
Il mondo sta cambiando velocemente sotto i nostri occhi: stanno mutando gli equilibri geopolitici e le vecchie alleanze si stanno sgretolando. E sta cambiando il linguaggio che viene usato dai politici e dai diplomatici: tutto è semplificato e imbarbarito, spesso attraverso un uso smodato e sbagliato dei social network. Il cambiamento dell'uso delle parole è il sintomo di una malattia, di un mondo che precipita attraverso guerre e crisi. La comunità internazionale è ad un bivio. Da una parte si deve affrontare la nascita di nuovo disordine mondiale, dall'altra, la revanche improvvisa di appetiti dominatori: finti alibi e rimostranze storiche controverse per reclamare antichi possedimenti o presunte appartenenze. Serve una nuova diplomazia della parola. Perché oggi le parole sono diventate mezzi di offesa, di terrore o strumenti di minaccia. Finché il mondo non tornerà a parlarsi davvero la cronaca non potrà che essere questa: una lunga, lenta, silenziosa disintegrazione del dialogo prima del conflitto aperto. Presentazione di Giampiero Massolo.
Ci sono gli armeni, i copti, i maroniti, i siriaci. Seguono i cristiani iracheni e quelli di Antiochia, i greco-ortodossi e i melchiti. Queste alcune delle Chiese presenti in Medio Oriente. Oggi, nella "Mezzaluna fertile", il luogo in cui è nato il Vangelo per diffondersi in tutto il mondo, si possono contare oltre venti comunità cristiane. Con l'11 settembre 2001, il Medio Oriente è tornato a essere un epicentro di crisi internazionali, e il dialogo tra Ebraismo, Cristianesimo e Islam si è sensibilmente deteriorato. Ma la sopravvivenza dei cristiani in questa area del mondo è la prova di come sia possibile una convivenza fra più realtà politiche, culturali e religiose. Un reportage dal cuore della cristianità del Medio Oriente, un diario di viaggio che racconta la vita e le difficoltà di persone costrette a una convivenza serrata e non facile. Attraverso le interviste agli esponenti delle comunità cristiane e i racconti di vita quotidiana, l'autore ci rende la complessità del mosaico mediorientale.

