
A differenza di altre realtà religiose di origine più recente, i Testimoni di Geova ci sono familiari. Bussano alla nostra porta, e crediamo di conoscerli. Le loro origini e la loro storia, tuttavia, presentano numerosi aspetti poco noti. La loro dottrina e la vita quotidiana non sono sempre presentate correttamente. Soprattutto, una serie di modifiche dottrinali e organizzative degli ultimi anni rendono inevitabilmente "datati" molti studi pubblicati negli anni precedenti. Massimo Introvigne, uno dei più noti sociologi delle religioni su scala internazionale, presenta qui il risultato di una lunga ricerca e di anni di continua osservazione dei Testimoni di Geova, in uno studio in cui non mancano le novità e le sorprese. Introvigne mostra, inoltre, come la crescita internazionale dei Testimoni di Geova si situi al cuore del dibattito sugli scenari religiosi contemporanei e come l'interpretazione di questa crescita si riveli decisiva per rispondere alla domanda sul ruolo e sul futuro delle religioni nelle società occidentali del XXI secolo.
Questo volume è il secondo di una breve serie dedicata ai sette sacramenti. Ne è autore Antonio Santantoni, per molti anni docente di liturgia ad Assisi e in diverse università e facoltà teologiche romane. La serie ha un titolo che è già una dichiarazione d'intenti: Sacramenti oltre: oltre la crisi, oltre la storia, oltre gli abusi e gli errori. Oltre la stessa tradizione del secondo Millennio. Per ritornare alle sorgenti. Sostiene l'autore che la Chiesa, riservandosi l'esclusiva del perdono dei peccati - perdono che a nessuno verrà più concesso se non per la mediazione di uno che la rappresenta in virtù d'un mandato sacramentale conferito con l'ordinazione - ha finito con il negare ai figli prodighi il diritto e la consolazione di rivolgersi direttamente al Padre, buttandosi ai suoi piedi per provare la dolcezza e la commozione dell'amplesso paterno. Peggio ancora, con questa decisione la Chiesa ha finito col negare al Padre la possibilità di riabbracciare il figlio perduto senza che questo abbraccio sia mediato dal "fratello maggiore".
"Non si può restare indifferenti davanti all'assassinio di milioni di esseri umani. Come il male che compie Hitler è frutto di scelte e azioni umane, anche l'agire per il bene è frutto di scelte e azioni umane". Così scriveva Dietrich Bonhoeffer, in prigione, nelle ore più oscure del XX secolo, arrestato per aver partecipato a un complotto contro il Führer. Le conclusioni a cui Bonhoeffer era giunto, nei giorni precedenti la sua condanna a morte, scaturivano da un lungo percorso filosofico-religioso compiuto negli anni e testimoniato dagli scritti che vengono presentati in questa scelta antologica. Si tratta di appunti, esegesi, meditazioni, omelie, frammenti poetici, che attraversano circa un ventennio (dal 1925 al 1945) e che testimoniano come il problema del male - inteso come forza oscura insita nella Creazione e nell'essere umano - sia stato il fulcro intorno a cui si sviluppò la ricerca intellettuale del teologo tedesco. Paradossalmente, il male è fragile, può essere combattuto. Per Bonhoeffer il male si "sfarina", rivelando la sua debolezza, solo se con un atto di volontà, personale e collettivo, ci si oppone al caos, all'incoerenza, alla schiavitù dell'io, alla paura, per trasformare il mondo in un luogo giusto. L'avanzare del bene e l'arretrare del male si rendono possibili solo con un'assunzione di responsabilità davanti agli uomini. E, per chi crede, anche davanti a Dio.
