. È l'occasione di un cambiamento radicale. Un vuoto che è anche pienezza di senso, la rappresentazione più autentica di ciò che Gesù intese con l'espressione "Beati i poveri di spirito".
Raimondo Lullo (1232-1316) è una figura poliedrica, difficile da cogliere nella sua complessità. Un autore lontano nel tempo ma di sorprendente attualità, soprattutto nel suo essere "uomo del Mediterraneo" i cui orizzonti culturali spaziarono dall'una all'altra delle sue sponde e delle sue civiltà. Dopo aver riconosciuto e descritto ciò che le religioni del Libro avevano in comune e in cosa differivano, Lullo cercò di realizzare un dialogo basato non sulla loro uguaglianza, ma su una parità che deriva dalla dignità personale delle parti. Sin dal 1294, egli afferma che gli "infedeli" sono uomini come noi. Con pochi mezzi a disposizione (l'eredità culturale condivisa dalle religioni monoteiste e un metodo di sua creazione, dono di Dio e del luogo in cui era vissuto), tenta di promuovere un confronto aperto e disteso con i suoi interlocutori da una posizione chiara e rispettosa della propria identità cristiana e dei valori di cui possono essere portatrici le altre fedi. L'atteggiamento di rispetto, di cortesia, di dialogo con l'"altro", che sintetizza ciò che viene oggi denominato "spirito di Assisi", può essere rinvenuto in molte delle sue opere, frutto del lavoro di un autore che, a 700 anni dalla morte, resta uno di noi nell'età che fu sua.
Cercando di mettere a fuoco lo stretto legame tra fede e carità, ecco il primo numero di una nuova collana: Prossimamente". E' un piccolo vivaio di voci diverse tutte tese ad approfondire, da angolature diverse, il tema della gratuità e del dono. "

