
Nata nell'aprile del 1951, la rivista ha sede a Bologna negli uffici dell'omonima Associazione di cultura e di politica che ne controlla la proprietà. È un bimestrale e i numeri sono rivolti in primo luogo a quelle componenti della società che paiono più interessate a un discorso civile orientato verso una prospettiva di modernizzazione.
Nei giorni del 2 e 3 giugno 1946, al termine della Seconda guerra mondiale e della Resistenza che aveva chiuso il ventennio fascista, gli italiani scelsero di dare all’Italia democratica una forma repubblicana. Ma quelle furono giornate storiche anche per un’altra ragione: per la prima volta a livello nazionale ‒ dopo le municipali di pochi mesi prima ‒ votarono le donne. Ebbe inizio così una trasformazione radicale, destinata a ridefinire i confini della cittadinanza e della democrazia italiana. A ottant’anni di distanza, questo numero di MicroMega torna su quel momento fondativo per ricostruirne il contesto, le tensioni, le speranze e per misurare quanto è stato fatto e quanto resta ancora da fare. Con contributi di: Maurizio Ridolfi, Patrizia Gabrielli, Chiara Giorgi, Carlo Galli, Paolo Flores d’Arcais, Guido Crainz, Emanuele Felice, Salvatore Romeo, Manfredi Alberti, Massimo Baldacci, Chiara Saraceno, Raffaele Carcano, Giorgia Serughetti, Alessandra Dino, Francesco Petruzzella, Davide Conti, Piero Ignazi, Francesco Filippi, Ezio Mauro, Elettra Santori.
Punto di riferimento insostituibile per la teologia cattolica contemporanea, la rivista Concilium delinea la mappa delle domande più pressanti che l’attualità pone alla riflessione teologica. E costringe la fede cristiana non solo a confrontarsi con il discorso pubblico, ma anche a impegnarsi nel dialogo con le prospettive specifiche delle diverse confessioni cristiane. Per la profondità dei contenuti, oltre che per l’ampiezza di respiro e la capacità di penetrazione intellettuale, Concilium riesce così a fornire risposte innovative e di convincente solidità alle questioni più importanti che si pongono alla teologia.
Un sussidio semplice e immediato per seguire le letture e le preghiere della Celebrazione Eucaristica. Pensato sia per chi partecipa quotidianamente alla Santa Messa sia per coloro i quali, non potendovi partecipare ferialmente, desiderano, tuttavia, accostarsi alla Parola di Dio proclamata in quel giorno nelle assemblee liturgiche.
Scegliendo il nome di Francesco, papa Bergoglio scelse una visione di Chiesa e di mondo decisiva per il terzo millennio: seppe discernere e indicare la via per vivere il cristianesimo secondo lo stile francescano di amore per i poveri, impegno per la pace, semplicità, umiltà, trasparenza, forza, concretezza e coerenza. CredereOggi si interroga sull’eredità lasciata da papa Francesco con il suo stile di vita "francescana", prima ancora che con le scelte concrete magisteriali e riformiste. Quali trasformazioni, in nome di san Francesco d’Assisi, si riconoscono nelle scelte riguardanti dottrina sociale, dialogo, visioni ecclesiologiche, spirituali, culturali e socio-politiche (povertà, ecologia integrale, potere, riforma, fraternità)? Il francescanesimo di papa Francesco ha segnato uno stile di pontificato e di Chiesa. Ha anche avviato un modo nuovo di leggere il francescanesimo oggi?