La valle del Nilo è stata la culla di una delle più antiche civiltà conosciute. In questa monografia Paola Buzi ci presenta un interessante viaggio attraverso le più grandi civiltà del Mediterraneo: quella egizia, quella romana e quella cristiana fino all'irrompere dell'invasione araba-musulmana. La storia dei cristiani copti è ancora poco nota, ma di grande interesse: 5000 anni di storia di un antico popolo collocato tra tante genti di differenti fedi. L'evoluzione dell'Egitto tardoantico e altomedievale può dunque apparire a prima vista caotica, eterogenea, tributaria di diversissime influenze esterne, poiché risente della forte impronta dell'Ellenismo, ma anche della sopravvivenza delle tradizioni religiose autoctone e dell'influenza delle culture giudaica e latina. Ognuno di questi elementi si unifica lentamente nell'elemento cardine della storia dell'Egitto tardoantico: la diffusione, rapida e capillare, del cristianesimo. Il volume si propone di esporre i più significativi tratti culturali dell'Egitto cristiano, nonché le caratteristiche teologiche e istituzionali della Chiesa copta, suggerendo ulteriori letture per approfondire la conoscenza di alcuni specifici aspetti.
Messale quotidiano mensile ad uso dei fedeli di Rito Ambrosiano. Strumento semplice e al tempo stesso completo in tutte le sue parti, offre la possibilità di un immediato utilizzo sia per la preghiera liturgica che per la meditazione personale, grazie alla corrispondenza con i singoli giorni del calendario e la proposta per ogni formulario di alcune intenzioni per la preghiera universale e di un'introduzione alle letture secondo l'ordinamento del rinnovato Lezionario ambrosiano
Che cosa potrà significare, per la Chiesa cattolica, l’ascesa di Dolan? A partire da un breve sguardo sulla biografia del porporato, per capire come essa abbia influito sulla sua formazione, il testo affronta i temi più scottanti del cristianesimo (lo scandalo degli abusi sessuali, il ruolo delle donne nella chiesa, l’omosessualità…); scopriremo quale sia il pensiero di Dolan a tal riguardo.
Infine, le riflessioni di Dolan su come il cattolicesimo possa offrire un messaggio di speranza per il mondo.
Il ruolo della religione cristiana nel mondo globalizzato e multiculturale, il suo rapporto con la morale, il complesso e delicato confronto tra verità e libertà e tra relativismo e fede, i pericoli e le tensioni di un mondo dove sembrano riaffacciarsi forme di violenza di matrice religiosa. Attorno a questi temi si sta articolando, ormai da qualche anno, anche il dialogo fra due dei più importanti pensatori viventi: l'antropologo francese René Girard e il filosofo italiano Gianni Vattimo. Partendo da presupposti speculativi differenti (l'antropologia cristiana di Girard e la filosofia heideggeriana di Vattimo), le risposte dei due interlocutori sono non di rado contrapposte, ma rimandano anche alla condivisione di alcuni valori, e a un comune atteggiamento di dialogo. Il testo, a cura di Pierpaolo Antonello, presenta al grande pubblico la trascrizione di tre conferenze che hanno visto i due autori confrontarsi sui punti più radicali del loro pensiero.
"Cari giovani, continuiamo il nostro pellegrinaggio spirituale verso Cracovia, dove nel luglio 2016 si terrà la prossima edizione internazionale della Giornata Mondiale della Gioventù. Come guida del nostro cammino abbiamo scelto le Beatitudini evangeliche. L'anno scorso abbiamo riflettuto sulla Beatitudine dei poveri in spirito, inserita nel contesto più ampio del "discorso della montagna". Abbiamo scoperto insieme il significato rivoluzionario delle Beatitudini e il forte richiamo di Gesù a lanciarci con coraggio nell'avventura della ricerca della felicità. Quest'anno rifletteremo sulla sesta Beatitudine: 'Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio' (Mt 5,8)."
