
Crisi energetica, climatica, alimentare, finanziaria: mai come oggi il mondo ha avuto paura per il proprio futuro. Il futuro è sempre imprevedibile, ma questo senso di grande incertezza è causato dal modello di pensiero che è stato causa prima delle crisi. Un modello che ha fallito e non sa trovare soluzioni innovative al di fuori del sistema globale che ha creato. L'alternativa a un futuro di crisi deve partire dall'alimentazione: il futuro del cibo è il futuro della Terra. Il cibo è stato snaturato fino a diventare un mero prodotto di consumo, privato dei valori profondi che ha sempre avuto, è diventato sprecabile, una merce qualsiasi, altamente insostenibile in tutte le sue fasi, dalla sua coltivazione fino all'atto di mangiare. Riscoprire la centralità del cibo nelle nostre vite e nelle nostre attività, ci può aiutare a trovare una chiave interessante per immaginare un futuro migliore. Saranno i contadini a salvare il mondo, con i loro saperi, grazie alla loro estraneità con il modello di pensiero imperante, grazie al fatto che sanno lavorare in sintonia con la natura, con la madre Terra. Con una lettera di Enzo Bianchi.
Contro l'omologazione industriale di McDonald e del fast food occorre preservare la qualità artigianale dell'alimentazione, nella sua grande biodiversità locale. È questa l'idea centrale di Slow Food, un'associazione fondata nel 1990 da Carlo Petrini e un gruppo di amici dell'Arcigola. Da Bra, piccolo centro piemontese ai margini delle Langhe, l'associazione si sviluppa rapidamente prima in tutte le regioni d'Italia, poi nei principali paesi d'Europa e infine in tutto il mondo, arrivando a contare oggi più di 70.000 soci. In questo libro il leader storico del movimento ne enuncia la filosofia e ne racconta la pratica.
C'è chi ancora pensa ai gastronomi come a una cricca di mangioni egoisti, incuranti di ciò che sta loro attorno. Certo, il cibo può e dovrebbe essere un piacere, ma mangiare, ci fa riflettere Carlo Petrini, è anche "un atto agricolo": selezionando cibi prodotti con criteri che rispettino l'ambiente e le tradizioni, favoriamo la biodiversità e un'agricoltura equa e sostenibile. Di conseguenza, se nutrirsi è un "atto agricolo", produrre dev'essere un "atto gastronomico" conforme ad almeno tre criteri essenziali: buono, pulito e giusto. Attraverso frammenti autobiografici intercalati a meditate riflessioni, cifre e proposte concrete, l'autore ci fa comprendere quanto è ampia oggi la galassia delle discipline che gravitano intorno al cibo.
Slow Food, nato a Bra nel 1986, è diventato un movimento internazionale con il congresso del 1989 a Parigi, il cui manifesto proclamava: "Contro l'appiattimento del Fast Food riscopriamo la ricchezza e gli aromi delle cucine locali". In questo libro il leader carismatico Carlo Petrini, con la collaborazione di Gigi Padovani, racconta le origini e lo sviluppo di una realtà che, da inizi amatoriali e goliardici, ha oggi 80.000 iscritti in 45 Paesi, ha una fiorente casa editrice, ha appena inaugurato l'Università di Scienze gastronomiche con sedi a Pollenzo e a Colorno e organizza eventi di immenso richiamo come il Salone del Gusto di Torino e il convegno Terra.
I problemi etici posti dalle relazioni tra ambiente, salute, rischi, costi, benefici, prevenzione, cautela sono affrontati in capitoli che sono stati oggetto di altrettanti articoli sulla rivista dell'Ordine Nazionale dei Biologi. Il libro si colloca in una prospettiva storica per giungere ad un'analisi di eventi recenti ed è particolarmente attento alla vivace evoluzione in atto, fino alla stesura della nuova edizione. Testimone delle evidenze, delle problematiche aperte, irrisolte o controverse, il libro analizza leggi, norme, dichiarazioni di organismi nazionali ed internazionali e come esse siano recepite o anticipate nella deontologia delle professioni coinvolte.

