
A Reinhart Koselleck, uno dei grandi protagonisti della storiografia contemporanea, dobbiamo l'elaborazione di un ambizioso e influente modello di storia concettuale, fondato sulla convinzione che la dissoluzione del mondo antico e la nascita del mondo moderno abbiano lasciato tracce vistose nella storia dei termini e dei concetti politico-sociali. "Storia", "progresso", "sviluppo", "emancipazione", "crisi", "utopia": interrogando le trasformazioni, in termini sia di continuità sia di scarto, di questo lessico è possibile cogliere le complesse dinamiche che hanno caratterizzato il passaggio alla modernità. Non solo: le riflessioni di Koselleck si prestano anche ad un fertile confronto con le grandi sfide della contemporaneità, dalla crisi ecologica al tramonto delle tradizionali forme di associazione politica, al problematico rapporto tra memoria e identità.
Nel corso del tempo, la funzione politico-sociale della storia e il suo stesso concetto cambiano profondamente. E il vero momento di svolta, che coincide appunto con la formazione del concetto moderno di storia, ha inizio precisamente nell'ultimo trentennio del XVIII secolo. Il saggio di Reinhart Koselleck illustra in ogni dettaglio questo profondo processo di trasformazione, per cui il termine tedesco Geschichte, assorbendo l'area semantica del vecchio lemma Historie si trasforma in un concetto insieme della realtà e della riflessione. La storia diventa la misura immanente del tempo umano, di cui assorbe ogni dimensione, proiettandosi anche in un'attesa del tempo futuro con cui muta persino il senso del passato.
La comprensione storica richiede categorie capaci di cogliere quell'intreccio tra passato e futuro che definisce la qualità temporale specifica di ogni momento dell'accadere. Il "futuro passato" è la forma caratteristica in cui l'orizzonte di aspettativa proprio dell'epoca trascorsa risponde e reagisce allo spazio di esperienza che lo suscita. Il libro di Koselleck cerca di fissare i nodi strutturali del variare di questo orizzonte lungo la mobile linea di intersecazione tra la prospettiva dell'interprete e la prospettiva dell'epoca considerata.

