
Il cinichilismo è un termine inventato per indicare un atteggiamento diffuso nella società contemporanea in cui la perdita dei valori (nichilismo) si combina con un adattamento pragmatico e disincantato a questa perdita (cinismo). Si può dire che il cinichilismo è la situazione in cui si sa che molti valori tradizionali (verità, giustizia, ideali) sono stati svuotati o messi in dubbio, ma invece di reagire o cercare nuovi fondamenti, ci si adatta consapevolmente e cinicamente, continuando a vivere puntando solo a ciò che funziona. Questo atteggiamento si traduce in una postura culturale e politica sempre più diffusa e pericolosa che attraversa l’intera piramide sociale: dai vertici del potere politico ed economico al mondo tecnologico, fino alle giovani generazioni che crescono in un contesto privo di riferimenti stabili. Il libro propone un percorso di analisi attraverso alcuni dei nodi più critici del nostro tempo mostrando come molte dimensioni della nostra epoca sembrino essere state progressivamente contaminate da questo "morbo" culturale, le cui conseguenze sono stata intuite e denunciate da una delle voci più autorevoli e illuminate del nostro tempo, Papa Francesco.
Cosa significa "indossare l'universale"? Come si può fare a meno dei propri egoismi per agire in modo tale che ogni parola o azione siano indirizzate al bene collettivo? Prendendo spunto dalla vita e dalle riflessioni del Segretario Generale dell'Onu Dag Hammarskjöld, che fece costruire al Palazzo di Vetro una stanza della meditazione affinché ognuno dimenticasse se stesso per rappresentare il resto del mondo, faremo un viaggio nella nostra interiorità, provando a intercettare il divino che è in noi. Un percorso tracciato dal teologo Meister Eckhart, punto di riferimento intellettuale di Hammarskjöld, ma anche da musicisti, pittori, scrittori capaci di rappresentare lo spirito universale con le loro opere. Tracce che ci conducono al cuore del labirinto, anche solo per un attimo. Un attimo di felicità.

