
Leggere l’avventura umana di san Camillo de Lellis è un'esperienza affascinante. È vedere come l’incontro con Cristo porti a compimento il desiderio di pienezza umana che muove tutte le azioni dell’uomo. Camillo fu un giovane in cerca di una vita bella e gloriosa che, come per tanti nobili del suo tempo, coincise nei suoi sogni con la fama di una brillante carriera di soldato di ventura. Per essa sarebbe stato disposto a compiere qualunque sacrificio, tranne che a rinunciare al gioco dei dadi o delle carte, vizio cui non sapeva resistere e che lo portò a perdere tutto, perfino la stima di se stesso. Quando si trovò disperato di fronte all'incapacità di soddisfare il suo profondo desiderio, fu pronto a riconoscere la voce del Signore che lo chiamava a Sé. L’amore a Cristo coincise per Camillo con la carità verso tutti gli uomini, soprattutto verso coloro che erano provati dalla sofferenza della malattia, a cui egli si dedicò con la tenerezza e la fantasia di una madre, radunando intorno a sé molti giovani toccati dalla sua testimonianza e dando vita alla più grande riforma dell’assistenza ospedaliera.
Le tappe della vita di Maria Teresa La Commare, divenuta carmelitana scalza con il nome di Teresa di Gesù Bambino all'età di ventidue anni, sono ripercorse in questo volume dall'infanzia all'adolescenza, dai viaggi rivelatori ad Assisi all'intenzione di entrare nel Carmelo, dalla "notte oscura" alle gioie della vita in comunità, fino alla malattia che l'accompagnò al termine del pellegrinaggio terreno nella vita di fede. Una vita narrata soprattutto attraverso le lettere e il Memoriale, che manifestano la fede e il grande ardore spirituale dell'autrice. Suor Teresa aveva facilità a maneggiare la penna, più che a parlare. Si rivelava scrivendo. Dai suoi scritti affiora la figura di una persona fortemente innamorata di Dio. Dal suo cuore emerge spontaneo un canto melodioso e struggente, dono prezioso per le consorelle e i lettori. Maria Cecilia del Volto Santo, nata nel 1944, carmelitana del monastero di Noto in Sicilia, è un'attenta studiosa dell'opera di Edith Stein. È autrice di un volume sulla spiritualità di san Giovanni della Croce, Il cammino della libertà e della gioia alla luce di Giovanni della Croce (Roma 1991) e collabora alla "Rivista di vita spirituale" dei Carmelitani scalzi del Centro Interprovinciale di Morena (Roma).
L’autore non ha scritto semplicemente una biografia, ma ha cercato di far emergere il tracciato affascinante della vita di Benedetta: ha scavato nei ricordi e nelle lettere, ha studiato il diario e i pensieri, ha ascoltato gli amici, ha rintracciato le letture amate da Benedetta, ha ricomposto il mosaico della personalità di quest’anima straordinariamente semplice e semplicemente straordinaria.
“Benedetta a un certo punto si nasconde: sembra che non voglia occupare uno spazio indebito, sembra che non voglia fermare l’attenzione su di sé… ma che voglia condurci alla scoperta di Gesù” (dalla Prefazione)
Andrea Vena è sacerdote della diocesi di Concordia-Pordenone e parroco di Bibione (VE). Nato a Pordenone l’11 ottobre 1968, tra il 1994 e il 2000 è stato vicerettore del Seminario Diocesano, direttore del Centro Diocesano Vocazioni e viceassistente dell’Azione Cattolica Ragazzi e Giovani. Nel 2003 ha conseguito il dottorato in teologia spirituale presso la Pontificia Università Gregoriana difendendo la tesi su «Il progressivo cammino di crescita spirituale di Benedetta (1936-1964) attraverso la lettura critica dei suoi scritti». Sta attualmente curando l’edizione degli Scritti completi di Benedetta Bianchi Porro per le Edizioni San Paolo.
«In quella sera, in macchina di ritorno dall’ospedale, ricordo che ti muovesti per la prima volta; sembrava che mi dicessi: Grazie mamma che mi vuoi bene».
Il 22 ottobre 1995 si spegneva Mariacristina Cella Mocellin, una giovane mamma di 26 anni. Moriva per un tumore che non aveva voluto curare per non danneggiare il bambino che portava in grembo. In quel giorno Cristina lasciava il marito Carlo e i figli Francesco, Lucia e Riccardo. La notizia del dono della vita di questa mamma subito si diffuse ovunque. Ne parlarono i giornali locali e nazionali, la radio e la televisione. Non solo in Italia, ma anche all’estero la gente venne a conoscenza di questo atto di amore.
Ora, a dieci anni dalla morte, il volume intende far conoscere la storia e la fede di Cristina a un pubblico più vasto, attraverso la pubblicazione di alcuni suoi scritti. La pubblicazione di parte del diario di Cristina, infatti, può aiutare senz’altro molte altre persone a camminare nella fede e nell’amore come è stato per lei.
