
«I quattro maestri nel loro insieme prefigurano un itinerario. La meta è il maestro più importante: il maestro interiore, il quinto maestro.» Socrate, l'educatore. Buddha, il medico. Confucio, il politico. Gesù, il profeta. Risalendo alle antiche tradizioni spirituali e filosofiche dell'umanità, Vito Mancuso individua nel pensiero di queste quattro figure gli insegnamenti ancora validi e preziosi per noi, uomini e donne di oggi. La loro parola diventa così una guida decisiva per percorrere con maggiore consapevolezza gli impervi sentieri della nostra esistenza, convivere con il caos che ogni giorno sperimentiamo, e tracciare una strada nuova verso l'autentica pace interiore. Perché interrogando questi quattro grandi con sapienza e curiosità, e avvicinando a noi il loro profondo messaggio, saremo in grado di risvegliare il maestro da cui non possiamo prescindere: la nostra coscienza, il quinto maestro. Per diventare così consapevoli che la forza per definire le nostre vite è dentro di noi, e che possiamo essere noi stessi i creatori della nostra felicità.
Questo uomo, il padre Pierre Ceyrac, ha attraversato il XX secolo e il mondo. Nato in un villaggio rurale della Francia nel 1914, la lascia a ventitré anni pensando di non tornarvi più: va come missionario gesuita in India. Mentre i suoi fratelli divengono personalità pubbliche e politiche a livello regionale e nazionale, lui consacra la vita al servizio dei più poveri. Arrivato in un paese governato dagli Inglesi e dai maharaja, partecipa a tutte le tappe della storia dell'India: il raggiungimento dell'indipendenza, il primo periodo di "modernizzazione", le prime conquiste sociali di quelli che vengono chiamati "intoccabili", ecc. Per decenni ha attraversato il paese in moto, auto e treno e prosegue a farlo. Ora ha più di novant'anni. Ha conosciuto Gandhi, Nehru e Madre Teresa. Ha costruito strade, dispensari, centri sociali, villaggi di accoglienza per bambini... Più di 30.000 orfani sono cresciuti in centri che portano il suo nome, "Father Ceyrac". Ha passato quasi quindici anni nei campi profughi cambogiani, lungo la frontiera thailandese. Un uomo di preghiera che, per parlare senza enfasi, ha condotto un'opera gigantesca.
Il testo che viene qui presentato è lo scritto autobiografico di Guiberto di Nogent, abate vissuto in Francia tra l'xi e il xii secolo. Riveste un particolare interesse storico poiché costituisce una vera e propria miniera di notizie sui fatti di quell'epoca, di cui si sono avvalsi soprattutto storici come il Guizot, che lo incluse tra le fonti della sua monumentale raccolta in ben trenta volumi «pour servir à l'histoire de la France». "La mia vita" fu scritta in età avanzata, quando Guiberto aveva già compiuto sessantanni; è suddivisa in tre libri, redatti non di seguito ma in tempi successivi, per quanto ravvicinati: il primo nel 1114, gli altri due fra il 1115 e il 1116. Nel complesso potrebbe sembrare un'opera alquanto discontinua, mancante di un piano organico, ma ciò non toglie nulla al suo interesse; anzi, per l'autore questo andamento costituisce uno stimolo a presentare un'infinità di situazioni, eventi, personaggi, esperienze interiori ed esteriori in un quadro composito che, per esplicita e ripetuta dichiarazione, vuol essere «oggettivo». Un reperto che ci restituisce, come in un'istantanea, tutta la ricchezza e la varietà di un Medioevo nient'affatto «oscuro».
"Sette anni e mezzo con una figlia inchiodata a una croce sono tanti da impazzire." Antonio Socci temeva che, dopo un'ora e mezzo di arresto cardiaco, il cervello di sua figlia fosse irrimediabilmente compromesso, con disastrose conseguenze motorie, cognitive e sensoriali (come dice il luogo comune). Ma oggi è certo che non è vero. Non lo dicono solo gli studi sulla neuroplasticità del cervello. Lo dimostra concretamente l'eccellente lavoro che fanno a Filadelfia - e in tutto il mondo - gli Institutes for the Achiévement of Human Potential (Istituti per lo sviluppo del potenziale umano) fondati da Glenn Doman. Per Socci questa nuova avventura comincia proprio con la scoperta del metodo di riabilitazione elaborato da Doman che dà risultati formidabili per le diverse forme di cerebrolesione. Peraltro Doman ha scoperto - fra le tante altre cose - che la lesione cerebrale in sé non compromette l'intelligenza, ma solo la capacità di esprimerla. Il metodo si basa sul coinvolgimento e addestramento delle famiglie. Caterina, dopo un anno e mezzo, ha già fatto progressi e questo libro racconta, in modo commovente e anche umoristico, la storia di una famiglia alle prese con questo straordinario percorso che punta alla rinascita. Ma racconta anche l'eroismo di tanti bambini, padri e madri che sono stati feriti dalla vita e ce la mettono tutta per riconquistare quella libertà negata da un corpo che li imprigiona. Queste pagine sono il diario personale, familiare e spirituale di una grande avventura nutrita quotidianamente da tante altre storie di fede, di speranza, di carità e di coraggio a cui Caterina e la sua famiglia guardano come a grandi esempi di vita e grandi testimonianze di fede. La scelta di ogni giorno è quella di vivere tutto con speranza e non arrendersi mai.
