
Resistere senza spezzarsi: abbiamo promosso in ogni ambito il concetto di resilienza e di complessità. Il 2020 è stato l'anno di una nuova consapevolezza: la vulnerabilità è una condizione universale da cui ripartire per ripensare la società, le organizzazioni, il lavoro, il potere e le sue gerarchie. A partire da questo, è ora necessario che chi ricopre posizioni di potere crei nuove scale di valori che rendano le proprie organizzazioni sostenibili per tutti. In Leadership di cura l'autrice mostra perché e come si possa oggi praticare una nuova forma di leadership di cura, attenta, presente, coinvolgente e in ascolto. La sua caratteristica fondamentale è la capacità di prendersi cura delle persone lasciando spazio alla loro autonomia: la nuova leadership preferisce la collaborazione alla competizione e si concentra sull'interpretazione dei bisogni reali, coinvolgendo nella loro definizione i destinatari dei benefici nell'organizzazione. Prefazione Pierluigi Celli.
La lingua è l'organo che si muove nella soglia e dalla soglia si apre al mondo e porta il mondo nel corpo. Cibo ed eros conquistano senso grazie a lei, che sfugge, mai si ferma, porta dentro e porta fuori, mette in relazione il corpo con la terra e con altri corpi. Non c'è il bello in lei ma il buono e, se Platone ci aveva visto giusto, il buono porta bellezza. Dunque è la regina dell'estetica, che dalla soglia aiuta la memoria a trattenere ricordi di vita. Ma la lingua è anche il nome immateriale che segna l'identità di ogni individuo e della sua comunità, ci dice a chi apparteniamo, da dove veniamo, con chi possiamo costruire senso. Come l'identità di ognuno, è viva e dinamica, molteplice, mai fissa. Mai una, sempre molte. E a stare nella soglia ci si prende gusto.