Mariacristina Cella Mocellin nasce a Cini sello Balsamo il 18 agosto 1969. Da ragazza frequenta assiduamente l’oratorio della comunità cristiana della Sacra Famiglia in Cinisello, ove si impegna come catechista e animatrice. Frequenta il liceo linguistico “Regina Pacis” a Cusano Milanino e si iscrive all’Università Cattolica di Milano alla facoltà di lingue. Il 2 febbraio 1991 Cristina sposa Carlo Mocellin, stabilendosi a Carpané, in provincia di Vicenza. In dicembre nasce Francesco, a luglio del 1993 nasce Lucia e un anno dopo Riccardo. Durante la terza gravidanza ricompare il tumore, di cui Mariacristina aveva già sofferto a 18 anni. Cristina, con Carlo, decide di sottoporsi solo alle cure mediche che non avrebbero messo a rischio la vita di Riccardo. La malattia si aggrava e la vita di Cristina diventa un calvario fino al 22 ottobre 1995, quando Dio Padre la chiama a sé.
Jean Bernard venne arrestato in Lussemburgo il 6 gennaio 1941 dalla Gestapo, la Polizia segreta di Stato tedesca, e dopo interrogatori senza esito venne trasferito nel campo di concentramento di Dachau, che in quel momento annoverava circa 12.500 detenuti. L'allora trentaquattrenne sacerdote rappresentava per i nazisti un personaggio scomodo, perché non approvava l'annessione del suo paese fatta da Hitler. Era il numero 25487 e, in quanto sacerdote cattolico, venne assegnato al cosiddetto "Pfarrerblock" ("Reparto preti"). Quando Jean Bernard pensava di avere chiuso ormai la sua vita terrena, all'improvviso venne rilasciato, probabilmente grazie all'influsso dell'amministrazione militare tedesca di Parigi. Scrisse allora queste pagine che si leggono come un diario. Nella loro semplicità soltanto raccontano avvenimenti che non possono e non devono essere dimenticati. Jean Bernard nacque nel 1907 in Lussemburgo. Studiò filosofia e teologia dapprima all'Università di Lovanio, poi nel Seminario di Lussemburgo e infine si laureò in filosofia a Lovanio dopo la sua ordinazione sacerdotale (1933). Nel 1970 fu elevato da papa Paolo VI al titolo di prelato onorifico. È morto nel 1994.
La storia di don Andrea Santoro, ucciso nella città turca settentrionale di Trabzon (l’antica Trebisonda - Mar Nero). Don Andrea Santoro, 60 anni, era della diocesi di Roma ma nella missione in Turchia si interessava del dialogo interreligioso tra cattolici e islamici. È stato ucciso con un colpo di pistola mentre pregava nella chiesa parrocchiale di Santa Maria dove aveva appena celebrato Messa. Secondo i testimoni, l’assassino è un giovanissimo, un sedicenne che è fuggito dalla chiesa gridando “Allah Akbar”, Allah è grande. Ignoto il movente.
Il libro, per la prima volta racconta la formazione di don Andrea, studente a Roma e i motivi della sua scelta di andare in missione. La narrazione centra l’attenzione sulla Turchia e sulla situazione dei cristiani in quella terra. Sono proposte alcune pagine di don Andrea, tratte dal suo diario e dalle sue lettere: ascoltando i bambini, piccole e grandi virtù, pellegrini in Turchia, una testimonianza dall’est della Turchia, dove va la Turchia, lettera a Benedetto XVI
Don Andrea Santoro era nato a Priverno in provincia di Latina, il 7 settembre 1945 ed era stato ordinato sacerdote il 18 ottobre 1970 a Roma per la Diocesi della capitale. Aveva prestato servizio nella parrocchia Ss. Fabiano e Venanzio di via Terni 92, in zona Tuscolana, e nella parrocchia Gesù di Nazareth di via Igino Giordani al quartiere Collatino. Don Andrea è stato parroco nel quartiere di San Giovanni dal ‘94 al 2000, anno in cui era partito per la missione in Turchia. “Non per evangelizzare - ha sottolineato il parroco don Marco che con don Andrea ha collaborato per anni - ma solo per testimoniare una presenza cristiana e accogliere i pellegrini che si recavano in visita alle chiese dell’Asia minore”.
Augusto D'Angelo insegna Storia dei Partiti nella Facoltà di Scienze Politiche dell'Università di Roma «La Sapienza». Dopo essersi occupato a lungo di storia religiosa, negli ultimi anni si è dedicato alla ricerca sul rapporto tra potere politico e autorità religiosa pubblicando, tra l'altro, i volumi De Gasperi, le destre e l'«operazione Sturzo» (2002), Moro, i vescovi e l'apertura a sinistra (2005). E' stato consulente storico di Liliana Cavani per il film RAI Alcide De Gasperi, l'uomo della speranza (2005).
Il titolo richiama un precedente romanzo di V. Gheorghiu, La venticinquesima ora. Siamo in Romania verso la fine della seconda guerra mondiale, l'invasione sovietica è alle porte. Il povero sacerdote rumeno, padre del protagonista del romanzo, è accusato di eresia ed è sospeso dal suo ministero. Chiede aiuto al figlio, che lavora come giornalista nella capitale, ma tornando a casa rischia di essere fucilato. Il figlio non saprà più nulla di lui né della sua parrocchia. Attraverso questa figura paterna, è però tutta la storia religiosa di un popolo che si affaccia al lettore: liturgia, teologia, spiritualità, storia, geografia della Romania cristiana. Il romanzo ha una finale sorprendente.
