
1787: l'Australia è un continente inesplorato, appena scoperto dal capitano Cook, e disabitato. Gli inglesi decidono di colonizzarlo inviando elementi indesiderati - galeotti, reietti, le loro guardie - che giungono con la prima flotta a Botany Bay nel 1788. Fra i deportati c'è anche Richard Morgan, armaiolo inglese, incastrato dai suoi nemici con una macchinazione astuta e crudele. Ma "dall'altra parte del mondo" il coraggio, l'onestà e l'ingegno possono ancora cambiare la vita di un uomo.
Il colonnello John Smith, medico ricercatore, è a Venezia per una missione segreta. Il partner russo con cui deve incontrarsi viene ucciso al momento dell'incontro. L'informazione agghiacciante è che qualcuno - qualcuno molto potente - sta per far uscire dalla Russia un campione di virus del vaiolo. Un virus micidiale che può scatenare un'epidemia di proporzioni catastrofiche. Inizia, in tutto il mondo, la lotta contro il tempo...
Nel 1915, mentre la guerra infuria in Europa, Henry James è sul letto di morte e riflette sulla propria vita, attorniato dalla scrittrice Edith Wharton, dal giovane Burgess, dalla segretaria, dalla cameriera e dalla cognata Alice. Lo sguardo del narratore compie quindi un balzo indietro fino al 1880, quando James ha già scritto i primi capolavori, ma non riesce a conquistare le simpatie del grande pubblico, sedotto dagli scrittori mediocri che lo circondano. Qualche anno dopo James tenta la carta teatrale ma, dopo i primi successi, la sua fama viene offuscata dall'immenso successo di Oscar Wilde. È a questo punto che Lodge intraprende con Henry James un dialogo sul conflitto tra valore letterario e successo di pubblico.
Nel collegio di Clerval, vicino a Orléans, il giovane professore di storia e geografia si suicida, lanciandosi dalla finestra della sua classe. A sostituirlo viene chiamato Pierre Hoffmann che deve subito confrontarsi con gli strani atteggiamenti degli allievi. Un gruppo impenetrabile di adolescenti stranamente silenziosi e disciplinati, in cui si insinua una ostilità diffusa, una sorda violenza che potrebbe esplodere da un momento all'altro. Angeli perversi affascinati dalla morte, che coltivano il gusto della crudeltà. Una storia di malessere, violenza e angoscia dal finale ineluttabile.
Jonathan Argyll, storico dell'arte inglese, ha appena venduto un'opera minore di Tiziano a un museo americano. Ma proprio mentre, in attesa del suo compenso, trascorre qualche giorno sotto il sole della California, la situazione inaspettatamente si complica: il miliardario proprietario del museo viene assassinato, un mercante d'arte sparisce e si perdono le tracce di un busto di Bernini, acquisito dal museo. Ancora una volta si rende dunque necessario l'aiuto dei due amici italiani di Argyll, Flavia Di Stefano e il generale Bottardi, del nucleo investigativo di polizia per la tutela del patrimonio artistico. Tanto più che le attenzioni dell'assassino cominciano a prendere di mira lo stesso Argyll...
Il racconto "L'harem" fa parte di quel "Viaggio in Oriente" che Nerval pubblicò prima in una serie di articoli, poi in due edizioni incomplete dal titolo "Scene della vita orientale", e, infine, nella versione definitiva apparsa nel 1851, quattro anni prima del suicidio dello scrittore. Il viaggio, in realtà, Nerval lo effettuò in due riprese, fra il 1843 e il 1844, ma la sua opera, e dunque anche il racconto qui pubblicato, non rappresenta un mero resoconto di quell'itinerario. Nerval scrive in effetti un 'romanzo-viaggio', e all'interno di esso l'episodio narrato ne "L'harem" si staglia fra tutti come quello più 'romanzesco'.
