
Nel nostro paese lo stato di degrado delle architetture archeologiche è giunto a un punto tale da richiedere interventi di grande impegno progettuale e operativo. Il tipo di attenzione portato ai ruderi si è così trasformato: alla tradizionale tendenza descrittivo-filologica si è affiancata quella per il restauro e il ripristino. Oggi le competenze dell'archeologo vanno integrate con quelle dell'ingegnere, e viceversa, anche se questa sinergia dà spesso luogo a grosse difficoltà di collaborazione. Il libro, che intende affrontare le problematiche edilizie dell'antica Roma con più adeguati strumenti di indagine tecnica, sottolinea la necessità di conoscere le strutture antiche profondamente, dall'interno, cercando di stabilire un contatto, un comune linguaggio che consenta una collaborazione proficua delle professionalità che concorrono alla salvaguardia del nostro ricco patrimonio archeologico.
Lo stato di degrado delle architetture archeologiche è giunto a un punto tale da richiedere interventi di grande impegno progettuale e operativo. Il tipo di attenzione portato ai ruderi si è trasformato: alla tradizionale tendenza descrittivo-filologica si è affiancata quella per il restauro e il ripristino. Oggi l'archeologo non può fare il lavoro dell'ingegnere, né è possibile il contrario, ma mettere insieme queste due figure professionali dà spesso luogo a grosse difficoltà di collaborazione. Questo libro, in nuova edizione aggiornata, cerca di stabilire un contatto, un comune linguaggio che consenta una collaborazione troppo spesso difficile.

