
Perché si soffre? È forse il primo e più grande interrogativo che si pone l’uomo dinanzi alle innumerevoli forme che nella sua esperienza di vita il male può assumere. Una domanda che per i credenti è gravata dal pensiero angosciante di un Dio che lo consente: se Dio è buono, perché permette che gli innocenti soffrano? Il biblista Luca Mazzinghi e il filosofo Andrea Di Maio si mettono alla ricerca di possibili risposte rileggendo il Libro di Giobbe, il testo biblico che più di ogni altro ragiona sul mistero del male.
Un repertorio essenziale di concetti e termini bonaventuriani, da communicatio a natura, da vita spiritualis a nihilitas.
Il presente lavoro può essere letto come un manuale di metodologia lessicografica nella documentazione linguistica nell'opera di Tommaso d'Aquino e come saggio ermeneutico sul concetto tommasiano di comunicazione come sistematica riflessione metafisica sull'atto di comunicare.