Dopo essere stato, con Dada, un araldo della disintegrazione e del sovvertimento universale, Hugo Ball trovò un fondamento inscalfibile nei grandi testi mistici bizantini, che seppe raccontare magistralmente - come nessuno prima e dopo di lui - in questo libro, forse il suo migliore, senz'altro il più segreto e sorprendente. Un libro rigoroso e visionario al tempo stesso, che illustra le "vite di tre santi" esemplari - Giovanni Climaco, Dionigi l'Areopagita, Simeone Stilita - sulla scorta di uno studio scrupoloso, offrendo pagine illuminanti sui rapporti tra gnosi e cristianesimo, e con una scrittura capace di accendersi in immagini di rara potenza. Tanto che poco dopo l'uscita di "Cristianesimo bizantino", nel 1924, Hermann Hesse poteva scrivere: "... è nato un libro che non saprei paragonare a nessun altro tra i moderni, con l'eccezione forse delle vite dei santi ebrei scritte da Martin Buber. Promana da queste pagine uno spirito così delicato, una tale grazia e profondità intellettuale che non se ne può parlare senza un sentimento di grande amore e riconoscenza". Per poi concludere: "Un'aria chiara e tersa spira intorno alle figure che egli descrive ... e aleggia un'atmosfera di purezza, come nelle opere dell'Alto Medioevo. Sono grato di aver potuto leggere questo libro prezioso, e grato ne parlo a coloro che vorranno accostarvisi".
In occasione dell'EXPO Milano 2015 - Nutrire il Pianeta, l'Associazione Internazionale Carità Politica, in collaborazione con gli Ambasciatori accreditati presso la Santa Sede, ha ritenuto suo dovere elaborare alcune riflessioni e progetti d'azione nella Cooperazione agricola e politiche sostenibili. Promuovere un nuovo modello di sviluppo e una nuova visione dell'economia per realizzare uno sviluppo integrale, solidale e sostenibile, questo in sintesi il progetto che a Milano 2015 verrà proposto quale utile contributo all'EXPO. Nel volume sono riportati importanti studi e direttive che mirano a creare, a lungo termine, la possibilità per ciascun popolo di garantirsi regolarmente la sua sussistenza nella maniera più adatta. Tale nuovo e progressivo orientamento della produzione e della distribuzione implica anche una volontà positiva di non dissipare ricchezze che devono servire al bene di tutti. Soltanto "l'amore politico", un amore che non si limita a contemplare la bellezza o il dolore, ma è capace di diventare azione e impegno sociale, può essere lo strumento concreto di una nuova forma di cooperazione internazionale fondato sul rispetto della persona umana e del creato.
Ludovico Marracci, membro dell'Ordine dei chierici regolari della Madre di Dio, fu una personalità centrale del Seicento italiano: per più di quarant'anni tenne la cattedra di Lingua araba alla Sapienza di Roma; alle sue competenze linguistiche si devono infatti la traduzione in latino del Corano e la Biblia Sacra Arabica. Fu autore di numerose opere di carattere scientifico e divulgativo, oltre ad essere stato confessore di papa Innocenzo XI Odescalchi e ad aver ricoperto numerose cariche curiali nelle più importanti congregazioni romane. Il volume ricostruisce le numerose sfaccettature di questo erudito lucchese. In particolare, i diversi contributi cercano di mettere in evidenza come, nel clima di grande spinta missionaria e controversistico tipico del Seicento, si siano creati quei presupposti per lo studio e la comprensione delle altre religioni - elementi basilari per il dialogo e la pace fra i popoli - di cui Ludovico Marracci fu un acutissimo interprete.
Nell'analisi del faticoso iter che portò alla nascita dell'Unità d'Italia si è soliti mettere in evidenza il modesto contributo della Chiesa cattolica al compimento del processo unitario. Una chiave di lettura, questa, che analizza soprattutto i rapporti tra Stato e Chiesa a livello centrale, in particolare a partire dalla scelta del disimpegno rispetto alla causa italiana da parte di Pio IX, e alla perdita del potere temporale del Papa con il completamento dell'Unità. Lo studio delle diverse realtà locali permette una lettura più articolata delle posizioni presenti all'interno della Chiesa. Il volume, versione riveduta e aggiornata di una precedente edizione del 2008, analizza, attraverso la disamina di una molteplicità di fonti d'archivio inedite, le peculiarità del contributo dei cattolici sardi al processo risorgimentale italiano e i momenti di snodo più significativi di questo percorso, a partire dal passaggio dell'isola dalla Spagna al Piemonte. Le grandi questioni nazionali, ancor più in un territorio spopolato e isolato, saranno destinate a intrecciarsi quotidianamente con la vita del popolo sardo.