A Matteo Della Bordella la montagna ha dato e tolto tanto: l'ha consacrato quale uno dei più geniali alpinisti della nuova generazione, ma gli ha anche portato via il padre Fabio, insegnante e istruttore del Cai scomparso nel 2007 in un tragico incidente in parete. Eppure, Matteo ha continuato ad approcciare ogni vetta a viso aperto, con spirito leale e grande rispetto per la natura, lontano da ogni retorica di conquista. Perché l'arrampicata è più di uno sport: è un'inflessibile maestra di vita, un viaggio esistenziale nel quale ci si mette ogni volta alla prova tra gioie e spaventi, sfide e timori, traguardi e fallimenti, ascese e baratri. Oggi, questo giovane talento ci racconta come l'alpinismo gli abbia cambiato la vita, rendendolo l'uomo che è diventato. Le sfide affrontate in parete - dalle prime scalate con il padre, appena dodicenne, alle eccezionali imprese by fair means, ovvero senza mezzi artificiali - gli hanno regalato enormi soddisfazioni e impartito severe lezioni. Un percorso fatto di successi, di premi, della stima di maestri del calibro di Reinhold Messner, ma anche di cadute, sconfitte e passaggi dolorosi. Esperienze che l'hanno fatto crescere, in tutti i sensi: l'hanno reso capace di affrontare i propri limiti e lottare con quelle paure che si agitano nel profondo di ciascuno di noi. Immerso in una cornice di paesaggi mozzafiato - dalle Alpi alla Patagonia, dalla Groenlandia al Pakistan - il suo racconto va ben oltre la cronaca sportiva: ci mostra come scalare significhi innanzitutto scoprire se stessi, inventare e inventarsi costantemente, imparare l'arte della perseveranza, dell'accettazione e della rinuncia. E ci ricorda quanto sia importante, in montagna come nella vita, avere il coraggio di ammettere un errore o di percorrere la via meno battuta.
L'affascinante figura di Santa Gemma Galgani, morta in estasi d'amore a soli 25 anni di età, conquista da sempre chi viene a conoscenza della sua straordinaria vita tutta trascorsa nel soprannaturale fin dall'infanzia e intessuta di fenomeni mistici, tra i quali spiccano le stimmate. Ebbe da Dio la missione espiante e riparatrice dei peccati degli uomini.
ai fine di allontanare i tremendi castighi che incombevano sul mondo.
Fiore della Passione, è l'espressione più illustre della spirimalità passionista. Attinse a piene mani, tramite l'insegnamento e la direzione di Padre Germano Ruoppol. ora Servo di Dio.
Alla dottrina mistica di san Paolo della Croce, che divenne suo maestro e guida, come è stato dichiarato esplicitamente nel decreto pontificio sulla eroicità delle sue virtù.
quindi un luminoso modello di santità, che l'autore intende riproporre alle nuove generazioni, presso le quali è poco conosciuta.
Padre Antonio Calabrese, passionista, avvocato rotaie, ha pubblicato La Via Mistica di San Paolo della Croce, e alcuni testi di diritto canonico per la Libreria Editrice Vaticana, Diritto Penale Canonico e istituti di Vita Consacrata e Società di Vita Apostolica.
Franz Jägerstätter nasce il 20 maggio 1907 in un paesino austriaco.Rifiutò ogni collaborazione con il nazionalsocialismo dopo l’annessione del suo Paese alla Germania (1938) divenendo di fatto uno dei pochissimi testimoni che in terra tedesca, abbia osato opporsi al regime hitleriano. Chiamato alle armi nel 1943,in pieno conflitto mondiale,dichiarò che come cristiano non poteva servire l’ideologia hitleriana e combattere una guerra ingiusta. Non è senza significato che il suo parroco Josef Karobath, dopo la discussione decisiva nel 1943,pochi giorni prima della chiamata all’arruolamento, abbia scritto:”Mi ha lasciato ammutolito, perché aveva le argomentazioni migliori. Lo volevamo far desistere ma ci ha sempre sconfitti citando le Scritture”. Franz viene ghigliottinato a Brandeburgo (Berlino, nello stesso carcere si trovava anche Bonhoffer) il 9 agosto 1943. Il 26 ottobre 2007 viene proclamato Beato. Nel 1997 venne iniziata la causa di beatificazione su base diocesana.Il 1º giugno 2007 Papa Benedetto XVI ha autorizzato la pubblicazione del decreto che riconosce il suo martirio,aprendo così le porte alla sua beatificazione. Questo libro è la sua storia.
AUTORE Cesare G.Zucconi fa parte della Comunità di Sant’Egidio.
