
Perdonare non significa assolvere chi ci ha ferito, ma riaffermare la nostra dignità: è un atto di coraggio che sottrae alla vendetta il suo nutrimento. Con il dono del perdono il passato non viene cancellato, ma si rimodella il suo potere su di noi, restituendo al futuro la possibilità di dispiegarsi senza l’ingombro del rancore. In un percorso teologico, psicologico e pastorale limpido e accessibile, l’autore mostra come il perdono non sia un gesto facile né superficiale, ma può diventare un dono che libera, un atto di coraggio che riconcilia l’anima con Dio e con gli altri. Servendosi di preziosi strumenti quali le parabole evangeliche e la pratica della preghiera e fornendo strategie concrete per perdonare — e per chiedere scusa —, questo volume accompagna, anche con preziosi "esercizi-, il lettore passo dopo passo verso la guarigione interiore. A chi porta una ferita antica e a chi vuole imparare a far rifiorire relazioni spezzate, l’autore offre risorse ed esempi pratici, alla luce di una speranza radicata nella misericordia cristiana. Un testo pensato per terapeuti, educatori, gruppi di preghiera e di accompagnamento; ma anche per chiunque, a casa o in comunità, desideri abbracciare la misericordia come stile di vita e trasformare il risentimento in libertà.
"I ripetuti tentativi di conoscere Francesco d'Assisi, dunque, di seguirne le orme, di donarlo a chi si pone interrogativi senza essere ancora soddisfatto delle risposte che si è dato; i reiterati impegni di addentrarsi nel mondo di Francesco, che è poi collocato all'interno dell'universo infinito di Dio, non sono certo infecondi se, come nel caso di questa breve opera, tracciano le linee essenziali di percorsi di santità che si sanno poi tradurre in vita concreta; se mettono in moto dinamiche latenti di cui prima non si era consapevoli; se offrono chiavi di lettura esistenziali e sollecitano prospettive di speranza ai problemi sociali. È quello che ci propone Francesco d'Assisi superando le strazianti nefandezze umane con la lieve ma estremamente salda e ferma fiducia che il male non avrà l'ultima parola." (dalla presentazione di Concetta Spadaro)