Consigliere di Benedetto XVI sulla questione cinese, appassionato difensore dei diritti umani in Cina, intrepido sostenitore della Dottrina sociale della Chiesa, beniamino dei media di Hong Kong, il cardinale Joseph Zen, arcivescovo dell’ex colonia inglese,per la prima volta in questo libro-intervista racconta la sua storia. Dalle sue parole scorrono le immagini della sua infanzia povera nella città natale di Shanghai,la vocazione salesiana,l’esodo a Hong Kong sotto la spinta del potere comunista, gli studi e l’ordinazione presbiterale a Torino, l’insegnamento da vero pioniere nei seminari cattolici cinesi negli anni Ottanta, unico sacerdote dall’estero ammesso a formare i futuri preti del Gigante asiatico. Il racconto di Zen colpisce per la ricca aneddotica personale e l’affresco generale che sa offrire sulla situazione in Cina e ad Hong Kong. Con la ruvida franchezza che molti gli riconoscono e che rifugge da ogni prudenza diplomatica,Zen dipinge la situazione attuale dei 12 milioni di cattolici cinesi, ancora stretti nella morsa del ferreo controllo del Partito comunista,ma sempre più desiderosi di vivere con libertà e apertura la propria fede cattolica.
Il libro ci propone un viaggio in un arco di settantanove anni (1880-1959) che, muovendosi da Boves (la cittadina vittima della barbarie nazifascista e ora sede della scuola di pace), passa per Torino, raggiunge Angera sul Lago Maggiore, arriva a Lugano, ci riporta a Grugliasco nella cintura torinese, si conclude a Luserna (in Val Pellice a quindici chilometri da Pinerolo)… per poi riprendere e condurci in tante parti del mondo, dove la giaculatoria “Provvidenza divina del Cuor di Gesù,provvedete” scandisce le giornate dei credenti in un fiducioso abbandono al disegno di Dio.La giaculatoria è nata dalla fede e dall’esperienza spirituale di Teresa Gabriella Borgarino, Figlia della Carità, la cui figura viene qui proposta nei suoi sessantanove anni di vita (1880-1949) e nei dieci anni successivi alla morte,anni in cui la sua figura – umile e semplice (lei si definiva “la radice nascosta”) – si è sempre più imposta con la forza della testimonianza.
AUTORE
Giorgio Grietti, prete della diocesi di Pinerolo dal 1978, è laureato in teologia con specializzazione liturgico-pastorale. È docente di liturgia e teologia sacramentaria, parroco, direttore dell’Ufficio diocesano per le Cause dei Santi. Nella causa di canonizzazione di Suor Gabriella, dopo aver svolto l’incarico di Promotore di Giustizia nel Processo diocesano, opera come collaboratore esterno del relatore nel prosieguo della medesima presso la competente Congregazione romana.
La vita del fondatore degli istituti e dei centri di assistenza per i bambini orfani e mutilati dalla guerra narrata attraverso il racconto delle persone che gli sono state vicine e che hanno ricevuto il suo aiuto. La testimonianza degli alpini, con i quali aveva condiviso da cappellano militare gli orrori della Campagna di Russia;l’intervista a Silvio Colagrande,che alla morte del beato ricevette in dono la cornea di don Gnocchi che gli permise di ritornare a vedere; la storia di Sperandio Aldeni, il miracolato che, attraversato da una scossa di corrente da 15.000 volt, invocò Carlo Gnocchi ed ebbe salva la vita. Completano l’opera alcune schede:la causa di beatificazione,la Fondazione Don Carlo Gnocchi oggi e una bibliografia.
DESTINATARI: Un libro che interesserà quanti attendono la beatificazione di Don Gnocchi
AUTORE Roberto Parmeggiani è nato a Milano quarantanove anni fa. Sposato, padre di tre figli, è laureato in Giurisprudenza all’Università Cattolica. Giornalista professionista dal 1988, ha lavorato per tre anni al quotidiano «Avvenire» e dal 1990 a «Famiglia Cristiana», dove è caporedattore. Ha all’attivo un altro libro dedicato a Don Gnocchi: Ho conosciuto don Gnocchi. I testimoni raccontano, Ancora, 2000.
Mons. Marini dà voce a Madre Eugenia Ravasco e ci fa penetrare nel mondo meraviglioso e misterioso di un’anima innamorata di Dio che è riuscita a trasformare i lutti in occasione di gioia e ha risposto con generosità all’invito del Signore.
Destinatari
Quanti sono interessati a conoscere la vita esemplare di Madre Eugenia Ravasco.
L’autore Mons. Guido Marini è nato a Genova nel 1965. È stato segretario personale dei cardinali Giovanni Canestri, Dionigi Tettamanzi e Tarcisio Bertone. Nell’ottobre 2007 Benedetto XVI lo ha elevato alla dignità di Prelato d’onore di Sua Santità concedendogli l’incarico di Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie.