"Il padiglione sulle dune", iniziato a Londra nel 1878 e concluso a Monterey, in California, due anni dopo, fu definito dal suo autore 'un vasto lavoro di carpenteria in nove capitoli e non so quante scene'. Cassilis e Northmour si trovano a difendere loro malgrado il padre della ragazza che entrambi amano, il disonesto banchiere Bernard Huddlestone, in fuga con i soldi sottratti ai carbonari italiani. E così, mentre quel remoto angolo della Scozia in cui si compie la vicenda va man mano infittendosi delle apparizioni sinistre e minacciose degli italiani in cerca di vendetta, il racconto di Stevenson diviene sempre più un bellissimo apologo sul coraggio e sulla viltà, sulla sete di ricchezza e sul bisogno di amore.
Kasumi è nata e cresciuta nell'Hokkaido, ma fugge ben presto a Tokyo, dove sogna di realizzare una vita libera e diversa da quella monotona e squallida dei suoi genitori. Sposatasi con un tipografo mite e serio, Kasumi cerca una via di fuga nelle braccia di un cliente del marito con il quale inizierà una relazione segreta e appassionata, che indurrà l'uomo a comprare una casa nell'Hokkaido per ospitare la donna e la sua famiglia. Nel corso di questo soggiorno, la figlia maggiore di Kasumi scompare senza lasciare traccia. Convinta che la scomparsa della bambina sia il meritato castigo per aver tradito il marito, le figlie e, anni prima, i genitori, Kasumi intraprende un viaggio alla ricerca della figlia che la ricondurrà alle sue origini.
Max Barabander, ebreo con un passato di affari loschi e la morte prematura di un figlio alle spalle, rientra in Polonia dopo gli anni dell'emigrazione in Argentina. Ha quarantasette anni e un dolore tanto lacerante da incrinare irrimediabilmente il rapporto con la moglie. È il 1906. In Polonia Max rientra anche per trovare un'altra donna, per risvegliare l'eros a lungo sopito nel lutto, per dimostrare a se stesso di essere ancora un uomo. All'arrivo trova una Varsavia che, al crocevia dei due secoli, è profondamente cambiata. Ritrova il suo quartiere, crogiolo di ricordi e legami di sangue, brulicante di emarginati, prostitute, truffatori, babele che lo risucchia in un vortice di inganni e dissoluzione.
"I barboni sono randagi scappati dalle nostre case, odorano dei nostri armadi, puzzano di ciò che non hanno, ma anche di tutto ciò che ci manca. Perché forse ci manca quell'andare silenzioso totalmente libero, quel deambulare perplesso, magari losco, eppure così naturale, così necessario, quel fottersene del tempo meteorologico e di quello irreversibile dell'orologio. Chi di noi non ha sentito il desiderio di accasciarsi per strada, come marionetta, gambe larghe sull'asfalto, testa reclinata sul guanciale di un muro? E lasciare al fiume il suo grande, impegnativo corso. Venirne fuori, venirne in pace. Tacito brandello di carne umana sul selciato dell'umanità."
Nella tarda estate del 1939, mentre sull'Europa siu addensano le nubi minacciose della guerra, Freya Stark venne assunta dal Ministero dell'Informazione. La sua conoscenza della lingua araba sarebbe stata preziosa per una missione di osservatrice e di mediatrice che l'avrebbe condotta nel corso di quattro anni in giro per il Medio Oriente. Questo libro è il resoconto di quella missione, ma offre anche un quadro d'insieme dello scacchiere mediorientale durante la seconda guerra mondiale.
L'uomo che Henny ha scelto per marito è un eccellente venditore di se stesso, si presenta nel migliore dei modi: un po' leggero, ma in compenso sorridente, affabile, di bell'aspetto, la bontà e l'affidabilità in persona. E soprattutto capace, con le parole che sceglie e quelle che inventa di "creare un mondo". Quel mondo destinato a diventare con gli anni un gorgo orrifico in cui Sam riuscirà ad attirare i suoi sette figli e anche Henny, mentre la vita della piccola comunità si trasformerà in una commedia prima leggera, poi spossante, via via sempre più macabra.

