
«È evidenza postulata che il Magistero non può contraddire se stesso. Grazie al pensiero, alla riflessione e alla metodica di Albino Luciani siamo in grado di toccare con mano questa realtà. Con la certezza provata dai risultati dell’indagine, possiamo sostenere che la fisionomia intellettuale del Nostro si risolve nella sua specifica vocazione teologica di essere mediatore magisteriale: l’attenta analisi dei suoi scritti ci ha condotti a riconoscere che tra il Magistero passato e il Vaticano II egli ricopre il ruolo di punto medio sintetico, rivelandosi mirabilmente capace di operare una sintesi tra il Vecchio e il Nuovo; spiegando con grande precisione il Magistero preconciliare, egli fa approdare al Magistero successivo mostrandone la continuità».

