
Una giornata d'inverno, un paesino isolato dalla neve, in mezzo alla desolazione della brughiera vicino a Dartmoor e alla sua famigerata prigione. A Sittaford House la signora Willett, che dal Sudafrica è venuta a passare la stagione invernale in questa remota località del Devon insieme alla figlia Violet, tiene salotto, come sempre. Per passare il pomeriggio, gli ospiti decidono di fare una seduta spiritica. Ma quello che doveva essere un gioco si trasforma in un incubo: gli spiriti, infatti, annunciano che il capitano Trevelyan, il proprietario di Sittaford House che ha ceduto in affitto la sua casa alle Willett ritirandosi in una vicina cittadina, è stato assassinato proprio in quel momento. Tutti gli astanti sono sconvolti. Il maggiore Burnaby, vecchio compagno del capitano, si precipita a casa dell'amico dove fa una sconvolgente scoperta...
Un'armatura vuota animata da uno spirito invisibile che riesce a farsi accettare tra i Paladini di Carlo Magno, un visconte diviso a metà da una palla di cannone che si scinde in una parte buona e in una cattiva, un barone che, per sfuggire a un rimprovero, si rifugia sopra un albero e passa in mezzo agli alti rami tutta la sua esistenza.
Gogol' si reca a Roma ben nove volte durante la sua vita, in cerca di pace e di ispirazione, soggiornandovi a lungo tra il 1837 e il 1847, esponente più illustre di quella colonia russo-romana che nella prima metà dell'800 produce una vivace riflessione sulla Russia e l'Occidente, in una osmosi profonda con l'ambiente cosmopolita di Roma. Questa edizione del racconto "Roma" vuole mettere a fuoco proprio il Gogol' "romano" e "italiano", spesso trascurato e sottovalutato dalla critica. Il racconto è l'omaggio che lo scrittore russo tributa alla Roma del suo tempo e ci restituisce, con una precisione rara, una città scomparsa per sempre, ricca di elementi pittoreschi.
Chi accetterebbe mai di ospitare per quindici anni nel giardino di casa propria un'anziana barbona e il furgone debordante di rifiuti che ne costituisce il domicilio? Oltretutto Miss Shepherd non è una vecchina che susciti tenerezza: è grande e grossa, scontrosa, bislacca, poco incline alla gratitudine. Porta come cappello una scatola di cereali fissata con un velo e ha una gonna fatta di strofinacci per la polvere. Si fa scarrozzare per la città su una sedia a rotelle ed emana un insopportabile fetore. Chi mai acceterebbe una così perturbante prossimità? Forse solo Alan Bennett che in questo libro ci affida il diario di una lunga e incongrua convivenza.
Se dovessimo indicare una forma romanzesca capace di rivelare come si compone e come si manifesta quell'impasto vischioso del potere che la politica italiana ha avuto per lunghi anni il funesto privilegio di produrre, basterebbe rimandare alle asciutte pagine di "Todo modo", alla scansione crudele dei suoi episodi, che solcano come una traccia fosforescente una materia informe, torbida e sinistra. Non meraviglia dunque che questo libro, pubblicato nel 1974, possa essere letto come una guida alla storia italiana dei decenni successivi.
Un uomo si aggira nel buio della sua casa, di notte; i bambini dormono, sua moglie prima di uscire ha lasciato in bagno un rossetto aperto, una scia di profumo, le tracce di un desiderio di sedurre certamente non dedicato a lui. A volte le emozioni sgocciolano come rubinetti vecchi, a volte i legami si sfarinano come intonaci esposti al sole: la manutenzione degli affetti è compito arduo e complesso, è un esercizio infinito di duttilità. La scrittura di Pascale delinea in questi racconti un ceto medio distratto, vagamente meridionale, alle prese con i cambiamenti della società e i privatissimi scacchi individuali.
La vita della famiglia Courteney scorre tranquilla nella tenuta di High Weald che si trova in Africa, precisamente a capo di Buona Speranza, ma una forza sconosciuta li attira verso il cuore dell'Africa nera. Il primo a rispondere a quel richiamo sarà Jim, che abbandonerà il Capo e la famiglia per inseguire un sogno d'amore e d'avventura intravisto negli occhi azzurri di una giovane donna perseguitata. Poi sarà la volta di Tom, suo padre, che non esiterà a schierarsi col figlio e a proteggere i due giovani dalle autorità olandesi. Quindi toccherà a Dorian, lo zio di Jim, che farà rotta verso l'Oman, la terra che vent'anni prima l'ha comprato come schiavo e ora lo reclama come condottiero.
A Jack Aubrey è affidato il comando della fregata Surprise per inseguire la Norfolk, una nave americana che veleggia nei mari del Sud e minaccia le baleniere inglesi. La caccia alla preda si rivelerà irta di pericoli ed estenuante, porterà Aubrey e il suo equipaggio dapprima a doppiare il mitico ma miciadiale Capo Horn, poi alle misteriose ma affascinanti Gàlapagos e, infine, tra calme piatte e vicissitudini d'ogni tipo, al remoto arcipelago delle Marchesi, nel bel mezzo del Pacifico, in un viaggio davvero ai confini del mare.

