
“Solo uno scrittore di razza può arrischiarsi a scrivere della propria madre” diceva Papini. Gianfranco Svidercoschi si è cimentato nell’impresa di raccontare – in questo libro lieve ed essenziale - l’avventura umana di sua madre. E la racconta così come l’ha vissuta, o almeno come la ricorda.
Una storia molto semplice, straordinaria per la sua normalità. Una storia comune a tante donne che silenziosamente hanno portato e continuano a portare sulle spalle – e nel cuore – le sofferenze, le contraddizioni e le gioie della vita. In queste pagine intense e tenere ogni donna e ogni uomo possono specchiarsi. E ritrovarsi (dalla IV di copertina).
Dalla repressione stalinista all'Iraq, dai Balcani alla persecuzione degli zingari, Grass imbastisce un discorso sul mondo contemporaneo e sulla nostra attuale condizione di perdita, di estromissione dalle grandi decisioni della storia e dal sentirsi stranieri sia in patria sia fuori. Vecchi e nuovi focolai, insurrezioni e terrorismi ci obbligano a vivere "tra le guerre", grandi o piccole, realizzate ufficialmente per affermare la pace o per una qualche liberazione. Ma sempre guerre, con morti e soprusi. E, in tale situazione, il torto sta sempre dalla parte del più forte. E le colpe sono di chi tace. Grass non poteva non schierarsi con chi è senza voce, con chi non ha la parola e così interferisce, risponde picche ai diktat della Storia.
"Attar Farid al Shahid, quasi certamente è uno pseudonimo. Il vero nome dell'autore (o dell'autrice?) di questa sorprendente storia, per sua volontà, resterà ignoto fino alla propria morte, mi dicono: soltanto due amici a Teheran e uno a Parigi lo conoscerebbero. Pare che abbia delle buone ragioni, l'autore, a voler restare sconosciuto, considerata l'aria che tira in Iran, dove si racconta che passi il tempo... a passare inosservato! Così come, finché saranno in vita, resteranno ignoti il nome del traduttore dall'arabo e quello dei numerosi ricercatori che hanno collaborato alla storica "caccia" dell'autore per rintracciare Abu Muwaihiba al-Akhir, l'ultimo testimone "oculare" degli eventi che nell'anno 632 d.C. determinarono secondo lui l'atroce morte del Profeta Maometto, percorrendo 1400 anni di storia, in Europa, in Asia, in Africa, tra gli scaffali di tutte le biblioteche, di tutti gli archivi pubblici e privati, perfino in tutti i grandi cimiteri, individuando i suoi 29 antenati che si sono trasmessi la terribile verità, di generazione in generazione, di padre in figlio, nel più assoluto segreto, fino ad arrivare a Lui, all'unico che conosceva il nome dell'Antico Assassino; a Lui, all'Ultimo Testimone oculare vivente: Abu Muwaihiba al-Akhir... rintracciato a Parigi, poi incontrato a Baghdad, poche ore prima della sua morte." Un romanzo epico che con ironia risale i 1400 anni di storia musulmana sino a rintracciare il segreto di Maometto e dei suoi seguaci.
Un aviatore in volo sopra al deserto è costretto ad un atterraggio d'emergenza in mezzo al nulla. Improvvisamente una voce lo sorprende: "Disegnami una pecora!"
A parlare è un bambino, il principe del lontano asteroide B612 su cui viveva in compagnia di tre vulcani e una rosa.
Facendo tesoro delle conoscenze tradizionali della sua gente e applicandole al cuore stesso delle complesse problematiche che distruggono il pianeta e ci affollano la mente, Manitonquat porta all'apice l'arte nativa del raccontastorie, svelando con passione e ritmo le dinamiche che ci imprigionano e le dinamiche che potrebbero liberarci. La storia, le tradizioni e le profezie dei Wampanoag e di altri popoli nativi prendono così nuova vita, esprimendo i più universali valori umani e offrendo soluzioni pratiche ai problemi che attanagliano uomini e donne di ogni età, cultura e classe sociale.
Colpisce l'abilita dell'autrice nel creare una struttura narrativa che permette ai suoi personaggi, ed anche al lettore, di stare all'interno di scene evengeliche, quasi vivendole in prima persona.
Questi racconti si ispirano a fatti realmente accaduti, vicende autobiografiche, riflessioni personali che toccano temi come l'amicizia, l'amore, l'aborto, l'emigrazione, l'ecologia. Racconti autobiografici in cui costante e`il riferimento alle bellezze della natura e alla speranza, compagna discreta nel cammino dell'uomo. Vera pr otagonista e`la vita, col suo strascico prezioso di sogni, passioni, rimpianti, emozioni. La vita intesa come dono inestimabile, non solo nelle sue fulgide vette della gioia, ma anche negli imperscrutabili abissi del dolore; fiore che sboccia nelle incantevoli valli del silenzio, o in ameni giardini
La historia de Ester es la que cualquiera de nosotros podría vivir. Desde la búsqueda de sí mismo a las dificultades para hacer que cierren las cuentas de su propia existencia, los acontecimientos y las circunstancias que caracterizan el transcurso denuestra vida encuadran un recorrido que hay que afrontar para la realización de nuestros deseos y proyectos. En el mundo de Ester cada uno puede buscarse a sí mismo, porque los valores y las aspiraciones cerradas en el microcosmos son las mismas que las de una realidad común y universal.
Antibes, l’antica Antipolis (“la città di fronte”), fondata dai greci sul lato sud della Baia degli Angeli e oggi rinomata località balneare è lo scenario principale dove si svolgono gli eventi raccontati in questo romanzo. Le vicende private dei personaggi si intrecciano con alcuni episodi di cronaca nera e le relative indagini, in un’altalenante e affascinante mescolanza di realtà e finzione. Laurent Cordani, scrittore di romanzi gialli, in vacanza sulla Costa Azzurra, è testimone di due decessi a suo parere poco chiari, che vengono però archiviati dagli inquirenti come dovuti a cause naturali o accidentali. Non convinto di queste conclusioni, immagina ipotesi alternative. Tutti elementi che potrebbero essergli utili per il suo grande progetto: scrivere un romanzo sul “delitto perfetto”. Lorenzo Inzodda, nato in provincia di Messina, è laureato in Lingue e letterature straniere moderne. Ha sempre insegnato Lingua e letteratura francese nelle scuole superiori, dedicandosi con passione all’analisi delle opere dei grandi autori d’oltralpe. Vive a Capo d’Orlando (Me) e si dedica a tempo pieno alla scrittura, riprendendo i racconti e i romanzi che aveva composto nel corso degli anni e mai pubblicati.

