
Le violenze contro le donne commesse dalle truppe cosacco-caucasiche collaboratrici dei nazisti durante l'occupazione del Friuli tra il 1944 e il 1945 sono una pagina dolorosa e a lungo trascurata dalla storiografia. Attingendo a numerose fonti archivistiche, in larga parte inedite, il volume prende in esame lo stupro come strumento di guerra nella repressione antipartigiana per ricostruirne cause, modalità, caratteristiche e conseguenze di breve e lungo periodo.
Petr Nicolaevic Krasnov è noto come romanziere e scrittore ed è altrettanto conosciuto come un generale strenuo oppositore della rivoluzione bolscevica. È l'atamano che i tedeschi misero a capo dell'organismo che governava le truppe collaborazioniste cosacche: giunse in Italia nei primi mesi del 1945 e alla fine del conflitto seguì la ritirata del contingente cosacco, percorso che terminerà con la sua consegna all'Armata Rossa. Pochi mesi dopo, Krasnov sarà condannato dal regime sovietico e giustiziato. Con una dettagliata ricostruzione della sua figura, l'autore ricompone i tasselli della carriera di Krasnov, dal servizio nell'esercito imperiale russo in missioni diplomatiche e come corrispondente di guerra alle sue azioni nel corso della Prima guerra mondiale. Fa luce sul periodo della rivoluzione russa e della reggenza dello stato del Don in veste di atamano: Krasnov infatti dal 1918 al 1919 fu investito dei massimi poteri militari e politici per condurre la lotta contro-rivoluzionaria nel Sud della Russia.

