
La filosofia è una sfida in cui il pensiero parte dalla semplicità delle cose quotidiane e ne mostra la meravigliosa complessità, che a volte sembra insormontabile. In 39 storie fulminee, quasi cinematografiche, Roberto Casati e Achille Varzi ci invitano a scoprire un modo diverso, divertente e appassionato di fare filosofia.
Un volume che non offre solo una nuova traduzione del capolavoro pascaliano, ma che riporta l'apparato completo delle varianti, delle cancellature e delle sovrascritture testimoniate dai manoscritti. Si tratta di circa ottocento frammenti, abbozzi e appunti, che superano largamente la prima destinazione di apologia della religione cristiana, per trattare dell'uomo, minato dalla sua miseria e salvato dalla sua grandezza. Non solo un'analisi della condizione umana e un "itinerarium mensis in Christum" di alto interesse filosofico, ma anche la storia interiore di un grande spirito, che ha vissuto con singolare tensione, nella loro dialettica spontanea, i problemi dell'esperienza etico-religiosa e li ha compenetrati di sé e della sua complessa umanità.
La filosofia morale di Immanuel Kant nel rapporto tra virtu e felicita. La presenta opera e stata realizzata dall'autore, attraverso l'utilizzo, il piu puntuale possibile, dei testi kantiani ed una scelta accurata dei piu importanti critici di Kant. Lo scopo dell'opera e quello di mostrare, da un lato, il carattere laico dell'etica kantiana, che da sempre le e stato riconosciuto dai critici; dall'altro quello di considerare anche la dimensione religiosa di questa concezione morale, che invece e stata spesso sottovalutata. Questa dimensione religiosa e evidente, soprattutto, prendendo in considerazione il problema fra virtu e felicita: queste hanno costituito da sempre gli oggetti delle etiche precedenti, anche se molto spesso sono state identificate come un unico fine. Kant, invece, considerera la virtu e la felicita in totale opposizione nella dimensione terrena.
Questo testo, per la prima volta tradotto in italiano, e il principale punto di riferimento storico per gli studiosi italiani della figura di Raimondo Lullo, filosofo francescano del 1300 considerato il massimo esponente della cultura e della lingua catalana. Quest'accurato studio di Miquel Battlori, pubblicato per la prima volta in italiano ed aggiornato da Michela Pereira e Francesco Santi, continua ad essere utile e necessario per conoscere gli sviluppi che il lullismo ha avuto lungo i secoli sin dai primi soggiorni che il beato maiorchino realizzo in Italia. Difatti, l'opera, divisa in due parti elenca nella prima tutti i viaggio che Lullo fece in Italia e nella seconda parte analizza la nascita, l'evoluzione e le tappe del lullismo in Italia, nelle tracce che esso ha lasciato nelle diverse biblioteche da Padova a Napoli.
La ricerca del Bene, della Bellezza e della Perfezione in Platone e Plotino, evidenzia come ogni persona abbia una dimensione spirituale che deve essere nutrita e sviluppata per raggiungere la piena maturita.
La ripresa di una politica di soluzione dei conflitti con i mezzi della guerra rende attuali le meditazioni del filosofo che più di ogni altro ha avvertito la guerra come scandalo del processo di umanizzazione dell'uomo e ne ha prospettato il superamento come destinazione dell'umanità. A partire da brani delle "Lezioni di Antropologia" e da testi poco noti degli anni '90, questa raccolta di scritti si inserisce nella più vasta riflessione di Kant sulla storia come cammino di faticosa e graduale riconquista della pace attraverso i conflitti e le divisioni che stimolano l'autonomo sviluppo delle capacità umane. Cammino che non tocca soltanto i rapporti tra gli individui, i gruppi e gli stati, ma che investe anche i rapporti etico-religiosi.
Il volume e utilissimo a tutti coloro che intendano capire come l'unita del sapere verta intorno al nucleo centrale della cultura cattolica e del suo rapporto con la scienza. Ruggero Bacone si colloca in uno di quei punti nodali della storia d'Europa che hanno determinato, di fatto, lo sviluppo del pensiero moderno, scientifico, filosofico e teologico. La filosofia di Bacone si pone a ragione come un punto nodale per l'inizio delle teorie scientifiche dell'eta moderna.
Analisi approfondita del concetto di "intenzione", di quanto e come influisca nel determinare un'azione. Il saggio occupa un posto di primissimo piano nel campo dell'etica contemporanea. Questo testo, pubblicato per la prima volta in italiano, è stato definito da alcuni come il più importante trattato sull'azione dopo Aristotele. Rappresenta uno dei capolavori della filosofia anglosassone del ventesimo secolo ed ha ormai acquisito lo statuto di un classico del pensiero filosofico. Le conclusioni a cui perviene la Anscombe in questo libro hanno schiuso un'intero panorama di indagine filosofica, oggi comunemente noto come teoria dell'azione.
Ci troviamo di fronte ad un libro - afferma l'autore - dal titolo generico: Introduzione alla filosofia. Esso appartiene, dunque, ad un genere letterario coltivato con una certa insistenza da poco più di un secolo; però si distingue non poco per contenuto e per struttura dalle opere pubblicate che hanno lo stesso titolo. La ragione di questa differenza non proviene da un mero desiderio di originalità o di miglioramento, bensì da una diversa idea della filosofia e, ancor più, dal senso stesso che ha il parlare di un'introduzione ad essa. La filosofia nacque in un periodo di radicale incertezza, quando i greci persero fiducia nel mito e nella tradizione, sostituendoli con la ragione. Anche la nostra è un'epoca di incertezza radicale e dato che l'introduzione alla filosofia è "la scoperta e costituzione, nella nostra circostanza concreta, dell'ambito del filosofare - anch'esso concreto - che essa richiede", deve per forza iniziare dallo "schema della nostra situazione" - come si intitola uno dei capitoli più suggestivi del libro - che si caratterizza dalla necessità di essere in cerca di una verità radicale. In altri libri di questo genere ci troviamo di fronte ai problemi della filosofia già costituiti, senza però che ci venga detto perché sono sorti e perché si sentì la necessità di meditare su di essi, come se la filosofia e i filosofi fossero frutto di un capriccio...
Con una riedizione delle due opere più famose di Thibon, Diagnosi e Ritorno al reale, ritorna un testo che è allo stesso tempo una pietra miliare, una pietra di paragone e una pietra di inciampo per il mondo e l'uomo moderni. Thibon, che non ama la definizione di "autodidatta", ha avuto per maestri i libri, anche se apprese il latino, il greco, il tedesco, lo spagnolo leggendo Seneca, Platone, Holderlin e Cervantes, mentre lavorava nei campi. Il testo rappresenta un salutare antidoto all'irrealismo della nostra società, dove la relativizzazione dell'esistenza si è ormai sostituita a quella visione reale e naturale della vita di cui forse i nostri padri ricordano con nostalgia i brandelli. La scoperta del filosofo-contadino ha segnato per molti una svolta decisiva. Il pensiero di Thibon, come del resto ogni grande pensiero cristiano, riguadagna quella dimensione creaturale dell'esistenza - il riconoscersi creatura e il contemplare la creazione - che riconnette a Dio mediante l'innamoramento al reale.