Un volume che tratteggia il profilo umano, spirituale, sacerdotale, episcopale, pastorale-missionario di un grande vescovo diocesano della prima metà dell’Ottocento, fondatore della Congregazione delle Figlie di Maria SS.ma dell’Orto, dei Missionari di Sant’Alfonso de’ Liguori e degli Oblati di Sant’Alfonso. Figura e modello di pastore, «santo affascinante per la ricchezza della sua umanità e delle sue virtù, animato da zelo travolgente, oratore sacro famoso e intrepido riformatore del clero e di anime consacrate».
Destinatari
Un libro per quanti desiderino accostarsi alla figura di Antonio Maria Gianelli.
L'autore
Salvatore Garofalo (1911-1998), autore di numerosi commentari alla sacra Scrittura, è stato consultore della Pontificia Commissione per gli studi biblici, perito al Concilio Vaticano II, professore di Esegesi biblica nella Pontificia Università Urbaniana, di cui fu anche rettore. Pur coltivando lo studio biblico a carattere scientifico, attese anche alla divulgazione della Bibbia con tutti i mezzi di oggi.Tra le sue opere principali: La Sacra Bibbia, con il commento dei migliori studiosi italiani e la collaborazione al Nuovo dizionario di teologia biblica (Edizioni Paoline, 1988).
Biografia di Giovanni Battista Montini, il papa dal carattere schivo e riservato, ma uomo sensibile, aperto all'amicizia e alla gioia. La gioia cristiana è stata elemento essenziale della sua spiritualità e della sua vita, alla quale ha dedicato un documento, Gaudete in Domino, che egli stesso definì «una specie di inno alla gioia divina». Paolo VI è il papa che ha saputo gestire con intelligenza, avvedutezza e coraggio l'utopia di Giovanni XXIII traghettando nel mondo la Chiesa del Concilio. È stato il primo papa del Novecento a varcare i confini italiani, a tornare dopo 2000 anni in Terra Santa, a viaggiare in Africa, America, Oceania, Australia e Asia, fino ai confini della Cina.
La storia di un prete cubano, di un uomo alla ricerca di un senso. Cresciuto in una famiglia in cui la fede cattolica era il fulcro della vita, ha imparato a lottare per essere fedele a una Chiesa perseguitata e coerente. E quando il Dio che difendeva gli ha chiesto di diventare sacerdote, nell’offrire se stesso ha trovato il significato dei suoi giorni.
Destinatari
Tutti.
Autore
Alberto REYES PÍAS è un sacerdote nato a Camagüey, Cuba, nel 1967, durante gli anni della persecuzione religiosa. Al termine della scuola secondaria ha sentito per la prima volta la chiamata al sacerdozio ma prima di entrare in seminario ha proseguito gli studi per altri tre anni presso la Facoltà di medicina. Ha studiato a Santiago di Cuba, all’Avana e a Roma. Ordinato sacerdote nel 1996, per otto anni è rimasto nella diocesi di Camagüey, poi si è trasferito a Madrid per studiare psicologia. Al suo ritorno, ha lavorato per sei anni a Guáimaro e in seguito due anni a Maisí, nell’estremo est dell’isola. Da settembre 2018 è vicerettore del Seminario San Agustín di Camagüey.
Shahbaz Bhatti (Faisalabad 1968 – Islamabad 2011), founder of the “Christian Liberation Front” was a member of the Pakistan Peoples Party and in 2008 minister for Pakistan’s minorities. He was born into a catholic family from Kushpur, a village in the province of Punjab. He was committed to the fight for human rights, religious freedom, equality, social justice and the revision of the blasphemy law. On 2nd March 2011 he was the victim of a terrorist attack in Islamabad.
Autore
Paolo AFFATATO, journalist and writer, is head of the Asia editorial staff at the Vatican news agency “Fides”. He is author of articles and reports on different Asian situations and countries, and he is a member of “Lettera22”. Emmanuel PARVEZ, a Pakistani priest, is the parish priest of the diocese of Faisalabad. Organiser of Islamic-Christian dialogue initiatives, youth ministry, and sports, he is engaged in social and cultural development of the Christians of Punjab. He is Shahbaz Bhatti’s cousin and was his spiritual confidant.
Il volume rappresenta un tentativo di lettura del percorso biografico della fondatrice del Movimento dei Focolari, a cento anni dalla nascita e a dodici dalla scomparsa. Nasce con un intento e un taglio divulgativo, ma intende anche favorire l’approfondimento di singoli aspetti e grandi tematiche legate alla figura di Chiara e dei Focolari (i laici nella Chiesa, il Vaticano II, la mondialità, l’ecumenismo, la pace …). Vuole offrire una lettura del personaggio calato nei contesti storici che ha attraversato nel corso della sua lunga e complessa esistenza, contribuendo ad arricchire un’offerta editoriale già ampia, ma forse un po’ carente di contributi composti con queste caratteristiche. Una impostazione che trova conferma anche nel profilo dell’autore, che ama definirsi “battezzato semplice” e cerca di leggere le vicende che prova a narrare con un costante riferimento alle fonti, con l’applicazione del metodo storico-critico e con la propria sensibilità di credente, nonché con la chiave ermeneutica che trova la sua sintesi nel rapporto tra spiritualità e azione, tra storia e profezia.

