
Luca ama il cinema ed è un critico, per così dire, dilettante, inesorabile, soprattutto nei riguardi dei film francesi. Un giorno, per qualche strano sortilegio, si trova a vivere proprio in un film, francese s'intende. Pur di sottrarsi agli odiati cliché cinematografici d'oltralpe, non esita a compiere soppressioni e a creare colpi di scena per alterare la trama e liberarsi dei personaggi. In fuga dopo le sue malefatte, attraversa un film di Bergman e, passando fra le scene di Woody Allen e le atmosfere felliniane, approda in una specie di studio cinematografico abbandonato e divenuto rifugio per altri sette transfughi cinematografici. Alleatisi, gli intrepidi partono alla sfida del mitico Filmondo, impantanandosi però in un film di gangster...
Una mattina come tante nella cucina in disordine, nell'aria pungente di una Dublino ancora addormentata. Una mattina come altre quella in cui Ben decide di dire addio alla moglie Rose, ai suoi tre figli e a vent'anni di vita assieme. Rose non parla, non reagisce, non sa nemmeno cosa provare. Con questa scena si apre "La metà di niente", il felice romanzo d'esordio di Catherine Dunne, il diario lucido e drammatico di una donna che, di punto in bianco, si trova sola, senza soldi e con una famiglia da mantenere. Come in un album di fotografie, la nuova vita di Rose si alterna a flashback della vita passata, dei suoi sogni giovanili, delle sue illusioni romantiche sul matrimonio. Ma tra lacrime e disperazione, tra rabbia e sensi di colpa, Rose diventa forte.
Immerso nella sordida atmosfera di un bordello della provincia di Vigo, un vecchio rievoca i suoi trascorsi di carceriere durante la guerra civile spagnola. Una galleria di iniquità ancor prima che di volti: le detenzioni arbitrarie, i maltrattamenti, le percosse, i prelevamenti notturni. Dentro le mura del carcere decide della vita e della morte dei prigionieri il caporalmaggiore Herbal. Questi non è cattivo, anzi, a modo suo è forse un uomo giusto, ma ligio ai regolamenti. A un certo punto, però le vite dei due si dividono: l'uno, dopo quindici anni di carcere, si trasferisce in Messico; l'altro abbruttito dalla vita di caserme e carcere, finisce a sua volta in prigione per aver ucciso un uomo...
Fine anni Sessanta. Toscana. Il pretore Nicolai, poeta in incognito, dopo un timido corteggiamento sposa Giulia, la figlia del presidente del Tribunale di Lucca, ma presto il matrimonio risulta un fallimento: Giulia, che non amava Nicolai, si sente soffocare dal suo affetto e ben presto lo tradisce apertamente. Nicolai, addolorato e disamorato si rinchiude nella poesia e nel suo lavoro, fino a quando, sul suo treno di pendolare da Pescia a Lucca, incontra una donna sposata, Adriana, della quale diventa devoto confidente, pur struggendosi di una passione divorante. Il marito di Adriana morirà, ma non si apriranno speranze per Nicolai. Solo Ilaria, la figlia di Adriana, lo riconcilierà con la vita e lo amerà teneramente.

